Iditarod e’ una competizione sportiva che si svolge in Alaska in inverno, l’evento sportivo più importante dello stato.
Iditarod vuole riportare alla memoria le gesta eroiche di un gruppo di persone e cani da slitta che in tempi passati hanno percorso diverse centinaia di km per portare soccorsi per un grave caso di epidemia nel “vicino” paese.
Dopo la presentazione di un video, Ausilia inizia a parlare, spiega gli allenamenti, le sensazioni i pericoli che tale impresa cela.
Al termine della conferenza si chiede ai partecipanti se avessero avuto una domanda da fare, …una domanda? Io ne avrei avute mille!!!
…fatto sta’ che quella sera ho dormito malissimo
Cosa porta una ragazza a compiere tale impresa, che se ti allacci male una ghetta rischi di perdere tranquillamente 3 dita del piede.
Che illusione il benessere, il telecomando, le insalate pronte, il cellulare
Chissà qual è stato il suo desiderio più forte durante tale impresa.
Iditarod non fa parte delle mie imprese, ma che rispetto ho per chi vi ha preso parte. Adesso so a chi pensare quando a Trieste tira la bora!
Antonio Tallarita è un altro ultra, famoso per la sua 10×100=1000, col quale ho passato il pranzo post gara; il mio amico Goran gli confida che non ci ha dormito molte notti a guardare le informazioni sulle sue imprese.
10×100=1000 non fa parte delle mie imprese, ma come ho seguito con emozione e curiosità lo scorrere di quei 10gg.
Monica Casiraghi invece è ultra in tutti i sensi! (conoscere per credere).
Ho visto un corridore della M65 arrivare dopo le premiazioni, gridava di gioia il suo “avercela fatta”, probabilmente la stessa gioia di Ausilia, Antonio e Monica, quel momento ancestrale che ti annulla il benessere materiale in favore di qualcosa che altri giudicano semplicemente pazzie (e cambiano canale).
Voglio dedicare la mia vittoria ad Ausilia, Antonio, Monica e “quel corridore”, con le loro gesta contribuiscono ad alzare sempre più l’asticella, Bravi!
In merito all’Eroica running, la posso riconfermare come corsa d’ossigenazione ed orgoglio d’essere italiano, è proprio la sua caratteristica, originale nel suo tracciato con prevalenza di strade bianche (proprio quelle che si vogliono preservare con la ben più famosa Eroica bike).
Arrivederci alla prossima edizione
…anche la fila di auto sull’autostrada durante il rientro era molto ultra!


