PRECEDENTI RACCONTI:
1 Milano RESISTI Marathon https://www.clubsupermarathon.it/maratone/4831-milano-resisti-marathon-i-vostri-racconti-della-prima-maratona-della-speranza.html
2 Racconti del Lago D’orta Marathon https://www.clubsupermarathon.it/miscellanea/4847-19-racconti-della-lago-d-orta-marathon-donando-sul-lago-dorato-di-ambrosino-arena-belloli-bartoletti-bocchi-bogliani-castrilli-capecci-colombo-comparelli-dicorato-falcier-farina-focarelli-grilli-lallo-lettieri-paroni-spataro.html
3 Martona di Padova che il Santo ci aiuti https://clubsupermarathon.it/maratone/4856-racconti-della-maratona-di-padova-che-il-santo-ci-aiuti.html
Sono in ordine alfabetico.
le foto….FOTO 50 KM ROMAGNA
INSEGUITO DA UNA LUMACA PER 5.000 KM di Aligi Vandelli
Oggi 25 Aprile festa della Liberazione, il 4 Maggio speriamo di festeggiare la ” Liberazione del Podista”. Per solidarietà all’amico Juan correrò i 5.000 Km di Romagna. Considerando la distanza, rifornisco il mio ristoro personale con gel, barrette (quelle dei pacchi gara già scadute), ed in onore della Romagna, piadina con lo squaqquerone (formaggio spalmabile insapore ma mi piace il nome ). Parto all’alba, non aspetto lo start di Juan, tanto non ho whats app o simili C’è ancora l’umidità della notte, dalla siepe sbuca una lumaca, raddrizza le antenne e mi segue, bene ho la compagnia. Cerco di distanziarla andando in progressione ( ma sarà recessione ), non molla, anzi nel mio percorso avanti/indre mi doppia più volte!!!, finalmente arriva il caldo, abbassa le antenne e ritorna sotto la siepe. Percorso 13 km. saluti. Aligi Vandelli.
IL NOSTRO BEL PAESE di Luigi Ambrosini
50 Km di Romagna mia ce la fai (50 Km di Romagna)
25 Aprile data storica che ricorda la Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Già ‘La Liberazione’, da un popolo che aveva deciso di distruggerci, di distruggere il nostro belpaese, di azzerare la nostra storia e fare bottino dei nostri tesori.
Ne siamo usciti anche quella volta, un po’ malconci ma ne siamo usciti come ne uscire anche adesso, malconci ma ne usciremo.
Il 25 Aprile, si sarebbe corso la 50 Km di Romagna per qualcuno. ‘Il piccolo passatore’ si, perché in effetti richiama molto il percorso della più famosa gara dei 100 Km del Passatore ed è stato sempre un buon banco di prova per chi si voleva poi cimentare al Passatore il mese dopo.
Castel Bolognese, la partenza, un gioiello tra le colline dell’emilia romagna è un comune italiano di oltre 9.600 abitanti della provincia di Ravenna ubicato lungo la via Emilia, a 41 metri s.l.m, nella bassa valle del Senio, alle pendici dell’Appennino tosco-romagnolo, a pochi km da Faenza e da Imola. Terra di gente vera, amichevole, sincera, gente che ama la gente, gli abbracci, l’allegria.
Il virus ha colpito anche lì, tra gente che ama vivere e stare insieme. Gente che ama stare insieme, bere, mangiare, chiacchierare eppure un essere microscopico è riuscito ad annullare tutto questo.
E’ riuscito ad infondere la paura lì dove la paura non era mai riuscita a prevalere, dalla guerra al più recente terremoto.
Il virus, nei cuori delle persone di questi luoghi ha fatto più danno che qualunque altra cosa. Noi runner, si sarebbe corso questo giorno per le colline Emiliane in mezzo a questa gente festosa.
Il bel clima della stagione, l’allegria della gente, la fatica di un percorso bellissimo, sarebbe stato tutto fantastico.
Ci saremmo incontrati, avremmo parlato delle nostre gare fatte e di quelle che avremmo fatto, il prossimo ‘Passatore’ che il solo pronunciare ti mette addosso euforia e paura. Una gara seria da affrontare con dignità e rispetto.
Il percorso della 50 Km di Romagna, tendenzialmente in salita nella prima metà e in discesa nella seconda, si snoda su strade asfaltate immerse nel verde delle colline della vallata del Senio.
La strada di Biancanigo, a sud di Castel Bolognese, abbandona la verde pianura e risale la Valle del Senio sui pendii delle prime colline popolate di ville, che svettano tra i campi matematicamente coltivati di viti da cui si attingono l’albana, il trebbiano e il sangiovese.
E il memorabile arrivo con la fontana dove poter mettere al bagno i piedi accaldati . E poi gnocco fritto per tutti con un buon sangiovese!
Normalità delle nostra vita da runner, che avevamo la fortuna di vivere tutto questo ogni anno e sentirci, felici, allegri e in salute.
Il virus quest’anno ha detto di no, ci ha fatto capire che la bellezza della vita non deve essere data per scontata e che quando siamo lì prima dello sparo della partenza, mentre corriamo una gara e mentre tagliamo il traguardo stiamo vivendo dei momenti fantastici ed indimenticabili di cui dobbiamo essere sempre grati di poterli vivere.
La vita continua! Ci siamo tirati su in altri momenti e ci ritireremo su anche adesso per essere pronti alla partenza della 50 Km di Romagna 2021. E non è un suggerimento ma una promessa!!!
Forza Emilia!
Preghiera indiana
Possa il sole darti nuova energia di giorno;
possa la luna darti il riposo di notte;
possa la pioggia lavar via tutte le tue preoccupazioni;
possa la brezza soffiare nuova forza nel tue essere;
possa tu camminare dolcemente nel mondo,
e conoscere la sua bellezza.
Ogni giorno della tua vita
LILLA’. LI-LLA VIOLET IN PIENA FIORITURA. Marcello Arena
‘Nartra GARA del ClubSupermarathon Italia con le RESTAMOSENE a casa VIRTUAL RACE ” 11 Maratone della speranza ” e la splendida iniziativa solidale alla Protezione Civile contro il COVID 19 . . . Oggi 25 aprile si corre la quarta RACE ” 50 KM. ROMAGNA MIA CE LA FAI ” . . . Ore 09 trittico ONLINE un pò fortunoso per dare il via alla RACE con l’oramai ESPERTA ma ancora in rodaggio GIUDICE VERY YOUNG ingaggiata da Juan Kappacinque che dà la partenza con il tradizionale 19 secondi DELAY . . . Giri da 50 metri da ripetere 81 volte . . . Radio accesa e si inizia a girare girare girare . . . Machestoaffà ? Asì l’undicesima PARTE daa cinquanta di Romagna e qui guardando guardando me viene l’ispirazione . . . LI-LLA violet in piena fioritura . . . In pratica stando LI a casa me immagino LLA il famoso giro di 50 Km a Castelbolognese, giusto un PERMILLE e continuo a girare . . . Subito echeggiano i FANCLEBBESSE inspecialmod datuttlequot, che aspettavano la RACE occupando tuttlelequot dai posti migliori, con CORI ed incitamenti per darmi sostegno ed incoraggiamento e sono già a metà gara . . . 25 ma questo numero E’ – la data di oggi giorno della LIBERAZIONE – metà gara – l’inizio della discesa dopo aver superato il famoso muro per arrivare ai 600 metri di quota . . . Allora giù perladiscesa fino al tratto finale pianeggiante per poi tagliare il traguardo e mettere arcollo afamosa MEDAGLIA . . . Quarta VIRTUAL ” ROMAGNA MIA CE LA FAI “stupefacente appuntamento per la speranza di aggiungere definitivamente il ” +1 ” a questo angusto DICIANNOVE . . . Confortante è la raccolta fondi a favore della Protezione Civile o Enti che promuovono la lotta al COVID 19 . . . I conti inprogress, evidenziati dal President, tendono ai ventimila ma se vogliamo puntare ALTO speriamo ALMENO di raddoppiarli . . . Non ci rimane che dare appuntament alla prossima VIRTUAL con il famoso CARMA e ridondante MANTRA . . . UnbelgranDAJEatutta RESTAMOSENE a casa da Marcello.
