di Paolo Gino
Dalla terra nasce l’acqua
dall’acqua nasce l’anima…
E’ fiume, è mare, è lago, stagno,
ghiaccio e quant’altro…..
è dolce, salata, salmastra,
è luogo presso cui ci si ferma e
su cui si viaggia,
è piacere e paura,
nemica ed amica,
è confine ed infinito,
è cambiamento e immutabilità,
ricordo ed oblio.
Da i frammenti di Eraclito
(Dal libro Frammenti, VI-V sec. A.C.)
Anche la 5 edizione è andata 600 anime si sono bagnate nel Lago e chissà cosa resterà loro tra ricordo e oblio di questo 2023? I cinici dicono che il lunedì della Maratona non si parla già più ma qui è diverso.
I panorami che si trovano per 4 giorni danno solo un piccolo anticipo delle possibilità che possono dare questi territori. In effetti viene voglia di tirare fuori dal cassetto gli altri sei percorsi già pronti da Anni e trasformare le 10in10 in 10 percorsi tutti diversi.
L’impegno attuale per la organizzazione delle 4 Maratone è di 30 persone di staff e una ventina di mezzi per seguire le varie fasi, una macchina costosissima ed efficiente che lavora per 24 ore per ben 6 giorni. Anche sognare costa quando si parla di Maratone, ma come diceva Erodoto l’acqua è confine ed infinito tra cambiamento e immutabilità. Per cui madamine il Catalogo è questo:
- Vergante – Medio versante Piemontese Lago Maggiore e Valle della Agogna
- Mottarone – salita e discesa al monte
- Madonna Del Sasso – Cremosina Valsesia e Santuario
- Lago d’Orta – Giro Completo del Lago
- San Carlone – Mercurago Arona San Carlone Invorio
- Santuario di Boca – Borgomanero Fontaneto Boca Maggiora
- Fenera Cremosina San Bernardo Ara Boca Maggiora
- Colma Cremosina Valpiana Quarona Colma
- Bocciola Omegna Agrano Miasino
- Gozzano Ronco per due volte Percorso Classico
Sicuramente è una come ho detto più volte le Quadrortathon per gli organizzatori hanno un strano odore che sa di gommec, frenate, nastro adesivo, bustine di plastica e Redbull per restare svegli. Ci vanno 1600 cartelli che occorre attaccare sui percorsi nei giorni precedenti. Son circa 400 a percorso e ci vuole pazienza e ritmo costante per segnare una maratona ogni giorno. In questo mio figlio Carlo è diventato negli anni il Notaio del Lago, conoscendo i punti dove mettere le frecce, i cartelli dei km, i ristori, gli sbandieratori, annotando anche le possibili migliorie rispetto agli anni precedenti.
Siamo alla quinta edizione ma i percorsi nacquero da una sesta nel 2014 le Christmas Series.
Ricordo degli anni precedenti genera emozioni fortissime, qui Omar ha bucato, qui ha abbandonato Bonfiglio, qui Adam Holland aveva aggiustato una freccia, qui Calcaterra ha attraversato per mettere una bottiglietta nel cestino, qui Ancora ha fatto le foto delle 1000, qui siam venuti di notte a balisare. Rivedere tutte quelle strade a fine primavera, conoscere ogni palo o ramo dei 168 km di cui almeno un terzo occorre fare a piedi è come aprire una vecchia casa delle vacanze che è stata chiusa un anno.
I fortunati son quelli che le corrono, io vivo i chilometri più emozionanti mettendo i cartelli a bordo del lago nella assoluta solitudine di un giorno feriale, silenzio e lago piatto. Dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’anima… la luce morbida e la brezza caldo umida sembrano un pianto per quei luoghi che per ragioni organizzative non potrò mai più correre. Come avere quattro vecchia amici che ti chiamano ma non riesci mai vederli.
Quest’anno è piovuto parecchio, ma solo di notte e alla partenza della quarta, e il lago con la pioggia ha una magia sua, un odore che rende felici. L’odore della pioggia che batte sulle acque del lago ha una funzione ben precisa: guidarci verso la nostra anima. Tutti noi preferiamo correre quando piove a patto non sia esagerata. Perfetta ad esempio è stata pioggerellina vaporizzante di Curtatone. Ed ogni grado di pioggia ha il suo odore che toglie sudori ed affanni.
L’odore del Lago sotto la pioggia è uno di quei piaceri profondi tutto da cogliere, come l’odore dell’erba appena tagliata, le lenzuola pulite, il pane all’alba, e torte delle nonne, le matite in fondo alla cartella, sono odori che si mescolano con l’affetto e i posti del cuore.
Un naufragio sventato nel lontano Agosto 2018 tiene lontani i maratoneti dall’Isola di San Giulio, ma è qui che la magia dei giorni di pioggia di fine settembre sotto qualche grosso temporale genera le sensazioni più forti. Aria prima secca e carica di elettricità che viene poi spazzata via da un diluvio e che poi si calma e l’odore di muffa degli imbarcaderi si fonde con quella della cera della cripta di San Giulio. Il Silenzio torna sovrano.
L’isola è fonte di leggende è suggestioni, ma non visitarla è una grossa perdita. L’isola è sempre lì e da qualsiasi angolo e battito di ciglia l’abbiamo davanti. Quando non la si guarda l’umore si fa cupo e anche le acque sembran più scure come una specie di maledizione che si abbatte sul corpo e la mente.
Come se il famoso “drago” del lago d’Orta che planasse su chi non ci va. Al posto delle Suore di Clausura nel loro immenso monastero sull’isola di San Giulio una volta c’erano i draghi, non uno solo ma quattro nei dipinti son grossi come serpenti mostri immensi che si mangiavano chi si avvicinava alle sponde. San Giulio che ora riposa nella cripta, santo, guerriero, esorcista, costruttore di chiese, distruttore di luoghi di culto pagani, arrivò e fece piazza pulita uccise i draghi e i serpenti. La vertebra del drago adesso sta appesa nella Sacristia della Basilica dell’Isola..
Chi ha corso la quarta maratona quella del Lago d’Orta lo sa dopo il centro di Orta si va per la stretta panoramica passeggiata con le beole che costeggia il promontorio a nord dopo capo Movero. Qui dopo il noleggio delle canoe c’è una un grande villa inglese dai mattoni rossi. Quando metto i cartelli mi fermo sempre qui un po’ di più. Dai prelievi che hanno fatto in questo punto c’è l’acqua più pulita del lago. Qui anche il profumo è diverso. Ci sono dei piccoli canneti con qualche anatra. La villa invece nasconde un mistero. Fu costruita su una grotta chiamata il “Bus de l’orchera” il buco dell’orca che si confonde col Drago.
Un altro posto dal profumo speciale è il paesino di Ronco che tutti conoscono benissimo per essere il giro di boa delle 10in10 e della terza Maratona quella della Madonna del Sasso. Chi è sceso giù sulla riva del piccolo imbarcadero avrà sentito sicuramente il dolce odore del glicine che nasce dal lago. Proprio in quella casa ci abitava negli anni passati una scrittrice di gialli che vi aveva ambientato parecchi delitti uno perpetrato proprio nel piazzale del nostro ristoro. Ronco era un villaggio di pescatori e non c’era la strada per arrivarci solo barche. Questi pescatori abitavano qui isolati e raccontavano che spesso nelle profonde acque antistanti il borgo si nascondesse un grosso serpente capace di stritolare le loro piccole barche. Forse abitare così isolati in questo luogo bellissimo genera strane suggestioni.
Come anno durante le Quadrortathon vado a vedere se è rimasto il famoso cartello dei km 10 che è li da 7 anni ed è su un palo ad Invorio. Era il 27 dicembre 2014: maratona di san Carlone, una di quelle che si potrebbero rinverdire di cui ho parlato sopra. Un Cartello di stoffa una reliquia rimasta qui alle intemperie e che sembra resistere ancora bene. Lo guardo con commozione e mi ricordo che quel giorno nevicava e c’era una nebbia grigia ma quel cartello era lì e nessuno ha sbagliato. E’ un segno che qualcuno è passato e ripasserà. Rimane il rimpianto per quei giorni di Natale del 2014 che non torneranno più, di cui le QuadrOrtathon sono figlie. Vedremo se il cartello resisterà alla neve e alla nebbia di altro inverno. Il prossimo anno le QuadrOrtathon saranno il 6.7.8.9 giugno 2024 ce la può fare ad aspettare.
In un vecchio articolo sommerso dalla polvere si racconta tutta la storia di queste 4 gare per chi ha voglia se lo può rileggere per capire il resto del racconto https://www.clubsupermarathon.it/ultramaratone/3588-4-sogni-11-illusioni-200-amici-1000-maratone-le-quadrortathon.html








Bellissimo l’articolo!
Presidente siete dei grandi!!! Si vede tutta la passione che anima il vostro operare. Il sogno di 10 maratone diverse sarebbe si molto impegnativo ma davvero bellissimo da realizzare. Vi mando un caro abbraccio e sono molto orgoglioso di far parte del C.S.M.
A presto.
Luciano Canonico