Rosetta è una persona tranquilla, sincera, con quel suo passo sempre costante, mai una sbavatura. E con quel passo lì, piano piano, senza far rumore, si è portata a casa 550 maratone e ultra. Un traguardo impressionante. Un traguardo eccezionale.
Me lo diceva, al traguardo della cinquecentesima: «Basta, adesso appendo le scarpe al chiodo, sto diventando diversamente giovane, non faccio più niente». E invece eccola qua. Eccola di nuovo a coronare un altro traguardo.
E lo ha fatto in un posto speciale, davanti a tutti noi: alla Tre Livigno, le tre giornate di maratone su in quota, dove l’aria è fina e le gambe pesano il doppio. Lì, proprio lì, Rosetta ha tagliato il suo cinquecentocinquantesimo traguardo. Con noi, con tutto il club, con tutto il consiglio intorno a lei. Che emozione. Una cosa eccezionale, davvero.
Rosetta, che dire? Tu in silenzio sei riuscita a costruire un impero. Questo grattacielo di emozioni che ci dai, che ci regali, e lo fai pure in punta di piedi, perché non sei una persona che sbraita o si vanta. No. Sei semplice. Sei una persona che io giudico stupenda.
Il consiglio direttivo del Club Supermarathon Italia, nelle persone del presidente, del vicepresidente e di tutti i consiglieri, ti abbraccia forte e ti augura mille di questi traguardi. E poi ancora di più.
Grazie Rosetta.
A.P.