ROMAGNA MIA CE L’HAI FATTA A FARCI SENTIRE VIVI ANCHE OGGI di Simona Bacchi
L’anno scorso è stata la nostra prima volta alla 50 di Romagna. Il nostro percorso podistico è sempre stato caratterizzato da piccoli step. Siamo partiti da pochi km tra passeggiate e corsette per arrivare ad innamorarci della maratona. Da lì, un passettino per volta si prova sempre ad alzare l’asticella perché servono obiettivi per dare sapore alle avventure. La 50 di Romagna, da molti considerata “il Passatore in miniatura” è stata una delle sfide dello scorso anno. Il percorso è affascinante, come accattivanti sono i discorsi delle persone che si incontrano perché questa è per molti una prova in preparazione alla 100 km; per noi non era ancora il momento di pensare così in grande, per svariati motivi, tra i quali l’impossibilità a lasciare la figlia la notte da qualche parente e sicuramente per la sensazione di non essere pronti fisicamente. Però quest’anno saremmo partiti da Castel bolognese con un po’ di adrenalina in più perché l’idea era maturata. Quei 100 km erano nella nostra lista dei desideri e forse era arrivato il momento per provarci. Pazienza, sicuramente è solo un sogno rimandato. In questo sabato che festeggia una liberazione di 75 anni fa, mentre noi ne attendiamo una con un significato diverso, rimaniamo a correre nel nostro solito campo, sul quale sono ormai comparsi i solchi dei nostri innumerevoli passaggi. Una considerazione personale mentre correvamo: colui che sostiene che l’asfalto rovina le ginocchia forse non ha fatto 50 km sull’erba.
DA ORBETELLO ZUCCHERI di Nicoletta Belloli
..25 aprile… al posto di essere a Orbetello a correre una meravigliosa mezza maratona #girodellalagunaorbetellohalfmarathon mi sono ritrovata a “Castel Bolognese” per la 50km di Romagna, ribattezzata per l’occasione Romagna mia ce la farai! Anche oggi si corre solidale con il Club Super Marathon Italia … purtroppo non sono riuscita a fare tutti e 50 i km perché al primo ristoro qualcuno, che probabilmente voleva rubarmi la medaglia d’oro rubarmi la medaglia d’oro ha boicottato il mio reintegro di zuccheri per cui… mi sono fermata moooolto prima!
Ps. Paolo come promesso visto che sono arrivata ai 10km farò una nuova donazione…
LA NOSTRA LIBERAZIONE di Marco Bertoletti
Appuntamento anticipato al sabato per la quarta tappa delle Maratone della Speranza.
Oggi è il 25 aprile, anniversario della Liberazione, e anche se per me questa data ha sempre significato in realtà che è San Marco (e chissà come mai…), mai come quest’anno sento particolarmente vicina questa ricorrenza. Per la prima volta nella vita anche noi, giovani e meno giovani che comunque 75 anni fa non c’eravamo, sentiamo forte un anelito, un desiderio di libertà e siamo in attesa della nostra “liberazione”.
Non solo perché si sta combattendo una guerra contro un nemico potente e invisibile, ma perché le limitazioni che tutti patiamo ci hanno fatto apprezzare un fatto che davamo per dovuto e scontato ma che tale non è: la libertà.
In questi mesi (si pensi solo alla comunità dei runner) si è discusso abbondantemente di libertà e soprusi, di ciò che è consentito e ciò che non lo è, di limiti e di scelte. E lo si è fatto civilmente o talvolta trascendendo nei modi e nelle parole. Mai la libertà è stata così messa a dura prova e la giornata di oggi potrebbe aiutarci a ricollocarla nella giusta dimensione. La libertà che tanto aneliamo non è il diritto di fare quello che voglio, quando voglio e come voglio. Non è nemmeno (consentitemi) la possibilità di correre in un parco (anche se mi manca tantissimo). Quello che ci sta mostrando questi giorni è che la libertà è qualcosa di più profondo la cui esistenza si fonda su quattro pilastri senza i quali non è possibile Libertà: giustizia, pace, solidarietà e tolleranza. Li ho citati in rigoroso ordine alfabetico, a ciascuno decidere se è possibile ordinarli per importanza. Ma senza questi, supereremo il virus, qualcuno tornerà a fare quello che faceva prima, qualcun altro (forse tanti) resterà indietro e questo paese per il quale tanti hanno dato la vita, 75 anni fa come oggi, non sarà libero.
Per fortuna questi 4 pilastri li ritrovo tutti in questa fantastica iniziativa per cui è con entusiasmo immutato che mi accingo a disputare la mia “50 km Romagna mia ce la fai”. Scottato dall’esperienza della scorsa settimana in cui commisi l’errore di correre dopo pranzo decido di giocare d’anticipo… ma non troppo. Il sabato è il giorno delle grandi pulizie e, anche se sono 2 mesi che siamo chiusi in casa 7 giorni su 7 e un giorno vale l’altro, le tradizioni sono dure a morire. Così vai di cambio dei letti, di aspirapolvere… quando mia moglie attacca con la pulizia di fino delle fessure dei caloriferi inizio a sudare freddo. Per fortuna arriva la figlia a dire che vorrebbe lavare i capelli e mi salvo in corner, ma sono comunque le 11.30 quando infilate le scarpette riesco ad allinearmi alla partenza della gara. Peccato che a quest’ora siamo già ben oltre i 22° e la temperatura continua ad alzarsi. Per di più il cortile condominiale è affollato come non mai: in un angolo la mamma del 7° piano con la figlia, sulla panchina il nonno del 4° che sonnecchia, lungo il vialetto la coppia dell’8° spinge il passeggino della figlia appena nata e lì, in mezzo al prato, c’è la mamma del 5° con tre dei quattro figli sdraiati a prendere il sole. Tutti rigorosamente distanziati e con la mascherina, ma anche se il volto è mezzo coperto, mi pare di vederli sogghignare soddisfatti: “Mo’ vediamo come te la cavi a passare qui in mezzo… manco Alberto Tomba ci riuscirebbe”.
Ma oggi nulla e nessuno mi può fermare, per cui cambio di rotta repentino e via con il piano B. Correrò solo nella zona box, percorso più breve (poco più di 400 metri) ma ugualmente tecnico (non mi risparmio nessuna rampa). Per di più, tranne che sulle rampe assolate, là sotto fa sicuramente più fresco.
Prendo possesso del mio “regno”, punto il cronometro e “via”, allo sparo dello starter parto… bè, di solito in queste occasioni si dice che si parte come “un tappo di spumante”, ma ben conscio del mio scarso allenamento, stavolta opto per un vino fermo… o quanto meno tranquillo. Ergo mi accontento di partire… poi, al limite, tra due o tre giri quando rompo il fiato…
Ma ben presto mi accorgerò che oggi non c’è proprio verso di rompere sto fiato. Le provo tutte per distrarmi dal mio faticare, ma la fantasia non mi viene in soccorso più di tanto, men che meno il panorama fatto di serrande verdi una in fila all’altra.
Giro dopo giro salire le rampe, soprattutto quella più lunga e in pieno sole, si fa sempre più duro. Per consolarmi mi dico che è un po’ come affrontare la salita a Monte Albano… ma onestamente in questo momento farei anche a meno di immedesimarmi con tanto realismo nella vera 50 km di Romagna. Dopo tutto siamo a una corsa virtuale.
Però devo ammetterlo: è bello anche fare questa fatica. Questo correre per piccoli obiettivi (ancora un giro), questo correre con la testa e con il cuore anche quando la tentazione di fermarti è forte come non mai mi mancava. E qui, in questa (modesta) fatica, ritrovo la gioia e il gusto che solo la corsa mi dà.
Così, passo dopo passo, giro dopo giro arrivo al 20° giro, ai miei 8 km traguardo abituale di queste Maratone della Speranza. Ma questa non è una maratona, è la 50 km di Romagna. Non posso fermarmi al solito, e allora mi dico “ancora un giro”. E poi un altro, un altro e un altro ancora. Alla fine mi fermo al 25°, poco più di 10 km e un’ora di corsa (con oltre 200 metri di dislivello). Costretto a cricetare su percorsi tortuosi e angusti era dal 1° marzo che non arrivavo in doppia cifra. Sono stanco ma felice.
Quando riemergo nel cortile lo trovo straordinariamente deserto e mi prendo tutto lo spazio e il sole necessario per rifiatare e fare con calma dello stretching.
Anche questa è fatta. Settimana prossima doppio appuntamento in tre giorni: ci faremo trovare pronti.
Marco Bertoletti
10 km
50KM FINO ALL’ULTIMO FIATO di Fabrizio Bocchi
Premessa: La storica 50 km di Romagna fu ideata nel 1982 da tre fondatori (Borghesi Simoni e Baldrati) che la pensarono come un anello dove la partenza coincideva con l arrivo.
In origine il percorso era al contrario ma successivamente è è stato cambiato perché c’ erano subito salite piuttosto ripide.
La gara passa x il Cardello che era la dimora di uno scrittore, Alfredo Oriani e dove ora c’è un parco bellissimo aperto al pubblico.
