REPORTAGE DALLA MAGNA GRECIA DI VITO CARIGNANI – MARATONA DELLA GRECIA SALENTINA

Calimera, 30 ottobre 2022

di Vito Carignani

Calimera augura “Il Buon Giorno” in greco ai Maratoneti. Le seicentesche Case a Corte di Martano, le grotte, i frantoi ipogei di Carpignano allevino la fatica, con aggiunta di caldo umido. Affiora il pensiero fermarsi al tepore della “Kamastra”, col tiepido focolare di Castrignano Dei Greci. Avanti al proseguo in quel di “Lipignano”, italico Melpignano, con i suoi Menhir, Dolmen, circuiti da leggiadre donzelle, quasi annullanti la forza di gravità volteggiando, anzi e retro, al battito del tamburello della Kali Nifta. La sventurata Arakne a tessere la tela della Pizzica Pizzica. Segue Choriana- Corigliano- con l’eco lirico dei suoi canti grecanici. Raggiunto Soleton- remotissimo nome greco di Soleto- perveniamo ad un più che meritato stato di mentale discesa. Eccoci a Sternatia e Zollino; la prima assieme di Sterna- cisterna- e Thia – Sacra- Zollino, le sue Pozzelle di Pirro, che abbeverava gli elefanti in dirittura della guerra con Roma. Le Pozzelle, inventate quali antichi sistemi di raccolta, filtraggio delle acque piovane, in terra arida, cui gli uomini fecero ricorso a fatica, ingegno per sopravvivere. Da confrontare con le condutture sotterranee di Fermo, frutto del mirabile ingegno romanico. Meta prossima, quasi 40esimo a Martignano, Palazzo Palmieri nel cinquecentesco Centro. IL non sopito ricordo della Sagra Dell’ Insalata Grica, Pizzica Pizzica, Ronde convulse. Martignano, Palazzo Palmieri, il ricordo della sera con a concerto “I Cantori di Villa Castelli”, la voce rauca del caro Vito Nigro, meglio nominato “Vitucciu te l’imbreci”, il battito del suo tamburello a guidare le pecore la sera al rincaso. Villa Castelli, il festival dell’organetto di Ambrogio Sparagna, serenate, tarantelle, stornelli ballati sino alle due notturne di un rovente sabato d’estate.  Volando nei due km restanti, attraversamento della Villa, Parco, cinema/ teatro Elio, al ricordo della musica, canto leggiadro di Raffaella Aprile; curva, traguardo in Piazza del Sole raggiunto dopo 5 ore e 53 minuti di una gara, fantastica in qualsivoglia aspetto.

In parte vero che il cemento possa deturpare l’arte del costruire. Pur vero essere questione di “manico” nella progettazione, posa in opera. A sensazione Piazza Del Sole di Calimera porta in mente La Piazza Ducale del Bramante di Vigevano. Pur col dovuto, incommensurabile rispetto alla sagoma filateriana a corpi scalari, che ispirò Leonardo Da Vinci in quell’ unico capolavoro.

Una carrellata del durante nell’ attraversamento dei 10 paesi della Grecia. Non semplice trasferirla ed attrarre chi legge. Trasmettere sensazioni al contemplare luoghi, simili a naturali diapositive, susseguirsi di prati, muri a secco, colture millenarie. Il contesto naturale, umano della Grecia è identificato dai percorsi agresti infra Martano/ Carpignano- Sternatia/ Soleto. Nei 20 anni di ciclismo agonistico del secolo scorso conobbi la Grecia, spesso al ritorno da Santa Cesarea, Otranto, passando da Cannole, Borgagne, Gli Alimini, Melendugno ed altro. Marcata, capillare conoscenza fatta nelle infuocate notti d’estate dal ’90 al 2010 al coreutico ritmo della “Kali Nifta”, sino a Matino, la lontana Alessano, paese natio di don Tonino Bello. Il ballo, più ancestrale danza della Pizzica- Pizzica si spargeva sino alle più remote contrade, feste di cantine viti vinicole, feste padronali. Il rituale scenico appare in reperti dionisiaci romani, scene di violenza raffigurate dai baccanali greci debordati nelle colonie della Magna Grecia tarantina. Il tarantismo salentino ha ascendenze mistico/religiose dei primi tempi del cristianesimo. La devozione a “Santu Paulu”, cui leggenda narra che fu morso da una Vipera in una visita a Malta. Ovidio narra nelle Metamorfosi di Arakne, giovane donna trasformata in ragno, per invidia, da Atena. Destinata a tessere la tela per l’eternità. Al tarantismo fu interessato, perfino, Dante. Nel XI canto del Purgatorio si legge: “O folle Aragne, si vedea Io te già mezza ragna, triste in su gli stracci, De l’opera che mai per te si fe'”.

Kali Nifta, ai nostri tempi, espressione di lotta, emancipazione, liberazione da stato oppressivo di quasi schiavitù della donna. Il Centro di Calimera conserva il ricordo, in una stele, i nomi di sei calimeresi arse vive dall’ incendio di uno stabilimento di lavorazione del tabacco alla fine del XX secolo.

Unanime entusiasmo degli atleti a conferma della perfetta organizzazione. “Squadra” partecipativa al meglio dal primo all’ ultimo metro dei 42 km. Collegamento radio centralizzato in Piazza del Sole, atleti ospitanti impegnati ai ristori, Protezione Civile di più Comuni a presidiare sino ala più remota strada di campagna, mobilitati i VV.UU dei 10 paesi, Arma dei Carabinieri a presidio delle strade statali, provinciali. Cristian Bergamo presente, senza apparire, pari ad esperto arbitro di calcio.

Popolo di frontiera, crocevia di genti non aduse a riflettersi allo specchio degli allori. Dopo nemmeno 24 ore, Cristian Bergamo annuncia la 4° edizione della Maratona del 29 ottobre 2023, promuovendola a quota 23 Euro. Io, il primo a sottoscriverla, riconoscendo: saggezza, personalità, diversità.

Solo la Maratona del Riso a Pavia, Vercelli, fatta due volte, ricordo di pari difficoltà organizzativa. Ivi, però, incroci, rotonde maestre portanti alle arterie piemontesi, valdostane erano piantonate dal Reggimento “Nizza Cavalleria” di Pinerolo, in tuta mimetica.

Ormai nel durante di maratona un continuo incoraggiamento, frammisto a quasi non celata meraviglia della mia presenza, forse per esserci ancora “per caso fortuito”. Ovvio scherzo, ci sono, ci sarò fino a che assistito dai contenuti fisici, mentali.

Riprendo un recente scritto del caro Roberto Mansi Montenegro, scusandomi per l’indebita appropriazione dei diritti di autore.

“La maratona mi fa pensare al lungo viaggio di Dante nella sua Divina Commedia.

Quando parti sei in Paradiso, pensi soltanto a sentirti bene e rispettare il tuo ritmo, passano i km; come per incanto ti trovi a metà dell’opera e continui sereno.

Ma può accadere che finisca l’incontro e potresti scendere a visitar l’inferno. Ma ecco che, piano piano la saggezza ti fa risalire in Purgatorio, dove, km dopo km arrivi

A vedere

Quel magnifico cartello del quarantesimo.

A quel punto capisci che il sogno si sta avverando

E metro dopo metro conquisti il traguardo e

Ritorni in Paradiso.”

Veramente puntuale, chiara, logica Roberto nell’ ossimoro dei 30 km, se visti quale massima difficoltà di maratona.

Arrivederci a chi ci è stato ed ai proseliti della IV edizione del 29.10.2023.

Un caro saluto a tutti gli amici lontani.

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