Finalmente Linguaglossa, ridente cittadina al 15km; dopo una larga via al centro di circa 1,5 km, di nuovo natura, con percorso adatto a maratoneti “scafati”. Dopo qualche km: Bivio Passopisciaro, inizio di strada panoramica, alberata, per ben 13 km una successione di ristoranti, residence, punti di sosta ricreazione sino a Piano Provenzana, quota 1.800. Nel frattempo, da me consumate ben otto bottigliette d’acqua. Ormai Piano Provenzana 33° km. Altri 9 sino all’arrivo: terra grigia, vento impetuoso, zolle innevate, focolai sulfurei fumanti, residui di grossi tronchi d’alberi in precedenza arsi dalla lava. Paesaggio cosmico, forse lunare o marziano, a tratti pendenza sino al 43%. Non si correva, nemmeno camminava, ci si inerpicava soltanto. I forestali alpini, in grosse gip a distribuire continuamente acqua, rasentando le sommità dei burroni. Da quota 2.500 a 3.000, rischio di decompressione, con probabili sbalzi pressori, data la carenza di ossigeno. Arrivo, quota 3.000 lato Etna Nord, una bandiera, tenda militare, due cardiologi ad accoglierci. Ben 7 minuti, dopo il mio arrivo, necessari a Rodolfo Antonucci, compagno di avventura, per soli 250 m da percorrere prima del traguardo. I forestali a ridiscenderci, due per volta, con le gip a Piano Provenzana, grande abbuffata per chi aveva voglia di mangiare.
Va be….. i Nove Colli, il Sahara, Sparta- Atene, le tante 100 km, 24 ore, trial estremi. Però, la maratona dell’Etna, dal mare alla vetta, non si può non fare. Sollecitazione rivolta essenzialmente agli “scafati”. Malfitana, catanese trapiantato ad Udine, merita un plauso, grande incoraggiamento per lo sforzo organizzativo. Purtroppo vige quasi sempre la concomitanza di date: il 14 giugno prossimo, si corre anche la supermaratona e maratona del Gargano dell’amico Pasquale Giuliani. Io sarò a Cagnano.
Spero, mi auguro, che pur a 72 primavere, nel 2015 possa tornare alla maratona dell’Etna, per riassaporare le indimenticabili sensazioni di quel giugno 2005.