A questa gara ha partecipato anche l’ultramaratoneta Andrea Accorsi, un romanziere che ha scritto il libro
“Fino all’ ultimo fiato”
La 50 Km di Romagna, “Fino all’ultimo fiato”
In quel lontano settembre 1982
parteciparono alla maratona in 202
animati da entusiasmo,
agonismo
e anche un sano esibizionismo.
L’ alone epico trasudava già dagli albori
e di lì a poco avrebbe suscitato clamori.
Tre prodi fondatori passarono alla storia
creando una gara ad anello,
con partenza e arrivo a Castel Bolognese
e tutte le speranze erano accese.
Dalle prime edizioni in senso contrario
il percorso è subito apparso elitario;
quella gara era un vero gioiello
e ad un tratto incrociava persino il Cardello. Cardello, di Oriani antica dimora ,
splendido edificio da visitare tuttora .
La meraviglia per il panorama
lascia il posto alla brama
di chi attraverso la competizione
l’ha scelto come ambientazione.
Si tratta di Andrea Accorsi ,
l’ultramaratoneta ,
che con il suo romanzo ci allieta,
con un viaggio dell’anima
accorato
“Fino all’ultimo fiato”
ROMAGNA “MIA”! di Francesco Capecci
Alzarsi al mattino alle 3,45 x fare una 50 km, meglio non dirlo a nessuno.
Piccola colazione, vestirsi, pronti, partenza, via. Solito percorso di 800 mt.
Alle 4,20 è ancora buio ma il percorso è illuminato a sufficienza, è ancora freddino ma non mi lamento tanto sono abituato, i primi 3 giri li faccio in compagnia del mio cane, (Nina) poi visto che la “vecchietta” (Nina) si è stancata, la faccio rientrare.
Oggi è il mio compleanno, da molti anni lo “festeggio” correndo una Maratona e spesso mi è capitato di fare anche la doppietta.
Oggi sarebbe stata la 10^ presenza alla 50 km di Romagna “mia”, non so perché ma queste “gare” tipo la 100 km del passatore e altre Ultramaratone hanno un fascino diverso da le altre, c’è un’armonia speciale, (a me fa questo effetto).
Intanto mia moglie mi sta preparando sicuramente qualcosa di speciale, ogni tanto si affaccia per vedere se ho bisogno di qualcosa, e mi scatta delle foto.
In tutte queste ore in solitudine i pensieri sono tanti, purtroppo in questo momento che stiamo vivendo, non sono pensieri belli, ad esempio, in settimana un nostro carissimo Amico Ultramaratoneta Giovanni di Roma ci ha annunciato che Osvaldo sta migliorando, il brutto è passato, queste sono belle notizie. FORZA OSVALDO.
La 50 km di Romagna mia l’ho portata a termine 63 giri conclusi, con calma doccia, poi a tavola, bauletti ricotta e spinaci (questa è la sorpresa che mi ha preparato mia moglie), ma la torta mi è stata fatta da una signora amica di famiglia (Marisa) veramente favolosa, a base di frutta di stagione.
Alla prossima Maratona del riso e Collemarathon.
Saluti a tutti, CE LA FAREMO.
LETTERA A UN LADRO PATOGENO di Paola Caroli
Caro sig. Virus Corona ieri mi hai “rubato” una giornata di vita…per fortuna però qs è un anno bisestile con 366 giorni e anche se te ne sei preso uno…ne rimangono altri 365!
…in realtà, non è successo nulla di grave…
Semplicemente il 25 aprile dove essere l’ennesima bella giornata di questo 2020.
La mamma di Marco e Claudio ha compiuto 80 anni e per l’occasione, la nostra Silvia, che con amore e affetto si prende cura di Lei, aveva preparato una buonissima torta.
All’isola della Certosa di Venezia si doveva correre una campestre a dir poco inusuale: un anello di meno di 3 km (perimetro dell’isola) da ripetere 3 volte. Qui incontro sempre Alessandro, Silvia e Claudia, la famiglia più atletica che conosco e quest’anno sarebbe dovuto venire anche Giorgio con le sue amiche direttamente dal Friuli. Angela…che dice che lo sport nuoce gravemente alla salute, a questa manifestazione si diverte un sacco…e proprio ieri sera mi ha ricordato quanto ci siamo divertiti lo scorso anno, festeggiando il compleanno di Beatrice con festa a tema “principessa Unicorno” (non siamo proprio centrati del tutto…).
Dovevo anche trovare il tempo che fare i 65km della tabella per la preparazione della 100km del Passatore con il mio Amico Michele.
Invece ieri, 25 aprile, caro sig. Virus Corona…mi hai mandato in buca psicologica…generandomi un brutto stato d’ansia…che sento essere frequente in tante persone..ma che non avevo ancora provato…
Proprio io, che fino a ieri, quasi Ti ringraziavo (aspettate….non sono una pazza…) per aver imposto un cambio di ritmo a questa frenetica vita (solo per qs Ti ringrazio), ridimensionando ogni forma di frenesia…ma, purtroppo -e ieri l’ho veramente compreso- generando nuove forme di stress.
Alle 19.30 ho ascoltato il TG3 ed è stata intervistata per la Festa della Liberazione, la signora Sofia Gobbo, ex Partigiana. Lei, che è un vero museo vivente e che di periodi difficili nella Sua lunga vita ne ha visti molti, ha detto una cosa molto saggia: “…anche in situazioni difficili, c’è sempre la maniera di risolvere il problema”…
Cosa dire: QUANTA PROFONDITÀ IN QUESTA TESTIMONIANZA!
…e così Ti ho fatto marameo, mio caro sig. Virus Corona ed ho sorriso!
Così oggi 26 aprile, ho corso la mia 50km di Romagna in onore di Paolo Gino e della Sua iniziativa 11 Maratone della Speranza; di Daniele che gli è fedele spalla e a cui chiedo scusa per non essermi collegata alla partenza virtuale di ieri mattina; a Veronica, Francesca e Massimo che nel gruppo 100km di Passione hanno proposto la 50km di Casa.
Alla 50Km di Romagna…non ero realmente iscritta….ma è stato bellissimo “correrla” in modalità criceto attorno a casa…
Lo spirito della manifestazione era palpabile “in rete”….e poi lo sport, la corsa…è aggregazione positiva anche se a distanza (come impongono giustamente le regole in questo periodo).
…non so quando ci saluteremo, sig. Virus Corona…ma so che non sei un mio amico…
Ti ho scritto questa lettera…per distrarmi un po’….
CIAONE!!!
INFEZIONE DA DIVANO 20 di Caroli Maria Grazia
Oggi 25 aprile quarta maratona della speranza – 50 km di Romagna.
Bellissimo ricordo di una gara corsa nel 2013 in una giornata caldissima.
Il bello di correre le gare una volta sola (tranne il lago d’Orta che fa eccezione) è che i ricordi sono indelebili.
Qui poi particolarissimo… partita con il mio mp3 e cuffiette e tutta orgogliosa del coraggio di essermi schierata al via della mia prima ultra… al km 5 mi si para davanti un addetto alla gara con un CARTELLINO GIALLO e mi urla: LEI è AMMONITA…al che stupefatta gli chiedo: cosa faccio mi fermo? NO… TOLGA LE CUFFIETTE e vada…
Poi scoprirò che avevano avvisato che essendo una gara in parte aperta al traffico era vietata la musica ma ovviamente nelle retrovie dove ero schierata non si sentiva nulla.
Per questo episodio sono stata presa in giro… sicuramente bonariamente dall’amico Guerrieri che allora ancora non conoscevo ma che era rimasto altrettanto allibito.. da questa scena.
Dal 2013 al 2020 come è cambiata la situazione:
in questa fase di lockdown io mi sento SUPERPRIVILEGIATA. Nella nostra provincia dalle 00.01 di giovedì 23 aprile si può correre e spostarsi a piedi in tutto il territorio comunale e addirittura nella provincia seppure con limitazioni del tipo non usare mezzi pubblici nè ciclabili nè i parchi il che rende difficoltoso e quasi impossibile lo spostarsi nelle vicine montagne. Senza contare il fatto che tutti i cittadini LIBERATI dal vincolo dei 400 metri si sono riversati per strada e lo slalom è diventato ancora più difficile.
E anch’io in questa PARVENZA di NORMALITA’ parto di casa felice correndo. Certo correre con la mascherina è difficoltoso e adotto la tattica usata un po’ da tutti di tirarla su solo quando incrocio o supero qualcuno.
Un attimo di distrazione ed ecco che uno subito mi reguardisce… MI INFETTI!
Difficile correre in piano, in discesa fattibile ma in salita è veramente impossibile… debito di ossigeno.
