Rimini Marathon 2016. AMARCORD… AMALCLUB!!!

Così diceva il maestro: “Cosa sarei stato senza Rimini? Cosa sarei stato senza i sogni che mi ha regalato? Qui il mare e la terra sono un grande schermo che si accende. Hanno viaggiato in tutto il mondo i miei film, ma forse io non mi sono mai mosso, non sono mai partito. Li ho presi tutti per mano i miei spettatori, li ho accompagnati ad assaggiare i luoghi incantati della mia infanzia. In questo angolo dolce e accogliente di Romagna, dove ancora è possibile imparare a sognare”.

04 Amarcord03 FelliniAmarcord e Amalclub (la Nostra Maratona di Rimini 2016) hanno in comune le origini degli sceneggiatori entrambi nati a Santarcangelo di Romagna. Tonino Guerra e “Padre” Alfio Polidori. Da Santarcangelo, gaudente borgo natio dei due, si domina con serafico distacco la bolgia della Riviera Romagnola e ci si passa al 25esimo chilometro. Se Fellini era un Sognatore come Noi, Tonino Guerra e Alfio sono due Poeti.

Di Tonino sono gli slanci poetici del nonno che si perde nella nebbia, del matto sull’albicocco, di Scurèza sulla motocicletta, di don Balosa che confessa Titta. Sue le immagini del pavone che apre la ruota in mezzo alla neve, delle «manine» che aleggiano nell’aria di primavera, dei cappelli volati sulla sabbia per la folata di vento. Sua la famosa filastrocca di Calzinàzz da noi trasformata: “Mio nonno fava i ma(ra)ttoni, mio babbo fava i ma(ra)ttoni, `a faz i ma(ra)ttoni anche me, ostia i ma(ra)ttoni, ma la casa mia dov’è?”

06 Tonino Guerra Con le manine07Di Alfio sono le piroette poetiche e il contagio di simpatia che apre il nostro gioioso corteo. Tutte le donne da Rimini a Santarcangelo lo conoscono e tutte lo baciano. Incredibile come la vastità della Riviera di Oggi attraversata per ben metà della Maratona torni ad essere il piccolo quadrilatero di “e’ borg”, come qui chiamano il quartiere di San Giuliano dove si è ambientato Amarcord. E tante sono anche le frasi del film che ritornano. Lui vestito da religioso fa il verso a Don Balossa, “Pentitevi Fratelli!!”, “Commetti atti impuri? Ti tocchi? Lo sai che San Luigi piange quando ti tocchi?”.

Atto impuro Podistico potrebbe essere correre così agghindato, ma la scala dei valori e delle gioie podistiche sono varie e ognuno la vive a modo suo nel rispetto delle scelte altrui. Dopo Cento o Cinquecento gare girano gli orizzonti. Tempi, Classifiche, Categorie, Statistiche ci rendono unici e gloriosi, ma la condivisione del percorso e dei momenti ci rende un gruppo gioioso e sensazionale. Sì perché le sensazioni vissute la domenica di “Amalclub” (la Nostra Maratona di Rimini 2016) sono irripetibili. Partiti in 30 siamo riusciti ad arrivare insieme in 17. Mai successo!! Ama il Club!!

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