… e ancora Angeli.
Se cinque anni fa scrissi un articolo intitolato DIMENTICARE FIRENZE passato un lustro possiamo dire che questa partecipazione all’expo è da RICORDARE sotto tanti aspetti primo fra tutti i 33 nuovi iscritti al Club direttamente allo Stand! Un vero e proprio record oltre alle innumerevoli visite di amici e soci vecchi e nuovi
Va quindi dato il benvenuti ai 33 nuovi soci sottostanti :
| 1 | Alonzi Massimo |
| 2 | Aquilani Luca |
| 3 | Aquilani Massimo |
| 4 | Attuali Francesco |
| 5 | Azzalin Giuseppe |
| 6 | Berti Francesco |
| 7 | Bonsangue Stefano |
| 8 | Camana Daniele |
| 9 | Caretti Giovannangelo |
| 10 | Ciampi Francesco |
| 11 | Colleni Umberto |
| 12 | Colliva Paolo |
| 13 | Covino Dario |
| 14 | De Filippo Michele |
| 15 | Fedi Lorenzo |
| 16 | Feriani Marco |
| 17 | Festa Felice |
| 18 | Freis Dan |
| 19 | Giannatasio Fabio |
| 20 | Guidi Andrea |
| 21 | Milandri Monia |
| 22 | Monari Enrico |
| 23 | Pampaloni Barbara |
| 24 | Passignani Stefano |
| 25 | Porta Alberto |
| 26 | Poto Raffaele |
| 27 | Rapino Angelo |
| 28 | Ravagli Chiara |
| 29 | Santi Luca |
| 30 | Spera Pierluigi |
| 31 | Tarabelloni Aldo |
| 32 | Tomassini Alessio |
| 33 | Zappa Tiziano |
Un buon gioco di squadra e parecchi a esperienza maturata sul campo in expo in Italia e in Europa. Mentre ai neofiti spaventa un po’ l’idea di un Club del genere e non ci conoscono a chi corre Maratone da un po’ di anni siamo spesso un obbiettivo irraggiungibile ma non per questo da rimuovere dai pensieri.
Quindi un grazie va detto ai 10 amici che hanno collaborato nei 2 giorni alternandosi su vari livelli alla distribuzione di 4000 volantini e oltre 200 nuovi contatti. Ringrazio sentitamente per l’aiuto prestato allo stand Anna Cordero, Sara Pignataro, Massimo Faleo, Enzo Caporaso, Franco Scarpa, e soprattutto Simone Leo con il piccolo Alessandro Leo mascotte del Club che con la mia mega maglietta del Lago d’Orta distribuiva volantini a destra e a manca.








Arrivederci ai prossimi appuntamenti che saranno agli expo di Reggio Emilia, Pisa e Milano.
Ma spesso l’Expo non è solo duro lavoro specie il sabato pomeriggio, ma anche visite inaspettate di tanti soci che si sono persi o dileguati sul crinale dell’età. Un paio di questi un toscano e un veneto si son fermati a lungo a discorrere prendendo spunto dall’articolo “Dimenticare Firenze” di un lustro fa e degli strani effetti che generano gli angeli su questa città. Gli angeli dai riccioli biondi che facevano volar il protagonista dell’articolo sono fra i soggetti più frequentemente rappresentati dalle arti di ogni tempo, e proprio per questo i più familiari nell’immaginario collettivo. Forse solo Saviello sa correre senza toccare terra, ma attraversare questa città piena di tanta bellezza è come attraversare con loro la nostra vita sin dall’infanzia.
In particolare il socio veneto gran dottore e cultore del Pontormo si apprestava a un percorso negli Uffizi per guardare opere celeberrime, o anche meno note, da questo speciale punto di vista. In ognuna di esse scelte iconografiche nella rappresentazione degli angeli, a partire da quelli che affiancano il trono di Maria nella grandiosa Maestà di Giotto, passando dal delicatissimo e biondo giovane che si avvicina quasi spaurito a Maria nell’Annunciazione di Simone Martini, per approdare, dopo i paradisi incantati del Beato Angelico, alle interpretazioni dei manieristi, da Rosso a Parmigianino, e dei maggiori pittori del Seicento fiorentino. Ogni opera mi dice che rivela l’universo simbolico cui l’artista ha di volta in volta attinto per dare corpo a questi incantevoli messaggeri.
Non essendo così addentro e preparato ho approfittato di questa “Vacanza” e del fatto che non ho corso la maratona essendo le sei ore di tempo massimo per me un sogno dorato. Sono andato in cerca dell’angelo cult per me, visitando gli Uffizi per vedere solo lui: L’arcangelo Gabriele de Annunciazione e i Santi Ansano e Massima dell’immenso e immortale Simone Martini. Bisogna fare due lunghe code alla Galleria degli Uffizi, poi salire alla Galleria delle Statue e delle Pitture entrare nella sala 3. Ed ecco che appare non sembra che sia ancora il 1333 è grande grande circa due metri per due.
Eccolo qui l’Angelo per eccellenza l’Arcangelo Gabriele appollaiato ha appena terminato il suo volo, le ali di piume di pavone sono ancora spiegate ed il manto è increspato da un ultimo moto di vento. Con una mano indica la colomba, mentre con l’altra regge un ramo d’ulivo, un messaggio di pace a mitigare l’inquietudine di Maria. Poco oltre, sul limite tra cielo e terra, tra pensiero e cose, i gigli richiamano la purezza della Vergine, la compresenza di umano e divino che avviene in lei. Non è leggenda ma storia che i fiorentini misuravano gli anni ab incarnatione e consideravano il 25 marzo, festa dell’Annunciazione, il primo giorno del nuovo anno.
“Firenze si stende sotto il nostro sguardo, sempre più maestosa e il fantasma accanto a me si illumina di una luce sempre più profonda e calda. Lo vedo bene adesso, è un angelo dai riccioli biondi” questo è il brano di “Dimenticare Firenze” di cui vi dicevo prima.
Ecco il fantasma spesso è qualcosa che non c’è più e che i pensieri rielaborano. E qui entra in gioco Mario Luzi e Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini, opera cui son molto legato essendo la tesi di laurea di mio figlio Edoardo Agostino. Il mio fantasma è proprio lui l’arcangelo Gabriele in quell’attimo sospeso aspettando la risposta di Maria, nel quale l’Eterno si affaccia nel tempo. Avvolta da angeli Serafini, la colomba dello Spirito Santo di Dio scende in picchiata; è il Logos, il verbo dell’Evangelista Giovanni, che diventa carne, oppure, seguendo il ritmo inverso della poesia di Luzi, “entrano le cose nel pensiero che le pensa”. Simone interpreta il concetto ponendo al centro la frase pronunciata dall’angelo, con i caratteri scritti in pastiglia, a rilievo sul fondo oro della tavola.
Un attimo
di universa compresenza,
di totale evidenza-
entrano le cose
nel pensiero che le pensa, entrano
nel nome che le nomina,
sfolgora la miracolosa coincidenza.
In quell’attimo
– oro e lapislazzulo –
aiutami, Maria, t’inciderò
per la tua gloria,
per la gloria del cielo. Così sia.
Mario Luzi, Viaggio terrestre e celeste di Simone Martini.
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