Ma non lamentiamoci troppo… felice di poter tornare a correre.I km sono in lenta progressione e in questa quarta gara sono 18.
Ma veramente ho corso i 50 km e addirittura i 100? Ricordi che mi riempiono di orgoglio!
Divano caro… amico di questa quarantena…. mi vedrai un po’ di meno.
ROMAGNA SENZA FRETTA di Pasquale Castrilli
Confesso di conoscere poco la Romagna. Più che altro per me è stata terra di passaggio per raggiungere il Veneto e le montagne delle Dolomiti sulle quali sono andato più volte per campi estivi con i ragazzi. Dal centro Italia salivamo per la Orte-Ravenna e poi la Romea… Una volta ci siamo persi nella zona del delta del Po’. A gennaio avevo pensato di correre la maratona a Rimini programmata per il 22 marzo e poi cancellata. Ho letto della 50km di Romagna soprattutto nelle cronache di chi corre il Passatore a fine maggio e reputa questa gara un’ottima preparazione, alla giusta distanza temporale, dalla 100km Firenze-Faenza. Correndo oggi mi sono lasciato cullare da questo elogio della Romagna scritto da Giovannino Fabri: “La Romagna è terra dolce di gente un po’ matta ma piena di calore, sempre disposta a sorridere e scherzare, capace di lavorare e produrre anche più di qui, ma senza fretta, perché la fretta serve a vivere male. Le colline sono dolci e piene di paesi antichi, tenuti come salotti e il panorama è rasserenante, il vino è sincero come i suoi abitanti, e un bicchiere di vino non si nega a nessuno”.
VOLA CHI OSA di Lorena Cavazza e Roberto Marcolongo
VOLA SOLO CHI OSA FARLO (L. Sepulveda)
E allora osiamo, noi che di fantasia ne abbiamo tanta. La 50 km di Romagna non è una corsa, è la Corsa degli ultramaratoneti che preparano il Passatore. È la corsa di quelli che osano. Quest’anno l’abbiamo fatta col pensiero che volava alto, su e giù, col caldo che non ce la fai più, tenendo duro fino all’arrivo dove ci sono tanti amici stravolti, ma sorridenti che stanno già pensando alla prossima. Non sappiamo quando, ma di sicuro torneremo sull’asfalto a macinare km, sempre di più e magari sempre più piano, ma che importa se saremo tutti insieme.
50K DI ROMAGNA…….. PRIMA O POI TI FARO’ MIA ! di Maurizio Colombo
Una delle pochissime classiche che manca nel mio palmares. Non sono mai riuscito a correre questa gara per svariati motivi.
Quando ancora non partecipavo in modo così assiduo alle gare su territorio nazionale, la giornata del 25 aprile era destinata a correre qualche bella tapasciata nella vicina Brianza; poi, per alcuni anni, ho lavorato in Svizzera e per loro, il 25 aprile è un qualsiasi giorno lavorativo (tra l’altro, per il lavoro che svolgevo, era un periodo di alta stagione e pertanto ferie e permessi bloccati); a fine 2016 sapevo che la mia collaborazione lavorativa in territorio elvetico sarebbe terminata e di conseguenza avevo programmato, finalmente, di partecipare a questa ultra che mi mancava, per il 2017; se non che, ad ottobre in occasione del mio compleanno, mia figlia ci comunica che era al 3° mese di gravidanza. Fatti due conti, il termine cadeva proprio nel mese di aprile. Pertanto decisi che non era il caso di iscrivermi alla gara per il 2017 e che avrei rinviato l’iscrizione di un anno.
Nel 2018, il 25 aprile cadeva di mercoledì…..
Chiesi a mia figlia se poteva festeggiare il compleanno di Kevin la domenica. Fulminandomi con lo sguardo mi rispose: “non se ne parla nemmeno! E’ il compleanno del primo anno di vita e lo si festeggia il giorno in cui è nato; per una volta puoi anche rinunciare ad una tua gara”…..
Zittito immediatamente e dovetti sottostare alla sua decisione.
Nel 2019, il 25 aprile cadeva di giovedì……
Stessa richiesta! La risposta non fu la medesima ma: “no, perché gli zii (cioè mia sorella con il marito) il week end sono via per un matrimonio (in effetti me ne ero scordato). Quindi, salta anche il 2019….
Nel 2020, il 25 aprile cade di sabato….
Ad inizio dicembre, con qualche timore, feci a mia figlia la stessa richiesta dei due anni precedenti…. Con sorpresa, questa volta, accetta di festeggiare il 3° anno di vita di Kevin la domenica 26, anziché il sabato….. Non perdo tempo, prima che cambi idea, e il 10 dicembre mi iscrivo alla gara con esito positivo. Finalmente…
Poi, poi…..fino ad arrivare ai giorni correnti!!
Nel 2021, il 25 aprile cadrà di domenica…. Sono iscritto automaticamente alla gara ma…….. Non so, vedremo!
Al momento, quindi, mi accontento di partecipare all’iniziativa benefica del Club Super Marathon, “le Maratone della Speranza”, facendo il criceto nel circuito ricavato nel mio parcheggio residenziale che ormai conosco ogni millimetro.
Ma prima o poi conquisterò anche te, Ultra della Romagna, e quel giorno sarà ancora più bello ed emozionante!
“Romagna mia, Romagna in fiore,
tu sei la stella, tu sei l’amore…….
Lontan da te non si può star!”
Maurizio
A RIVEDER LE VERDI COLLINE ROMAGNOLE di Lauretta Colucci e Ettore Comparelli
Bagài,
per questa 4° sfida delle 11 Maratone della Speranza devo affrontare una distanza che non ho mai raggiunto: 50km contro il massimo di 46km corsi finora. Per questo ho deciso di allearmi con una esperta della 50km di Romagna: Laura “Lauretta” Colucci ha completato le ultime 8 edizioni; la 9° la faremo insieme, distanti ma vicini.
Lauretta è la mia “figlioccia” preferita; ha iniziato a sgambettare alle mie tapasciate quando era una sgarzoletta e poi ha preso il volo; non veloce ma “tosta” e mai doma, riesce a dare il meglio di sé sulle lunghe distanze. Nel 2019 con i Road ha vinto il Grand Prix Ultra, 3° nel GP strada e 3° nel SuperGP che comprende tutte le specialità. Se avessi avuto una figlia, mi sarebbe piaciuto somigliasse a Lauretta: graziosa, simpatica, sempre col sorriso sulle labbra, brava e tenace!
Ma parliamo della nostra gara con questa cronaca scritta a 4 mani:
25 Aprile, Festa della Liberazione. Per molti questa giornata rappresenta un’occasione per trovarsi con gli amici, organizzare grigliate, andare al cinema o approfittarne per allungare le ferie fino al 1°maggio e farsi un bel ponte.
Per me, da 9 anni a questa parte, è un’ottima occasione per tornare a rivedere le verdi colline romagnole a Castel Bolognese: è da qui, infatti, che ogni anno parte una gara capace di regalarmi ogni volta emozioni nuove: la 50km di Romagna.
La gara è denominata il “piccolo Passatore”, un po’ per la conformazione del percorso, un po’ perchè cade sempre un mese prima della 100 km, e quindi ideale per molti runners come allenamento.
E quest’anno le colline Romagnole le vedremo con la fantasia; ci sono anch’io ad affiancare Lauretta, ognuno a casa sua ma entrambi di corsa in Romagna; sveglia all’alba; ci prepariamo con scrupolo ed attenzione ad ogni particolare; la mia colazione è … ottima ed abbondante!
Il cielo è limpido e il sole, già dalle prime ore del mattino, ci preannuncia che la giornata sarà caldissima. L’anno scorso mi ero ustionata i polpacci, quindi quest’anno mi sono munita di crema solare protettiva! Alle ore 8.30, lo sparo. Tempo massimo, 7 ore. Il percorso è tendenzialmente in salita nella prima metà e in discesa nella seconda, ed è tutto su strade asfaltate aperte al traffico, anche se le macchine in giro in questo giorno di quarantena sono poche e soprattutto rispettose dei podisti. Dopo un primo giro di boa di 2km, dove si attraversa il paesino di Biancanigo, ripassando dalla zona di partenza, si imbocca la statale Casolana. Il sole incomincia già a picchiare. Manteniamo un passo tranquillissimo con la testa sgombra di pensieri.
Uè Lauretta vai con calma che mi a fò fadìga a stàt adrèe … Per fortuna le auto virtuali non spussano e non ci danno noia.
