Sveglia 6:45 la moglie vuole assistere alla ormai quotidiana messa di PAPA FRANCESCO, colazione e all’orto foto con la peonia che sta sbocciando, non sono ancora le 9 inizio lo stesso (Paolo mi perdonerà).
Giro di 90 metri scarsi corsa lenta e il pensiero va subito a quelli in prima linea, a chi sta soffrendo a chi ci ha lascito e penso a quanto sia fortunato a essere li ed io e la mia famiglia per ora non essere contagiati speriamo bene.
Continuando a girare vedo i rapanelli che tra poco son pronti, messi per il nipotino più piccolo ma non potrò portarli e penso che non possa fare un’autocertificazione con causa ‘consegna rapanelli al nipote‘
Mi trovo a ridere da solo (sicuramente non può essere un valido motivo) forse la corsa mi ha fatto bene mi fa distrarre un po’ dalla situazione e vedendo la natura ripartire: i piselli con i primi fiori, le piante a fine fioritura ma gia con le prime foglie, le piantine che stanno per nascere ecc. mi fa pensare che ANDRA’ TUTTO BENE.
Guardo l’ora è tardi solo 11 km pensavo di più, devo andare ad assistere la madre anziana che vive sola, mi cambio raccolgo un po’ di insalata da portare alla mamma e via.
Controllo se ha preso le medicine, qualche incombenza un po’ di compagnia e poi rientro a casa. Fine della libera uscita
TUTTI A CASA
III ° TAPASCIATA ORTOLANA
CHE IL SANTO CI AIUTI PADOVA MARATHON
Rieccomi nell’orto per il terzo appuntamento con le maratone della speranza, un pensiero alle persone in prima linea ai contagiati pensando il meglio per tutti, sorpresa oggi ho uno spettatore: un pettirosso che osserva da un filo, che da qualche tempo non vedevo.
Via partenza dopo pochi giri la mente comincia a viaggiare da sola e va alla gita familiare programmata e purtroppo annullata a Padova, come oramai consuetudine, con moglie figlia genero e due nipoti (quello dei rapanelli di Pasquetta e la sorella rimangono a casa con i genitori).
Arrivo mattinata di sabato, camminata fino prato della valle, ritiro pettorale per me e iscrizione alle non competitive per tutti gli altri Visita alla chiesa di santa Giustina per prendere l’olio magico, dicono che sia la soluzione per tutti i dolori muscolari. Pomeriggio benedizione delle scarpe da corsa in basilica del santo.
Domenica mattina Prato della valle per il pullman, come al solito, trovo Paolo e Marco, senza avere nessun appuntamento. Arrivo allo stadio, incontro con vari amici tra tutti il number 1 Piero Ancora.
Partenza giro di pista e via i km passano velocemente 5, 10, mezza attraversando i vari paesi ed eccoci ad Abano Terme, parecchie persone in strada: alcuni scocciati dal passaggio dei runners, altri indifferenti ma molti che incitano e applaudono.
Dopo alcuni km si superano diversi gruppi festosi con trombette e palloncini (a Padova sono molti) che spingono carrozzine con persone meno fortunate di noi.
Man mano la città si avvicina ecco il viale dei 37 / 38 che non finisce mai, si comincia a sentire la fatica ma teniamo duro.
Eccoci in centro il Duomo, caffè Pedrocchi, la Basilica Prato della valle km 42, le nipoti sono li in attesa dentro le transenne e come mi vedono partono anche loro per gli ultimi 195 metri, arrivo trionfale insieme, si passa il gonfiabile è finita questa volta si alza un grido 150 (in tempi normali sarebbe stata la mia 150) Pazienza avremo il tempo per recuperare.
La mente ritorna al reale, sono nell’orto il pettirosso è ancora lì, guardo l’orologio 12 km, fine corsa. La fantasia corre molto più della realtà.
Anonimo 1



