Ebbene la sfida è riuscita solo a metà, notti, sudori e tendini allo stremo: ma non ce l’ha fatta. In questa lettera Juan riconosce le sue sconfitte garbatamente così come ha sempre festeggiato le sue vittorie. Col tempo e i tanti km in strada ha imparato che perdere può condurre a una grande saggezza, perdere può essere più gradevole che vincere se guardi il limite negli occhi ad ogni cancello. È inevitabile perdere di tanto in tanto… il trucco adesso è che non diventi un’abitudine. Lo ringraziamo per il coraggio soprattutto per aver tirato fuori dal cassetto i sogni prima di partire nell’articolo La-grande-serie.
Rimane la grande felicità perduta del partire verso l’ignoto e il gran finale della prima Maratona della figlia, la tessera Number One del “Club Mini Marathon Italia”, la piccola MARtinA, che a soli sette mesi da Gianni Genco a Putignano ha esordito sul passeggino spinto da papà Juan. (scritto da Paolo Gino)
QUEL CHE RESTA DELLA GRANDE SERIE. di Daniele Alimonti
Domenica 3 giugno ore 10:00
APRO gli OCCHI e ho in mente TE … LA GRANDE SERIE.
Il SOGNO che ho fatto ha qcosa di reale; cerco allora qualche riscontro sulle statistiche tedesche ma non c’è traccia di nulla…mi sa che è rimasto taleL
Apro il PUGNO e non trovo neanche le MOSCHE ma solo due unghie di alluce.
Poi però affiorano dei ricordi che sembrano reali…l’acqua del mare e pure del lago, la caviglia destra che si trascina in discesa,
la festa del PIATTO e il TOUR dell’APULIA su un piede solo…i dettagli scolpiti sembrano ULTRA vissuti…così come le medaglie vinte e soprattutto perse.
Richiudo gli occhi sforzandomi di ricordare, una x una, le storie e le ripercorro a distanza di giorni mentalmente prima e poi anche fisicamente;
non ho dubbi qualcosa c’è stato ANCHE SE è rimasto e rimarrà ben poco negli annali delle statistiche ULTRA… il SOGNO quindi è stato REALE ma un FLOP?!
Decisamente SI dal PUNTO di vista del PUNTO gara, niente alibi e nessuna scusante; i risultati parlano chiaro TRE MEDAGLIE su SEI, di cui UNA FTM.
Di fronte ad una debacle simile il SOGNO esce ridimensionato e presta il fianco alle critiche da ogni parte…comprese le parti più intimeL
E’ facile celebrare i successi, molto più difficile parlare degli INSUCCESSI.
Sono state SEI settimane molto intense e molto costose dal punto di vista dei km, degli euro, degli amici, delle ferie, dei viaggi, del tempo,
del fisico, del morale, degli affetti più cari ma soprattutto dell’anima…rubata.
QUELCHERESTA è TANTO ed è POCO dipende dai punti di vista, certo è che DENTRO resterà un VUOTO ENORME ma anche un PIENO INFINITO.
Tudenecst
J
p.s.
poi spero usciranno i SEI racconti…dall’anima ritrovata!