Proseguiamo lungo la valle del fiume Senio fino ad arrivare a Cuffiano. Verso il 10°km si entra a Riolo Terme, dove si attraversa il centro del paese e si passa a fianco della Rocca Sforzesca del XIV° secolo. Il paesaggio è incantevole. Mi rifocillo e mi rinfresco al ristoro, e riprendiamo pian pianino; a breve il percorso inizierà a scendere, per poi diventare pianeggiante per 3-4km, fino all’abitato di Isola: da qui poi, una serie di saliscendi porteranno fino a Borgo Rivola.
Meno màl che il ristoro era ben rifornito; cominciavo a sentire un certo languorino …
Ora il percorso è tutto in costante salita fino a Casola Val Senio. Siamo quasi al 25°km. Qui, dopo una ripida e corta discesa, parte la fatidica salita a Monte Albano: 5km di fatica con un dislivello di 265m.
Ciumbia dopo 25km a ghè na salìda ca la finìss pù; andèm sù con calma e sangue freddo cà comunici a vèg i scalmàn e a vidè robe strane: la Lauretta la me pàr na stangòna alta dù mèter…
Iniziamo pian pianino a camminare e ad alternare, nei brevissimi tratti meno ripidi, un po’ di corsa.
Và piàn Lauretta ca l’è mej, sùn drè a sciùpà!
Gambe e testa reagiscono alla grande, anche se il sole continua a picchiare sempre piu’. Oggi voglio solo godermi la gara col Compa ed arrivare soddisfatta e contenta come gli altri anni, senza preoccuparmi del cronometro. Senza quasi accorgerci arriviamo in cima. Da qui ci si tuffa in una lunga e ripida discesa di 4,5km che porterà a Zattaglia. E’ la parte piu’ bella del percorso, perchè ti dà la possibilità di sgranchire gambe e braccia. Da qui mancheranno circa 15 km all’arrivo.
Uè! In discesa non mi batte nessuno; a burlòni giò ca l’è un piasè.
Seguiamo la valle del torrente Sintria. Le salite non sono finite. Ne mancano ancora un paio, non lunghissime ma rese piu’ faticose dalla stanchezza e dal sole che picchia sempre di piu’; sono quasi le 13. Ci rinfreschiamo ai ristori, anche se il caldo torrido ci “asciuga” in poco tempo. Eccoci in dirittura d’arrivo a Villa Vezzano. Da qui mancano circa 9km al traguardo.
Le mie gare sono una somma di intervalli tra un ristoro e l’altro; mai saltarne uno ed ogni ristoro và goduto al massimo; ci si rinfresca, si beve (tanto) e si mangia (qualcosina)!
Improvvisamente ricordo un ristoro, dove l’anno prima mi avevano dato da bere un bel bicchiere di birra. Ovviamente anche quest’ anno ne approfitto. Questo è un “ristoro non ufficiale” gestito dai Luppoli, una combriccola di ragazzi del posto organizzatori anche di un’ottima festa della birra.
E per me che sono astemio? Un paninozzo con la salamella sarebbe stato molto gradito!
Guardo l’orologio. Anche camminando per un po’ faremo un tempone rispetto all’ anno scorso. Riprendiamo con molta calma; La stanchezza e il caldo cominciano a pesare.
Mi si stà scogliendo la panza come un ghiacciaio alpino; và a finì ca dimagrisi de un para d’ett.
Ma non molliamo. Gli ultimi 5 km sono devastanti.
I polpacci fanno gnao gnao e le ginocchia miao miao e c’ho le visioni: mi appare la Madonna della Misericordia che ci batte il cinque.
Proseguiamo al rallentatore finchè ci rendiamo conto che siamo quasi in dirittura di arrivo.
Meno màl ca l’è quasi finìda; a’n poèdi propi pù!
Ad un paio di km dall’arrivo si attraversa nuovamente l’abitato di Biancanigo e si percorrono a ritroso i primi km della gara. Spingiamo il piu’ possibile. L’emozione del traguardo, la gente che ti applaude, e magicamente il cronometro che segna … UN TEMPONE! Lo sguardo al cielo e le lacrime di gioia. Ancora una volta le mie piccole gambe hanno compiuto una grande impresa.
Castel Bolognese ci rivediamo nel 2021.
E’ sempre una goduria tagliare il traguardo di una gara, specie se così lunga ed impegnativa ma … Castel Bolognese al so minga se ta me rivèdet!
Un abbraccione virtuale alla mia piccola grande guida e compagna di viaggio e ci vediamo alla prossima impresa.
VIVA LA LIBERTA’, VIVA IL PONTE DELLA LIBERTA’ di Paola Falcier
Paola Falcier è una Atleta della Bergamo Star che vive a Venezia e sta vivendo il contagio tra Rialto e Canareggio cavalcando i ponti tanto amati da turisti e romantici passeggiatori, ma ostici per correrci. Oggi sembra che il Veneto abbia mollato gli ormeggi ed è curioso come per un veneziano la Libertà sia proprio il ponte della Libertà per fuggire da Venezia, mentre per noi che ci entriamo una volta all’anno per la maratona rappresenti la Libertà della terraferma per entrare nella Serenissima.
VIVA LA LIBERTA’, VIVA IL PONTE DELLA LIBERTA’
Come programmato già ieri, stamattina sono uscita alle 6.30 con l’intenzione di fare almeno quattro giri del percorso consentito (dentro i 300 metri da casa). E così ho fatto!
Certo, correre la 50 km di Romagna, alla quale mi sono iscritta più per gioco che per altro (come a tutte le gare, comunque), sarebbe stata tutta un’altra cosa, ma qua bisogna accontentarsi.
I primi due giri sono andati via tranquilli, nessuno per strada, uccelli che cantano sopra i tetti, gabbiani che pasteggiano a base di colombi morti… Ghghghgh!!!
Un caldo becco, infatti sono rimasta in maglietta già dopo il primo mezzo chilometro. Mi sono goduta l’alba mentre spuntava dietro i tetti di Rialto.
Al terzo giro ho iniziato a contare i ponti: 14…
Al quarto giro ho pensato (male) di contare anche i gradini: 271…
Alla fine, mi sono fatta due ore di camminata, 9 km percorsi, 56 ponti attraversati, 540 gradini saliti ed altrettanti scesi, e il Garmin dice 731 metri di D+!!! Poi mi chiedo perché vado così piano!!!
E quando sono tornata a casa… sorpresa! Vengo a sapere che da ieri, in Veneto, si può andare a correre dove si pare! Ok, domani mi faccio il Ponte della Libertà!
QUESTA E’ PER VINCENZO di Paolo Farina
Questa volta si corre la “50 KMDI ROMAGNA MIA CE LA FAI”. Ho deciso già in largo anticipo che per questa volta mi terrò sulla distanza della mezza maratona. Grazie a Dio – o dovrei dire “grazie al Santo”, visto che sono a Padova – il ginocchio sinistro sembra tenere e anzi, di tappa in tappa, le sensazioni migliorano. Ma non posso di certo rischiare e reggere il ritmo di una maratona a settimana vorrebbe dire, appunto, sfidare la buona sorte.
Sveglia alle 6, colazione, preparativi, alle 7.05 partenza. Corro tenendomi sempre a poco più di 100 metri da casa, abito in periferia, già di giorno è difficile incontrare gente, ma a quest’ora dormono tutti. Mi accompagna, rigorosamente a distanza droplet, il mio “nipotino adottivo”, Roberto. Ha solo 16 anni e l’ho contagiato, ha già contratto il “corsavirus” e gli ho promesso che, quando sarà maggiorenne, correremo insieme la sua prima maratona: naturalmente, sarà la maratona del Santo.
Partiamo prudenti. Non c’è nessuno che ci insegue e ce la vogliamo godere, un passo per volta.
Verso il settimo chilometro Roberto accelera. Gli suggerisco più volte di non forzare, di cercare la corsa “a gratis”, con la marcia “in folle”. Ma è giovane, esuberante. Se ne va e, nel giro di un paio di km riesca a staccarmi di 12-13 secondi. Poca roba, direbbe un principiante. Ma un ultramaratoneta sa bene che nella corsa non si improvvisa nulla e che tutto si paga, così come si sa che l’esperienza è qualcosa che non ti può regalare nessuno: la si compra a proprie spese e a caro prezzo. Complice anche una “fermata tecnica” in bagno, Robi si pianta al 14mo. Provo a incitarlo e a suggerirgli di riprendere a camminare piano. Ci prova. Ma dopo 300m non ne vuol più sapere.
Io, invece, pur nei limiti della mia preparazione precaria, sono in giornata di grazia. Ho gestito bene la prima metà, che chiudo in 1h11’ netti. Mi sono preso una pausa fino al 14mo – il km più lento lo chiudo in 6’54’’ – e mi regalo una progressione finale. In successione: 6’28’’, 6’19’’, 6’03’’, 5’47’’, 5’43’’, 5’32’’, 5’22’, sino al 5’13’’ del ventunesimo km. Chiudo la mezza in 2h14’49’’. Avrei messo firma per 2h17’. È andata decisamente meglio del previsto e con una seconda metà gara di oltre 6 minuti più veloce della prima.
