San Carlone Marathon. Gozzano (NO), 27/12/2014. La neve sul cappello di San Carlone

foto 2Partenza da Gozzano con giro del centro storico. Salita alla Basilica, sul colle che sovrasta il paese. Costruita alla fine del IX secolo per ospitare il corpo di San Giuliano, fino ad allora sepolto all’interno dell’antica chiesa matrice che sorgeva a sud-est del centro abitato, nel luogo dove ora si trova la chiesa di San Lorenzo, la chiesetta in campagna che poi abbiam passato al 41esimo km prima del sottopasso ferroviario. La Basilica sovrasta tutta Gozzano e appena partiti abbiamo dovuto fermarci per fare una serie di foto panoramiche. L’edificio, al quale nell’XI secolo fu affiancata l’imponente torre campanaria ancora esistente, fu completamente ricostruito nel XII secolo, in forme molto simili a quelle della Basilica di San Giulio, quella dell’Isola di San Giulio in mezzo al Lago d’Orta dove a fianco del convento di clausura riposa il fratello di San Giuliano: San Giulio.

Siamo usciti dal paese lungo la valle dell’Agogna per raggiungere Invorio. Qui, girato a sinistra verso Borgomanero. Attraversato il borgo di Mescia, quindi girato ancora a sinistra nel delizioso villaggio di Barquedo, solitario e disabitato. Scesia Paruzzaro e Oleggio Castello, abbiamo attraversato le campagne attorno al Parco Archeologico dei Lagoni. Nell’area sono stati rinvenuti insediamenti preistorici, risalenti all’età del bronzo, un vero villaggio di palafitte, e alcune domus romane.

foto 3Il punto più a Sud delle 6 Maratone viene raggiunto a Comignago. Paesino salito all’onore delle cronache il 12/9/2013. Armati di cellulare, tablet e macchina fotografica, in centinaia si sono assiepati attorno alla villa affittata per il matrimonio di Belen Rodriguez e Stefano Di Martino qui a Comignago.Un evento che ha richiamato appassionati di gossip e vip addicted, che per ore hanno stazionato sotto alle finestre della casa del trucco e del parrucchieri, in attesa di un cenno della bella show girl sudamericana. E i fan non sono rimasti delusi, Belen si è concessa, per la gioia del pubblico in delirio, in un breve bagno di folla. Oltre che da ragazzine, mamme e qualche giovanotto di belle speranze, l’evento dell’anno è stato seguito da decine di giornalisti, tenuti a bada da un fitto cordone di body guard. Al calar della sera, dopo il fatidico si, è iniziata la festa. Se la cerimonia dentro le mura della villa era aperta a una manciata di invitati, il paese non si è certo lasciato scappare l’occasione di capitalizzare l’evento mediatico. Così i volontari della Polisportiva hanno scaldato la piastra e si sono messi a vendere le “salamelle di Belen“, mentre il bar del paese ha preparato l’aperitivo argentino. Oltre alle tante persone curiose, accorse appositamente per l’evento, nel paesino, blindato per l’occasione, c’è stato anche chi ha saputo sottolineare la giornata con un pizzico di ironia.

foto 4Lasciato Comignago, siamo arrivati ad Arona tenendo il Lago Maggiore sempre sulla destra. Qui la neve ha cominciato a scender copiosa. Un magica atmosfera ci ha colto attraversando la cittadina prima sui lungolaghi e poi nel centro storico attraverso la via dello shopping. Due panoramicissimi tornanti ci han fatto salire parecchio quasi volando tra la neve sul lago. Dopo una curva è apparso immenso il Colosso di San Carlone del 1698, rappresentante San Carlo Borromeo. Il piedistallo di granito è alto 11,50 m, mentre la statua misura 23,50 m in altezza, quindi nel complesso il monumento misura 35,00 m (equivalente all’altezza di un palazzo di 10 piani). Un sacro brivido mi pervade quando sono al suo cospetto, mentre una profana personale risata mi attraversa per una lettura che feci da ragazzo. In “Sotto la sua mano”, il cantore del “Lac Magiur”, Piero Chiara, ha immaginato, con un blasfemo volo di fantasia, che parte del materiale occorrente alla realizzazione della statua (e, per esser più precisi, quella necessaria alla realizzazione della testa) venne, per manipolazioni e trasformazioni successive, dalla fusione del membro virile del Colosso di Rodi, un tempo destinato ad abbellire il giardino di una antica casa patrizia romana e rimasto dimenticato per millenni sotto il lago. Per cui potrebbe darsi la testa del San Carlone in effetti sia una testa di c….

foto 5Più avanti, la villa dove abitava Mike Buongiorno (villa Zuccoli) e il cimitero dove la bara e la salma di Mike Bongiorno, vennero trafugate il 25 gennaio 2011, proprio qui nel cimitero di Dagnente di Arona. Vennero poi ritrovate a Vittuone vicino a Milano pochi mesi dopo. In una roggia che è stata uno dei circuiti dei miei allenamenti milanesi negli anni scorsi vicino alla chiesa di Santa Maria del Lazzaretto, nei pressi di una roggia dietro a una ditta di ceramiche all’inizio delle campagne del Parco Sud. Più avanti, la Villa dove abita Manuela Di Centa che è facile vedere correre su questa strada la mattina.

Poi abbiam proseguito sulle vie dell’Alto Vergante a picco sul Lago Maggiore. Quindi attraverso dei castagneti siam saliti a Silvera e poi ad Invorio Superiore e di nuovo a Gozzano. La neve si era ormai sciolta e nei prossimi giorni si annuncia un bel sole.

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