Ritieni equo il criterio di premiazione nelle maratone?

Gianfranco Gozzi gli risponde rimandandogli il pallino: “Carissimo Raffaele, la tua osservazione mi incuriosisce. Hai delle idee per cambiare? Poi c’è anche la maratona”.

Ecco il Carli-pensiero: “Idee stravolgenti non ne servono, così come non importa cambiare radicalmente gli eventi e le organizzazioni, come quelli delle vostre e nostre maratone, che poi non sono di solito carenti di servizi. Quello che vorrei si capisse è che non ritengo giusto, e molti la pensano così, che i premiati siano sempre i soliti bravi, con tutto il rispetto per loro, che se lo sono ci saranno le ragioni. Fare una maratona é sempre faticoso, un’ultra di piú, un trail e un’ultratrail da 60, 100 o più km é anche massacrante e chi le porta a termine, con qualsiasi tempo, é degno di rispetto che sia il primo che sia, a maggior ragione, l’ultimo. Il premiare solo i primi lo ritengo una mancanza verso quelli che ci mettono uguale impegno e fatica, anzi mettono ancor piú agonismo e passione. E, dico purtroppo facendone parte con orgoglio, anche nelle nostre gare del Club Supermarathon c’è questa consuetudine. Essere chiamati, almeno ogni tanto, per ricevere un piccolo riconoscimento é motivo di orgoglio e gratificazione personale che fa bene allo spirito e alla voglia di continuare a fare altre strapazzate. Dovrebbe essere obbligo morale premiare sempre le categorie, almeno 5 per ciascuna, ma nessuno, dico nessuno lo fa mai. L’anno scorso dopo 3 giorni di gara veramente massacrante come il Magraid, arrivai 2° di categoria e mi aspettavo di essere chiamato tra i primi tre. Invece premiavano solo il primo! Il che mi ha fatto arrabbiare perché io ed il 3°, 4° e 5° non ci siamo dati meno da fare del primo! Quando feci la Saharamarathon, gara internazionale nel deserto di esposizione mediatica enorme, arrivai primo di categoria, l’unico italiano a vincere qualcosa. Bene, non premiavano le categorie! Cosa ci voleva a farsi dare 15 medagliuzze in piú? E non vale certo il discorso: “E’ fatta per beneficenza…” , la beneficenza si fa lo stesso senza mancare di rispetto all’impegno agonistico che non va mai snobbato ma premiato! E per farlo, basta veramente poco come valore reale, a fronte di un gran valore sportivo e di gratificazione.

Porgo a tutti del Club Supermarathon i miei piú sinceri auguri di Buona Pasqua e un in bocca al lupo per la 8ore. Che il tempo vi assista, come ha fatto per la nostra maratonina di Pistoia, dove ha smesso di piovere alle 7:30 e ha ricominciato subito dopo aver premiato l’ultimo degli oltre 450 premiati per categorie e societá su 650 arrivati”.

La discussione è aperta. Questi i quesiti cui rispondere.

1) Ritenete equo il criterio di premiazione usato nelle maratone italiane?

2) I meno forti vengono tenuti in considerazione?

3) Alle donne si concede pari dignità?

4) Quali sono le maratone più sensibili a questi problemi?

5) Quali sono i tuoi suggerimenti?

A voi la parola.

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