Rimini Marathon

L’edizione 2026 della Rimini Marathon ha confermato ancora una volta che il running è, prima di tutto, una grande festa di inclusione e umanità. Il weekend è iniziato già al sabato presso l’area di ritiro pettorali, un momento di incontro scandito da abbracci e chiacchiere tra vecchi amici del Club Super Marathon e non solo. Tra i tanti volti noti, è stato un piacere incrociare Aldo e i tantissimi atleti che, tra uno stand e l’altro, scaldavano l’atmosfera in attesa del colpo di pistola.
​La domenica mattina il lungomare si è svegliato sotto un cielo terso, pronto a ospitare il consueto “serpentone” di maglie colorate. Il momento più emozionante è arrivato poco prima dello start ufficiale: alle 8:50 una sfilata speciale ha aperto la via. Quaranta carrozzine, spinte da centinaia di volontari e amici, hanno iniziato il loro viaggio di 42 chilometri. Vedere la gioia pura negli occhi di questi ragazzi diversamente abili ricorda a tutti noi perché corriamo: per il diritto di esserci, di partecipare e di tagliare il traguardo insieme.
​A guidare questa carica di energia c’era l’inossidabile Mauro Tommasi. L’atleta, reduce dalle fatiche mondiali di una 48 ore e di una 24 ore, non ha voluto mancare l’appuntamento riminese. Al comando della sua carrozza, che corre veloce come una Ferrari, Mauro ha dimostrato ancora una volta di essere un esempio di resilienza infinita, portando a casa l’ennesimo successo personale e collettivo.
​Alle 9:00 precise lo sparo dello start ha liberato l’energia di migliaia di corridori. Tra la maratona di 42 km, la 21 km, la 16 km e la Family Run, Rimini si è trasformata in un palcoscenico a cielo aperto, dove la fatica si è mescolata al sorriso di chi sa di far parte di qualcosa di unico. Una giornata di sport vero, dove il cronometro ha lasciato il passo alle emozioni.
​Infine, questa edizione ha sussurrato anche un piccolo segreto che riguarda Barby. Per lei Rimini è stata una tappa simbolica, una sorta di “299 bis”: un traguardo intermedio vissuto con emozione in attesa del grande evento. Il cuore e la testa sono già proiettati alla prossima domenica, alla Maratona del Santo di Padova. È proprio lì, dove tutto è iniziato con la sua prima maratona, che Barby ha scelto di celebrare ufficialmente la sua trecentesima fatica. Un cerchio che si chiude, un applauso infinito che già sentiamo nell’aria, ma per ora… acqua in bocca!

A.P.

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