Quarta faticaccia: Firenze Urban Trail. La città ai nostri piedi

Organizzata dalla Camelbag ASD, associazione sportiva il cui fiore all’occhiello è la The North Face® Lavaredo Ultra Trail, una delle 12 gare trail running più importanti e belle del mondo inserite nel calendario della Ultra-Trail World Tour (www.ultratrail-worldtour.com/races/ultra-trail-world-tour-2016en), la manifestazione fiorentina si avvale della collaborazione di un gran numero di volontari sorridenti e onnipresenti lungo il percorso, sempre attenti, nonostante pioggia e grandine, ad indicarci la retta via.

004Efficiente la logistica, l’Expo presso l’ObiHall del Lungarno Aldo Moro, e il Village situato nel cuore della città in Piazza Santa Croce, con spogliatoi e servizi a due passi e docce calde fino all’arrivo dell’ultimo concorrente.

Percorso ondulato, quasi tutto su asfalto e sterrato ma anche su “sentieri di lupo”, ripide salite e discese con sassi scivolosi e radici affioranti, dove gli specialisti del trail fanno la differenza. In ognuno di questi tratti Marina Mocellin mi raggiunge inesorabilmente staccandomi con passo sicuro, incurante del fango e della grandine che funesta la seconda parte della giornata.

003 4 fatica ErcoleTante foto solo nella prima metà della gara: dopo quattro ore inizia infatti a piovere prima debolmente, poi in maniera insistente. Quando i nuvoloni neri sembrano squarciarsi per far passare qualche timido raggio di sole, una violenta grandinata toglie ogni speranza di cambiamento. Non essendo uno specialista del trail, ho qualche problema sui sentieri di lupo, dove scivolo e cado due volte senza conseguenze. Anche l’argine dell’Arno, asciutto all’andata, diventa un acquitrino nel ritorno. A circa tre chilometri dalla fine ci sbarra la strada un impetuoso torrentello proveniente da monte, che attraversa l’argine e si riversa nell’Arno. Durante il guado, cerco di essere molto stabile nelle gambe, evitando di cadere nelle limacciose acque del fiume per una nuotata fuori stagione.

Ormai sazio di sgambettare nel fango, inizio a camminare. Mi raggiunge Marina e insieme tagliamo il traguardo.

Da SuperTapascione qual sono, sprovvisto di tecnica trail, rivolgo comunque la seguente prece agli organizzatori: per favore, mettete qualche indicazione chilometrica lungo il percorso. Anche se Marina e altri specialisti mi segnalano che nel trail non si usa, insisto: quattro piccoli cartelli indicanti i 10, 20, 30 e 40 chilometri rovinerebbero forse la bellezza dell’ambiente circostante?

Nella foto, la quarta faticaccia di Ercole: il cinghiale di Erimanto.

Di seguito, il video del percorso scaricato dal sito dell’organizzazione.

Clicca qui per le foto (di Mario Liccardi)

Clicca qui per la classifica

 

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