RISO AMARO MARATHON: EPPUR SI CORRE.

Il riso viene invece da Elena e Robi, i miei nipotini adottivi. Sono i figli di chi mi ospita, qui a Padova, e mi hanno – bontà loro – eletto a zio, tanto da incominciare ad appassionarsi a loro volta alla corsa.

Elena, 12 anni, oggi prova per la prima volta in vita sua a correre per più di un chilometro. Robi si è messo in testa di arrivare a correre con me l’undicesima tappa delle maratone della speranza, la maratona “Suviana Suchèfinita”, il 7 giugno. Ciascuno di loro oggi porterà a casa una grande soddisfazione: Elena correrà per mezz’ora e chiuderà con poco più di 4 chilometri, un bell’esordio per una principiante assoluta. Robi farà di più: per la prima volta in vita sua correrà per 2h e 2 minuti e completerà un percorso di 16km, uno per ogni suo anno di vita. La sua è gioia pura. Ed è un po’ anche la mia, visto che l’ho accompagnato passo per passo, distraendolo dalla stanchezza, quando era il caso, e dandogli tutti i piccoli suggerimenti di cui noi, vecchi tapascioni di lungo corso, siamo sempre prodighi.

Una nota di cronaca: sull’argine ci siamo rimasti solo per i primi 4km, ma c’era troppa gente, non sempre munita di mascherina; abbiamo così optato per la stradina di casa, sempre semideserta, anche se di tanto in tanto qualcuno si affacciava dal balcone a lanciarci un incoraggiamento e un sorriso: questo sì, senza amarezza.

Riso amaro marathon, anche la quinta tappa è onorata. Eppur si corre.

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