Saarschleife, una maratona coi fiocchi

Un po’ maratoneta e un po’ marinaio, domenica scorsa mi sentivo come Corto Maltese alle foci dell’Orinoco. In una romantica, malinconica, introspettiva saga di questo eroe perduto in giro per il mondo, dai Caraibi all’Argentina, dal Giappone a Sumatra. Ma eravamo in Germania a 10 ore di auto da Milano.

Nella limpida mattina del 1 settembre 2013 si è svolta in Germania, al confine con il Lussemburgo, la Saarschleife Marathon. Percorso piattissimo e veloce. 150 circa i partecipanti .

foto 3Saarschleife significa “fiocco della Saar”. La Saar é il fiume che dà il nome alla regione. Il fiocco è la famosa curva del fiume a più di 200 gradi di angolazione (vedi foto). Questa caratteristica ansa genera un paesaggio unico al mondo con sembianze amazzoniche. Molti battelli da crociera solcano il fiume carichi di turisti. L’atmosfera è unica. Pace e silenzio. Il fiume Saar scorre lento come il fiume Orinoco in Venezuela che, quasi dotato di volontà propria, si “crea” il proprio delta e le proprie curve. Si ha dunque fin da subito un’idea di un qualcosa che è diverso da tutto quello che si può immaginare o pensare: non è un paesaggio creato, ma che si è auto-creato, con leggi e regole proprie. Effettivamente, fin dai primi chilometri, sembra che questo percorso di una maratona sia lo spazio “scenico” di una rappresentazione teatrale, in cui addentrarsi per diventarne il protagonista. La grande curva del fiume che si percorre due volte è lo spazio “dell’azione” dove tutti accelerano al massimo provando a decollare in curva . Un passo dopo l’altro ci si stacca da terra. Si ritornerà giù solo a cose fatte, proprio ad incorniciare e delimitare il tutto.

Nella mia mente corro sullo sfondo di una scena fatta da foreste e fiumi tropicali, dove la bellezza si accompagna alla pericolosità, dove la Saar inventa le sue curve e “dove l’Orinoco inventa il suo delta”, è un dissolversi di immagini e passi dove la realtà viene trasfigurata in sogno, dove si può correre al limite quasi a morire, momenti unici, momenti di gloria sempre cercata e mai raggiunta per quei limiti così caratteristici al mio essere umano.

foto 2P.S. Nelle limpide mattine di settembre ispiratevi a Neil Diamond :

September morn

We danced until the night

Became a brand new day

Two lovers playing scenes

From some romantic play

September morning

Still can make me feel that way

September morning

Still can make me feel that way

http://www.youtube.com/watch?v=WQ6Sv2ujiGE

Cosa vedere nelle vicinanze:

Quasi dove si gira a metà gara, c’è la vecchia fabbrica di ceramiche Villeroy Boch.

Ha l’aspetto di un castello. E’ ancora sede di uffici dirigenziali e di un museo.

http://www.tourismus.saarland.de/de/villeroy-boch-mettlach-saarland

Dopo la strage, a partire dagli anni ‘70, il lupo è protetto da convenzioni internazionali. Conseguenza: gruppi di lupi migrano verso l’Europa centrale, la Spagna e la Svezia. Vengono dall’Italia, dai Balcani e dai Carpazi.

In Germania c’ è un mito: si chiama Werner Freund, è un Etologo che da 40 anni vive, mangia e dorme con un branco di lupi. A Merzig, lungo il fiume Saar, ha creato il Wolfspark (il parco dei lupi, visitato ogni anno da migliaia di turisti), nel quale alleva e studia un suo personale branco di lupi, del quale è capo indiscusso (il maschio alfa). Stupende le foto in rete.

https://www.google.it/search?q=lupo+merzig&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ei=uJYlUtnsBILctAbOyYDgBA&ved=0CAcQ_AUoAA&biw=1024&bih=672

 

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