Anche la quarta tappa è portata a casa. Anche la quarta tappa ha una dedica speciale.
Oggi è il trigesimo del mio amico Vincenzo, strappatoci dal coronavirus un mese fa. Tra cinque minuti c’è la sua messa in diretta facebook: mi ha inviato suo figlio Agostino, ierisera. Giusto il tempo di chiudere questo racconto. Giusto il tempo di dedicarglielo. Questa è per te, Vincenzo, Amico mio.
ENERGIA VITALE di Stefania Focarelli
A sto giro niente corda ma finalmente dopo più di un mese corsetta entro 200 mt da casa. Mi sembra un sogno! E seppur con gran fatica mi sembra di iniziare a vedere l’orizzonte ?
[07:59, 26/4/2020] Stefania Focarelli 11mara: La corsa è questo!
Energia vitale ?
Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà
(Albert Einstein)
SARNICO LOVERE MON AMOUR di Giuseppe Frazzini
Oggi, 26 aprile, si sarebbe dovuta correre la decima edizione della Sarnico Lovere RUN, corsa alla quale sono particolarmente legato per tanti motivi.
Lovere è il mio paese natale, dove ho vissuto fino a prima di trasferirmi a Milano per studio e poi per lavoro e dove tuttora vivono parenti e amici.
E’ bellissimo arrivare agli ultimi chilometri (da Riva di Solto, attraverso Castro e poi l’arrivo al porto turistico di Lovere) percorrendo tratti di strada tante volte percorsi da ragazzo e ricevendo l’incitamento dai bordi della strada.
Ho corso tutte le edizioni fino alla sesta, la foto delle magliette allegate lo testimonia, e ho dovuto abbandonare la collezione solo per impossibilità di poterla correre senza certificato medico che ormai non posso più avere.
In realtà la quinta l’ho corsa anche quella virtualmente: già iscritto ero stato ricoverato qualche giorno prima in ospedale, temevo fosse veramente qualcosa di serio, invece alla fine non si è rivelato nulla di grave. La maglietta la ritirò mio padre e ma la portò a Milano dicendomi che gli organizzatori mi aspettavano per la sesta edizione. L’anno successivo ero di nuovo lì sul lungolago di Sarnico: alla partenza e all’arrivo proprio non ce l’ho fatta…ricordo le facce un po’ perplesse dei runners in partenza (vabbè, bella corsa, bel posto, bell’ambiente…ma sciogliersi in lacrime così pareva eccessivo).
Non farò più la versione lunga ma nel 2021 nessuno mi toglierà la versione breve di 6 km da Riva a Lovere!
Ho partecipato anch’io alla 50km di Romagna virtuale facendo 10 km ma il cuore era già sul Lago d’Iseo.
LA CORSA TI FA ENTRARE NEL TUO PROFONDO di Sandro Gaffurini
Nell’istante in cui accetti te stesso, il tuo essere si apre, diventi vulnerabile, ricettivo. Nell’istante in cui accetti te stesso, non hai più bisogno di proiettarti nel futuro, in questo caso tutto funziona a meraviglia, ogni cosa va bene così com’è. La vita inizia ad avere una sfumatura nuova, accettando te stesso inizi ad accettare ogni cosa. Se rifiuti te stesso, fondamentalmente rifiuti l’intero universo; se rifiuti te stesso stai rifiutando l’esistenza stessa. La corsa ti fa entrare nel tuo profondo . FULVIO E SANDRO
DONNE E SI’ di Paolo Gino
Oggi 25 aprile si corre in Romagna leggendo comodamente su un Tapis roulant il giornale. E sulla Repubblica si rinverdisce Vittorini che con Uomini e No ha dato un taglio morale sofferto e costruito giorno per giorno dell’ultimo conflitto mondiale a cui molti fanno assomigliare questo periodo del covid19 che a dire il vero a Milano ha mietuto più vittime civili ora che allora.
Uomini e No è un titolo difficile. Significa Uomini che dicono dei NO, Come quello del protagonista che si rifiuta di uccidere a sangue freddo un tedesco nemico vedendo in lui un ragazzo in cui si riconosce. Il romanzo è ambientato nella Milano occupata dai tedeschi, durante l’inverno di guerra del ’44, racconta gli slanci generosi dei partigiani impegnati nella lotta clandestina nella metropoli lombarda. Il protagonista è un giovane partigiano, nome di battaglia Enne 2. Egli si interroga tra un’azione e l’altra sul senso del suo stare al mondo, sulla natura dell’essere umano, sull’amore impossibile che lo tormenta. (e chi non ce l’ha)
Nell’articolo si dice chiaramente che il luogo comune “dobbiamo rimanere umani” è sbagliato perché “umani si diventa giorno per giorno con un cammino tutto in salita educativo, civile, esistenziale, culturale. E parlando di guerra si riporta l’editoriale del primo numero di Politecnico nel 1945 in cui Vittorini scrive: “Per un pezzo sarà difficile dire se qualcuno abbia vinto in questa guerra. Ma certo vi è tanto che si ha perduto………”.
Ma torniamo a 75 anni dopo. Tra lo stare comodamente su un divano e stare in un rifugio antiaereo ce ne passa, ma lo stesso questo periodo ci pone numerosi dubbi su quanto è accaduto e sta accadendo: sul senso profondo del combattere e morire, sull’umanità e sulla non-umanità anch’essa propria dell’uomo. In definitiva, sull’essere Uomini e no.
Riprendo ora un bell’articolo che ho pubblicato ieri di un partecipante alle 11 maratone della Speranza Marco Bartoletti: titolo LA NOSTRA LIBERTA’. “…. Quello che ci sta mostrando questi giorni è che la libertà è qualcosa di più profondo la cui esistenza si fonda su quattro pilastri senza i quali non è possibile Libertà: giustizia, pace, solidarietà e tolleranza. Li ho citati in rigoroso ordine alfabetico, a ciascuno decidere se è possibile ordinarli per importanza. Ma senza questi, supereremo il virus, qualcuno tornerà a fare quello che faceva prima, qualcun altro (forse tanti) resterà indietro e questo paese per il quale tanti hanno dato la vita, 75 anni fa come oggi, non sarà libero.”
Dei 4 Pilastri riportati da Marco purtroppo diamo per scontati i primi due PACE E GIUSTIZIA come fossero soverchianti diritti, ma dimentichiamo che questi sono costruiti sulla SOLIDERIETA’ e la TOLLERANZA, per niente praticata la prima, e poco “tollerata” la seconda. Seguendo la spinta di Daniele Alimonti Juan Kappacinque ho fatto un’analisi proprio su quello che è la nostra associazione dove nel Club Super Marathon Italia solo il 10% dei soci ha risposto alla solidarietà. In tre mesi di STOP e forse altrettanti tre che avremo davanti molti si son sentiti demotivati e staccati da questa associazione ludico motoria in un momento così grave e difficile. Ma ringrazio quei pochi che son rimasti e han piantato il seme, perché hanno veramente esaltato il nostro mondo che non è solo corsa ma è partecipazione attiva e solidale. Oltre ai 20.000 euro donati la palestra umana e letteraria dei 130 racconti sono un successo incredibile e bisognerebbe mettere uno zero dietro ad entrambe le cifre se i soci partecipanti fossero stati il 100% (o anche il 50% come lo erano a Pesaro).
Ma oggi 25 aprile non si può che concludere questa conversazione sul “la libertà” che essa è il bene più grande e ognuno dispone delle sue sostanze terrene e spirituali nel modo più libero e sincero. Come diceva Franco Scarpa “spesso facendo si sbaglia” e forse ho sbagliato parecchio.. ma vorrei ribattezzare questo periodo faticoso e di crescita ribaltando il titolo di Vittorini con: UOMINI E SI’.
Anzi DONNE E SI’ a giudicare dal grande adesione femminile all’iniziativa.
Grazie a tutte e a tutti.
INNO ALLA VITA di Paola Grilli
Apro gli occhi e…il mio pensiero…va alla 50 km di Romagna ….da sempre collegata al 25 aprile anniversario della Liberazione, che festeggia in questo 2020 il suo 75^ anno, ricorrenza molto importante, oggi celebrata senza manifestazioni pubbliche, ma con sensazioni particolari dentro ad ognuno di noi.
