ROMA NEL CUORE


Un percorso così non lo trovi in nessuna parte del mondo; quando giri
l’angolo e ti trovi davanti il Cupolone di San Pietro, ti viene un groppo in
gola e piangi per l’emozione.
Per tera ce stano i sampietrini ma a me chemmenepòfregà che sono abituato a
correre sui ciotoli delle colline Brianzole?
L’ammericanona con due polpacci che sembrano due fiaschi di chianti che si
leva le scarpe se le mette a collo e continua a piedi nudi “fack sciùs”
La maglietta GpG bella pienotta sul davanti: “Ciao io ho corso la
Gipigiata”, “Ciao io sono Sabrina e lui mio papà Peppino” e nasce a Roma
un’amicizia lombarda che dura ancora oggi, culminata nella “Brigata
Tapasciona”
Lo spogliatoio maschile all’aperto e quello spettacolare delle donne sui
tram coi finestrini “panoramici”
L’ultima salita a fianco der Colosseo per poi piombare sul traguardo dei
Fori e godere di un arrivo Imperiale
La più bella medaglia del mio palmares.
La fatica di Sara, giovane e gracile fanciulla, che sull’ultima salita dopo
5 ore non ce la fa più a girare le manovelle del suo ciclone ma allontana
con uno sguardo il papà che la segue in bici e si offre di aiutarla; e il
suo incontenibile urlo di trionfo quando sbuca in cima e vede la discesa con
il traguardo vicino. E la gioia che sprizza dai suoi occhi lucidi e
sorridenti sotto il traguardo è una delle cose più belle che mi sia mai
capitato di vedere.
Un risultato che non mi capiterà mai più nella vita: aver lasciato alle
spalle ben 1.207 concorrenti.
E i bucatini a l’amatriciana, le puntarelle, i carciofi alla giudia, gli
spaghetti a la carbonara, l’abbacchio alla scottadito, la coda alla
vaccinara, i rigatoni con la pajata, i supplì e chi più ne ha più ne metta …
Alla prossima,
Ettore “Roma nel cuore” Compa

2020-07-13_090448.jpg

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche