2018 – QuadrOrtaThon, Maratona del Vergante. Seguito della storia

Dopo il secondo posto di categoria nei 50 km con 3.000 metri di dislivello positivo del Trail Sacred Forests (Badia Prataglia – AR, 26/05/2018), Marina è incontenibile. Inizialmente riesco a starle poco avanti approfittando di qualche ripida discesa ma, appena arriva il falsopiano e la salita, passa e va. Dopo una curva sparisce definitivamente dalla mia visuale.

002A Massino Visconti mi affianca Hartmann Stampfer che oggi vorrebbe adottare un’andatura turistica: corriamo insieme per qualche km, poi anche lui saluta e se ne va.

Al ristoro del 20^ km presidiato da Vittorio, uno dei tratti più suggestivi del percorso: uno sterrato in ripida salita da Graglia a Nocco dove Marco Bonfiglio si è infortunato. Cammino insieme a Michele Rizzitelli, poco dietro Vito De Francesco.

003 Ad un bivio Michele ed io, nel fervore di una discussione politica (oggi c’è il giuramento del nuovo Governo), non ci accorgiamo di una freccia marrone posata sul terreno realizzata con porzioni di rami che indica la direzione da seguire. Un provvidenziale e attentissimo San Vito ci chiama segnalandoci l’errore. Senza di lui chissà dove saremmo andati a finire!

Michele mi abbandona in salita e Vito De Francesco lo imita in discesa.

Mi dilungo nel fotografare i panorami circostanti e il Lago d’Orta dalla terrazza dell’ultimo ristoro (37^ km).

004Percorso senza infamia e senza lodo nella prima metà per la presenza di troppe auto e moto rombanti; bello nella seconda, con qualche segnaletica carente in corrispondenza dei cambi di direzione. Non vedono le freccette direzionali e arrivano dopo di me Roberto Trinelli, Aligi Vandelli, Vito Piero Ancora, Stefano Giorgio, Ferdinando Gambelli, Rosetta Lettieri, Marcello Arena e Carolina Agabiti. Pur sciroppandosi una manciata di km in più, giungono tutti sorridenti al traguardo.

Pasta e birra per tutti e, dopo l’arrivo dell’ultimo concorrente, il mega brindisi per Marina. Insomma, una bella giornata di sport, di quelle che Paolo Gino sa molto bene organizzare.

Ritorno a casa attraversando indenne l’inferno della tangenziale milanese e le code a tratti dell’Autostrada del Sole.

Una prece per Paolo: nelle prossime edizioni, prevedere per favore cartelli chilometrici almeno ogni 5 km. Per chi non ha il navigatore, la mancanza di chiarezza circa i chilometri percorsi potrebbe essere un handicap aggiuntivo.

Lunedì si replica con il giro del lago in senso antiorario.

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