Con le note in sottofondo dell’Inno di Mameli parto per la 50 km Romagna che ce la fai…
Giornata all’insegna del bel tempo…il sole splende, gli uccelli cinguettano, le api volteggiano sopra al mio praticello, dove le margherite lo ricoprono con un bel manto bianco…
Corro un’altra maratona della speranza per aiutare…assaporando tutte queste sensazioni…che la natura mi offre.
In questo mio cricetare (concedetemi il termine) intorno a casa …. mi regalano e regalo un sorriso ai miei vicini che incuriositi guardano questa mia impresa.
In particolare una nonna dalla rete che ci divide “dai purena l’è da sta matena che cor, ma chi te fa fe’? (dai poverina è da questa mattina che corri , ma chi te lo fa fare?) mi fermo e le spiego l’iniziativa e mi dice… a si propri brev..(siete proprio bravi) piccole soddisfazioni che fanno bene all’anima.
Riprendo la mia corsa e un altro mio vicino con il suo nipotino in braccio mi sorride dicendomi…E’ BELLO VEDERTI CORRERE .,,SEMBRI L’INNO ALLA VITA E L’INIZIO DELLA RINASCITA E DELLA SPERANZA… queste parole mi hanno riempito il cuore…. mi sono commossa per essere riuscita a trasmettere ad altri questa sensazione.
Ho concluso la mia corsa, dedicando i km percorsi ALLA VITA E ALLA LIBERTÀ…
Paola
NON E’ ANDATA PROPRIO COME PENSAVO di Giuseppe Lallo
mi ritrovo il 25 di aprile a percorrere la mia 50km di Romagna lungo la recinzione del mio condominio. Cavoli, quest’anno a questa corsa mi ero iscritto, avevo prenotato albergo con i miei amici e avevamo fatto già un piano di azione per la sera prima. Quest’anno sarebbe stata la mia prima partecipazione a questa ultra, ad una che tutti mi hanno sempre suggerito di fare. Diciamo che non è andata proprio come pensavo… dal doverla percorrere in Romagna a farla alla fine lungo il mio condominio… non proprio la stessa cosa 😉
La giornata però è bellissima e la fortuna di stare bene e di potermi muovere fuori casa è tanta roba: solo qualche giorno fa non potevo neanche uscire di casa ed avrei dovuto correrla lungo il mio balcone…tanta roba!!
50km di Romagna, con oggi ti ho salutato, ma il prossimo anno sarai mia 🙂
MI MANCA IL SALITONE DI MONTE ALBANO di Rosetta Lettieri
Quarta tappa 50km di Romagna era un bel test per il passatore, ma quest’anno tutto sospeso, e allora via con questa iniziativa del Club che ci tiene uniti con la nostra passione della corsa.
Alle h7 parto nel vialetto del mio orto, è una bellissima giornata di sole!A nche se mi manca il paesaggio di Castel Bolognese, mi manca persino il salitone a monte Albano! Sempre con l’augurio che presto si torna alle nostre gare e al nostro bel giro vagare per la Bella Italia.
RACCOLTI 20.058 euro di Maurizio Lorenzini
Prosegue il cammino delle maratone della speranza, un percorso fatto di resistenza e resilienza, ma soprattutto tanta solidarietà. Infatti ad oggi abbiamo superato la cifra di 20.000 euro! Un grande risultato, grazie davvero a tutti. L’ultima tappa di questo circuito è stata la 50 chilometri di Romagna, un record di partecipazione, ma anche un record di storie raccolte, sono ben 32; sono emozioni vissute e raccontate da chi ha voluto esserci.
Prossima tappa domani, 1 maggio, alla Riso amaro Marathon.
Inizialmente si correva davvero da soli, adesso no ! Abbiamo scoperto di non essere soli Dopo la gara vediamo le foto ed i pensieri di sconosciuti ma anche di amici che hanno partecipato.
E di colpo siamo insieme e ci sentiamo vicini .
Ci si mette d’accordo per la partenza, ci si aspetta dopo la doccia, si beve un aperitivo o un the dopo la gara, insomma ci siamo ritrovati. Il tutto In modalità virtuale, ma ci siamo ritrovati e corriamo insieme. Adesso le distanze sono più brevi, i balconi si sono allungati, i partecipanti sempre più numerosi …. tutti più vicini ma a distanza.
Abbiamo capito come si fa, ci stiamo preparando a come si farà ….
Ed oggi abbiamo corso Romagna Mia a casa nostra .
IRANIAN FORBIDDEN AREA di Sole Paroni
Esattamente un anno fa ero in Iran. Uno stato dove il governo vuole avere per popolo dei burattini, che obbediscono e che non protestano, ma dentro al cuore scoppiano dalla voglia di libertà. Le donne si devono coprire il capo con l’hijab ma sfoggiano al di fuori di esso lunghe chiome perfettamente conciate, piastrate e decolorate. Portano tacchi alti e lo smalto delle loro unghie ed il rossetto è rosso vivo, anche se tutto il resto del corpo deve essere pudicamente completamente coperto. Ho provato molto affetto e ammirazione per quel popolo cosí civile, educato, ospitale, composto ed al tempo stesso trasgressivo. Non avrei mai immaginato che esattamente un anno dopo mi sarei sentita in questo modo! Sto correndo per la prima volta fuori casa con carta d’identità ed autodichiarazione al seguito in cui dichiaro di praticare attività fisica entro 200 metri da casa. Naso e bocca diligentemente – ed inutilmente – coperti. Ho il presentimento di inoltrarmi oltre i 200 metri per pochi metri e mi sento addosso una scarica di adrenalina, potrei essere nel “forbidden area”. Nessuno è in giro, solo io, temo gli sguardi delle persone alle finestre e sui balconi chiedendomi quale reato io stia commettendo.
TI ISRIVI E VAI DOVE PUOI di Alessandro Ponchione
Alessandro Ponchione è un nostro socio Piemontese residente ad Asti con all’attivo 132 gare al 31/12/2020. Sempre estremamente garbato è un vero gentleman del nostro sodalizio. E’ titolare di una storica Torrefazione Astigiana che porta il suo cognome. E’ uno dei Piemontesi alle 11 maratone della Speranza.
Giovedì 28 Aprile 2020 sulla pagina locale della Stampa a firma Antonella Laurenti è uscito questo articolo preciso e ampiamente descrittivo delle sue 11 cavalcate che sopperiscono al mondo reale quasi del tutto azzerato. Alessandro Ponchione consolandosi con l’adesione alla nostra iniziativa ci da un’immagine di estrema serenità e speranza del momento, anche se la sua provincia di Asti è la più colpita adesso dal virus, tanto che nella settima dal 21 al 28 aprile con un incremento del 26% è purtroppo la prima in Italia per l’aumento dei casi Covid. (Paolo Gino)
Di seguito l’articolo:
ALESSANDRO Ponchione . L’atleta del Gate Cral Inps “ Era la mia Quarta Maratona Virtuale. Ti iscrivi e vai dove puoi”
HO CORSO LA 50 KM DELLA ROMAGNA ATTORNO AL MIO CORTILE. DI Antonella Laurenti
Sabato mattina Alessandro Ponchione, 54 anni tesserato per la Gate Cral Inps, specialista delle maratone, ha disputato la 50 km di Romagna a Castelbolognese. Correndo nel cortile di casa. Ha concluso la gara fermandosi al km 42 in 3h37’48” e alla fine ha avuto anche la sua regolare medaglia. Miracoli della tecnologia che sopperisce a un mondo reale quasi del tutto azzerato.
Come funzionano queste maratone virtuali, le cosiddette maratone della Speranza?
Funzionano benissimo vengono organizzate dal Club Supermarathon Italia che sul suo sito ha pubblicato un calendario che segue le maratone annullate, undici in tutto. Quando uno si iscrive, nella causale del bonifico scrive anche a quale associazione o ente impegnato contro il Covid a destinato la sua quota libera di iscrizione. Sono state raccolte oltre 19.000 euro. Io ho sempre donato alla Protezione Civile . Ci si iscrive e si corre dove si può: in cortile, in giardino, sul terrazzo, sul tapis roulant, intorno a casa, restando nei 200 metri. Non avevo mai partecipato alla 50 km di Romagna, quest’anno sarebbe stato il mio debutto. La cosa simpatica è che poi sul sito viene pubblicato il linkche consente di scaricare la medaglia.
A quante maratone virtuali ha partecipato da quamdo l’attività è stata stoppata?
A quattro: prima della 50 km di Romagna il 5 aprile scorso ho partecipato virtualmente alla mezza maratona di Asti e nella seconda parte ho aggiunto la Milano Resisti Marathon., il 13 Aprile la mitica Maratona del Lago d’Orta e il 19 Aprile la Padova Marathon che il Santo ci Aiuti.
Maratone virtuali a parte come si tiene in forma in queste settimane?
