Il fatto è che ho letto la sua voglia di correre e non ho mal risposto la mia fiducia! Ecco il messaggio di Robi a fine corsa: «Caro zio Paolo, ecco qui: ho finito, ho fatto 21km e 150 metri, il massimo che mi ero prefissato. Sono andato mediamente più veloce: 7’24’’ al km, il mio personale era di 7’30’’, anche se pochi, sono sempre 6’’ a km in meno. Al 18mo non ce la facevo più, le gambe erano morte, ma mi sono detto: “Robi, non puoi mollare ora. Se ti fermi adesso, non ce la farai più a correre. E così ho corso fino alla fine”. In realtà io pensavo di chiudere in 2h55’, invece ho chiuso con 20 minuti in meno: merito mio, ma merito soprattutto di zio Paolo!».
No, Robi caro. Il merito è tutto tuo. Io ho solo una colpa (grave oppure no, a seconda dei punti di vista): averti iniettato il corsavirus! Benvenuto tra i tapascioni, anche se presto tu sarai più veloce di tantissimi di noi vecchietti. Sai che c’è? C’è che il 7 giugno si avvicina e correremo insieme l’undicesima maratona della speranza, soprattutto, correremo insieme LA TUA PRIMA MARATONA!



