Rock ‘n’ Roll Marathon de Lisboa. Domenica 2 ottobre 2016, a ritmo del fado

Abbinare la passione della corsa, in questo caso la Rock ‘n’ Roll Marathon de Lisboa, valutata addirittura “Gold Label” dalla IIAAF e la possibilità di visitare posti nuovi è una cosa che mi stimola. Sbrigate le operazioni di check-in e preso possesso della nostra stanza, siamo subito usciti alla conquista di Lisbona.

Il tour inizia a Praça Marchese de Pombal, detta “La rotunda” che è una grande rotonda dove convergono a raggiera 6 grandi arterie. Al centro si erge maestoso il monumento al Marchese de Pombal, il nobile illuminato che all’epoca del terremoto del 1755 che distrusse gran parte della città, era primo ministro e per la prima volta fece redigere un piano regolatore per la ricostruzione. Una di queste arterie, la più grande e le più bella di Lisbona, aperta nel 1882 è l’Avenida da Libertade (Viale della Libertà), larga 90 m e lunga 1500 m, piena di alberi dall’inizio alla fine, e comprende piccoli giardini, laghetti, fontane e statue.

Percorrendo questo grande viale sul quale si affacciano bei palazzi, la prima sensazione che ti assale è quella di essere a Parigi su gli Champs-Elysèes. L’Avenida termina in Praça de Restauradores che commemora la guerra di restaurazione, combattuta dal 1640 in avanti. Il monumento ottocentesco che ricorda queste pagine di storia, con la sua base, piedistallo e obelisco, è alto 30 m ed è stato disegnato da Antònio Tomàs da Fonseca. Nella sua parte inferiore troviamo due figure simboleggianti gli spiriti della Vittoria e della Libertà, il monumento riporta le date delle principali battaglie. Lisbona è una città popolare, indolente e malinconica, come tutte le grandi città di mare, soprattutto quelle che stanno un po’ più al sud. Così sono i suoi abitanti il cui carattere si comprende meglio ascoltando il “fado”, le canzoni che i marinai portoghesi cantavano sulle navi con cui partivano alla conquista del mondo.

Nonostante le viuzze e i numerosi saliscendi, i trasporti funzionano perfettamente: la metropolitana copre tutta la città e una efficiente rete di superficie con autobus, tram e ascensori permette di raggiungere ogni angolo di questa particolarissima città. Quant’è bella Lisbona, ragazzi!

La città di Fernando Pessoa e del fado di Amalia Rodriguez, degli azulejos e dei marciapiedi pavimentati con mosaici, degli antichi tram (gli electricos) e della rivoluzione dei garofani (a proposito, a quando una rivoluzione in Italia?) è la capitale più esotica d’Europa: terra di naviganti, strapazzata dai venti e baciata dal sole. Tutto questo e molto altro è Lisbona! Lisbona, che quando splende il sole, esplode in tutta la sua bellezza. Le sue case colorate, gli azulejos, le palme, il cielo azzurro e quel senso di pace e “lentezza” che generalmente si trova nelle città di mare, catturano la tua attenzione e t’invogliano ad addentrarti tra le sue stradine. Anche qui, come a Roma, ci sono i 7 colli. E sì, a farli a piedi, sembrano tutto tranne che collinette, anzi, la loro pendenza si fa decisamente sentire sulle gambe. E allora? come ci si sposta da una parte all’altra della città senza impiegarci una giornata o farsi venire un coccolone? Semplice, per ovviare a questo problema, ci sono loro..i mitici..gli unici, i simboli della città…i famosissimi tram gialli..di cui il numero 28 è senza dubbio il più conosciuto.

002Una corsa da 40 minuti circa, per sentirsi immersi in un’altra epoca. Questo tram ha il fascino delle cose antiche, un po’ stridenti e “sferraglianti”, di quelle cose che profumano di legno ed alle volte si muovono a singhiozzi. Ogni volta, mentre la scheggia gialla s’inerpica tra le ripide strade della città, devo trattenermi dall’istinto di mettere la testa fuori dal finestrino, per ammirare il panorama in quanto questa rasenta i muri delle case.

Ma veniamo al dunque, alla gara (si fa per dire); 42 km da correre sulla sponda atlantica da Cascais passando per Estoril, attraversare la parte storica di Lisbona e seguire nuovamente la sponda oceanica fino all’arrivo. Tra maratona e mezza si raggiungono circa 24.000 partecipanti. Sveglia prestissimo in quanto alle 7:30 è prevista la partenza del treno per Cascais. Son costretto a malincuore a rinunciare alla classica colazione internazionale delle sette e accontentarmi di alcuni biscotti, latte, caffè e marmellata. Arrivato nella hall, mi avvedo di non poter usufruire neanche di ciò, perché qualcuno che si è svegliato prima ha già fatto piazza pulita. Per cui decido di partire con il taxi rinunciando ai mezzi che mi avrebbero fatto perdere altro tempo e finalmente arrivo alla partenza del treno.

Dopo 40 minuti di viaggio arrivo nella ridente cittadina di Cascais, famosa anche per il suo autodromo e per aver ospitato in esilio il re Umberto II. Uno dei paradisi della costa portoghese, un angolo di meravigliose spiagge di sabbia dorata e acque limpide. Il suo porto, una lussuosa marina con centinaia di imbarcazioni, numerosi giardini e parchi dove passeggiare.

Si segue poi lungo la strada costiera attraverso le città di Carcavelos, Estoril, Oeiras, con una splendida vista sul mare, attraverso Belém, il Monastero di Jeronimos, e dritti attraverso la Piazza “Praça do Comercio’’ove ci accoglie una festosa e rumorosa banda; la gente ci incoraggia al grido di “animo, animo”, si attraversa la vecchia zona del porto e da qui fino alla Expo ’98 (Parque das Nações). L’arrivo è festoso in mezzo a grattacieli e costruzione moderne. La medaglia è bellissima e pesante. Il ristoro, posizionato anch’esso in zona arrivo, abbondante ed assortito, rifocilla adeguatamente i maratoneti.

La mia maratona finisce con un sospiro di sollievo, seguito immediatamente da una bella doccia calda in hotel, dopo aver vagato in lungo e largo per Lisbona causa “il mio rincoglionimento” dovuto anche ad una non perfetta assunzione di cibo prima della partenza.

 

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