Corro un’oretta vicino a casa, vado in bici sui rulli e faccio addominali. Non vedo l’ora che arrivi il 4 maggio per poter correre anche fuori città.
Prima dello stop a quante maratone reali aveva partecipato quest’anno?
A cinque . Il 6 gennaio a Crevalcore, poi il 12 la Ultramarathon della pace sul Lamone 45 km a Bagnacavallo. Quindi il 2 Febbraio la Ippociok a Rossetta vicino Fusignano mentre il 9 febbraio la SUPERMARATHON di Fano del nostro Club. Ho corso l’ultima volta la Verdi Marathon il 23 Febbraio. Eravamo già molto preoccupati e parecchi non si sono presentati.
Pensa già alla ripresa della attività agonistica?
Se lo chiedono tutti anche gli organizzatori dei “Grandi Eventi” a livello mondiale. Sono tutti in allarme. C’è molta preoccupazione. C’è il grnade problema della partenza. E poi l’allestimento dei punti ristoro…
Quando Sarà la prima maratona del post lockdown?
Spero si possa disputare la Pistoia Abetone di 50 km del 26 giugno che è tutt’ora confermata. Così come la Primiero Dolomiti Marathon a San Marino di Castrozza il 4 luglio.
DA LA STAMPA DEL 28 APRILE 2020
ROMAGNA SAPIENZA DI VIVERE di Remo Pretini
Oggi non c’è un Giudice di gara che dà il via, ma un meno emozionante pulsante di avvio che, mettendo in moto il tapis roulant, mi fa iniziare a correre questa “50 km di Romagna ce la fai”.
Oggi non c’è il più familiare asfalto, ma un nastro nero che scorre sotto i miei piedi e con lui scorrono anche i pensieri.
Almeno due volte mi è stato offerto trasferirmi all’estero. Ho sempre rifiutato. Per un motivo semplice ma determinante.
Amo troppo l’Italia.
La amo quasi come si può amare una Madre.
La sua natura, il suo profilo geografico, la sua storia, l’arte.
Ma soprattutto gli italiani; noi.
Siamo un popolo strano; siamo pieni di contraddizioni.
Ma abbiamo anche una sapienza del vivere che difficilmente ho colto in altri paesi.
Soprattutto nelle difficoltà: se hai bisogno, guardi negli occhi un italiano e gli chiedi aiuto, difficilmente ti volterà le spalle.
In questi difficili periodi lo abbiamo sperimentato tutti; siamo un gran bel paese, anche con le nostre contraddizioni. O forse proprio anche per quelle.
C’è un terra dove questa sapienza del vivere si manifesta appieno: la Romagna.
Conosco bene questi luoghi e, soprattutto, questa gente fatta di sangue che ribolle facilmente, schietta ed amica al solo accennare un sorriso, dove le gare offrono tutto ciò che un atleta desidera, soprattutto la cordialità di un sorriso amico e sincero.
Per questi ed altri motivi amo correre in Emilia-Romagna.
Per questi ed altri motivi spero di poter ricominciare a breve.
MAI MOLLARE!
Remo Pretini.
PASSATA QUESTA TEMPESTA…. di Giorgio Saracini
Eccoci giunti alla quarta tappa delle Maratone della Speranza
Il 25 Aprile per è sempre stata la festa della Liberazione in ricordo dei caduti di tutte le guerre ma quest’anno, proprio quando ne ricorre il settantacinquesimo anniversario, questa data verrà ricordata soprattutto per i tanti caduti a causa del corona virus e per i tanti che si sono impegnati nello sforzo per combatterlo.
A differenza degli anni scorsi questa volta non ci potranno essere manifestazioni celebrative, in ragione dei provvedimenti restrittivi legati all’emergenza sanitaria dovuto al virus stesso. Poi per me, dopo essere entrato nel mondo dei runners, il 25 aprile era diventato anche la preparazione al la corsa del Passatore, creata per offrire un test attendibile sia per la tipologia di percorso che per la lunghezza a chi il mese successivo si fosse avventurato da Firenze a faenza. Ma quest’anno sempre per le medesime cause è stato tutto annullato e quindi non si potrà partire da Castelbolognese (p.zza Bernardi) passare da Riolo Terme fare il giro boa a Casola Valsenio, sudare nella scalata del monte Albano ed infine arrivare a Castelbolognese dopo aver attraversato la vallata del Senio e seguito la valle del torrente Sintra. Dunque all’arrivo di questa 50 km di Bologna virtuale, insieme a tutti i partecipanti, ritengo sia doveroso abbracciarci tutto in unico pensiero: il bisogno più che mai di celebrare la libertà e di tornare a guardare al futuro con speranza, tranquillità e coraggio, passata questa tempesta, perché passerà, saremo chiamati a ricostruire un mondo più giusto, più equo e più sostenibile.
DAI CHE CE LA FACCIAMO
Eccoci alla 4 Maratona della Speranza, le gare virtu-individuali che stanno dando carattere e pienezza alle nostre giornate festive, confinati in casa, nell’attesa che questo orribile periodo finisca per tutti ed il Paese, una volta che sia stata ritrovata sicurezza e tranquillità, possa ricominciare a correre e riconquistare il posto che merita. La nostra attesa ed il sostegno che diamo, cimentandoci in solitudine, servirà a sostenere chi affronta la malattia e salva le persone meno fortunate o più deboli. La 50 Km di Romagna mi è sempre stata consigliata, fin dall’inizio della mia passione di maratoneta, come l’anticamera della 100 km del Passatore. Mai come in questa occasione l’anticamera, anzi le stanze di casa, sono state il teatro dell’impegno limitato che ho portato avanti per onorare questa gara. In realtà i ricordi della 50 km di Romagna sono tanti e tutti belli: le giornate di sole che hanno caratterizzato le mie partecipazioni, la dolcezza dei tornanti che da Castel Bolognese portano verso Casola Valsenio, passando per Riolo Terme, la faticosa ed impegnativa salita del Monte Albano, immersi nel verde, la discesa verso la valle del torrente Sintria, il percorso finale, con il caldo che spesso ti rendeva invidiabile la salita del Monte Albano appena terminata, e poi infine di nuovo Castel Bolognese. E’ davvero l’anticamera della 100 Km del Passatore perché i numerosi cartelli stradali che incontri nella seconda parte ti richiamano alla mente i luoghi di passaggio che attraversi, anche lì in discesa ma in piena notte, nel percorso de Il Passatore. Infatti Fognano, Brisighella, Faenza sono proprio lì, sulla destra, a pochi Km. Ed infine la caldissima, calorosissima, nutrientissima accoglienza del paese di Castel Bolognese, degli organizzatori, dei volontari. E’ il momento più bello, più travolgente, quando indipendentemente da tempo, fatica, dolori e chissà cos’altro tu abbia potuto provare, senti che sei un runner, che sei tra amici, che la partecipazione è il tuo premio. Mi sono accontentato quest’anno della mia casa e della mia cucina ma l’anno prossimo non mancherò, e come me saremo in tanti.
IL VALORE DELLA FATICA DI Cinzia Spataro
Oggi “50 km di Romagna”, ricordo la prima e unica volta che feci questa gara; stavo preparando il Passatore e i podisti con cui mi allenavo mi dissero che questa gara fosse una tappa importante, quasi “obbligata”.
Era la prima volta che superavo la distanza di 42 km e, come mi dissero i miei amici con grande franchezza “non ero ancora pronta”. La testardaggine però non mi è mai mancata perciò ho corso tutti i chilometri ma risento ancora oggi i dolori che provai.
Da allora ho pensato che correre è anche “sfinire” il corpo, alleggerirlo dalle sue zavorre e catene per poter liberare pensieri positivi. Nella corsa, come nella mia vita, ho sempre aumentato il livello cercando di estrarre sempre un po’ di più da me, come nell’esercizio di un muscolo che si rende ogni giorno capace di uno sforzo maggiore.
Forse solo le forze che vengono spese del tutto rinascono e da ciò è possibile l’evoluzione e il rinnovo.
All’arrivo virtuale della gara di oggi c’era la mia nipotina ad aspettarmi e a farmi festa: è la forza dell’amore che non si esaurisce in nessuna meta.
Cinzia Spataro
CORRERE NELLE CANTINE FRANCESI di Jean Louis Valderrama
ciao da Marignane, in Francia, nella mia cantina, confinato ma mobile. Tutti insieme nella stessa cucina. Ma resistiamo. Attualmente la Francia stiamo attraversando con due/tre settimane di ritardo lo stesso calvario che avete passato in Italia, abbiamo copiare per filo e per segno le vostre misure restrittive. Dovremmo uscire dalla cantina tre 15 giorni. Forza Amici Italiani


