Da pensionato ripercorro i 40 anni di lavoro svolto, dall’inizio assunto come apprendista dopo 2 anni di scuola e lavoro in una grande azienda di telecomunicazioni. Continuando nell’area del progetto per 30 anni, interrotti solo dal servizio militare, e gli altri 8 nell’ assistenza tecnica e gli ultimi 2, causa cessione di ramo d’azienda, trascorsi tra mesi di mobilità e mesi di lavoro effettivo.
Un pensiero al fatto che la lotteria della mia vita è stato di andare in pensione appena prima delle riforme Berlusconi e Fornero, quindi con le vecchie norme e il conteggio retributivo e non essere caduto nei famosi esodati dal lavoro.
La mente continua a vagare e va sulle maratone del riso fatte e a quella amara di tanti anni fa, a Vercelli, in cui mi sono ritirato
Nelle sere precedenti mi sentivo molto stanco con febbre alta, durante la gara al 10° km KO, decido ritirarmi e ritorno indietro così da avvisare la moglie (allora maratoneta anche lei) quando incontro l’amico Pino “l’avvocato” che mi convince a proseguire con Lui. Arrivati alla cascina del famoso film “RISO AMARO” niente, mi fermo arriva la moglie provo a continuare con lei, ma arrivati al ristoro dei 20 km vede il pullman dei ritirati e mi dice mi ritiro e quindi ritirati in due. Meno male che nelle altre edizioni è andato tutto bene.
Il riso è tornato amaro oggi, sperando che alla nuova data di settembre sia tornata la quasi normalità e l’esecuzione sia possibile.
Corsa terminata KM 15, ritorno alla realtà mi accorgo che una piantina di kiwi che sembrava seccata sta buttando nuove gemme dai coraggio che la vita lentamente ricomincia, e se tutto va bene, ancora una corsa nell’orto e poi via negli spazi aperti.



