SAN PIETRO IN LAMA di LECCE

di Vito Carignani

26 novembre 2023, inizio di una domenica gelata, vento sferzante, ammasso di minacciosi cumuli, nembi.

In Piazza del Popolo di San Pietro in Lama  ultimi ritocchi all’ avvio della corsa. Oltre 300 coscientemente pazzi; alcun stoicamente in pantaloncini, canotta. Due giri oltre il confine urbano sino alla Chiesetta del Crocefisso in località Pozzino, crocevia nel ‘600 tra “La Grottella” di Giuseppe Desa, meglio noto come San Giuseppe da Copertino e il Convento dei Frati Minori di Lequile di Fra Bonaventura da Lama. San Pietro in Lama, un tempo punto di transito, agglomerato di case rurali. Territorio, in gran parte di proprietà della Vicaria Vescovile di Lecce, cui si dovevano corrispondere le Decime. Stazione, sosta di viaggiatori in carrozze dirette a Gallipoli, Leuca. Attraversato da strade, sentieri prolungamento della romana Via Appia, che aveva fine a Brindisi. Ancor oggi conserva l’aspetto di Borgo nel comparto urbano tra Chiesa Matrice e chiesetta di Sant’ Antonio Abate.

Da tempo remoto famoso per l’ argilla  lavorata da provetti Figuli, con produzione di manufatti in toto competitivi con quelli creati a Grottaglie e Cutrofiano. Maestri che realizzano vere opere d’ arte. La loro vita è opera d’arte in continuo, intenso estetismo. Figulo, in vernacolo salentino “cutumaru”, fabbricante e venditore di vasellame di argilla. A Lecce si soleva dire: “te Santa Rini li cutumari facenu la spasa- “il giorno della festa di Santa Irene i figuli fanno l’ esposizione delle terraglie” cioè un insieme di vasi di ceramica e di terracotta di varie foggie e per usi vari . Il Figulo, immortalato dall’ abruzzese poeta Gabriele D’ Annunzio nell’ Elettra “Le città del silenzio”, libro delle Laudi.

E fànnoti ghirlande i tralci a

foggia

di quelle, onde i tuoi vasi ornò la

mano

pieghevole del figulo pagano

quando per lui vivea l’argilla roggia.

Percorso tecnico in due giri di circa 5 km, la seconda parte in sferzante vento contrario di tramontana. Primo uomo Leggio Daniele della Tre Casali 35′. 38″ e Greco Pamela della Saracena Atl. 43′. 17″, prima donna. Il mio tempo 1. 02. 26 soddisfacente, da 1 a 3 minuti superiore a quello di amici, di gran lunga, meno vecchi.

Pensando al “vecchierel canuto et biancho”, che “quanto più puo’, col buon voler s’ aita, rotto dagli anni, et del camino stanco…..” del Petrarca, non posso che essere contento. Sorpreso di essere, tutt’ oggi, competitivo in gara breve da fare in funzione anaerobica e punto di rottura inversamente proporzionale rispetto ai giovani.

Si accentua, in fase di premiazioni, l’abituale stato di disagio psico- somatico. Malversa l’usanza il far attendere i vecchi, farli salire sul podio in ambiente, ormai, desertificato.

Encomiabile sensibilità del Vigile Urbano, in servizio a San Pietro in Lama: azionato il telefono a riprendere me ed Igino Russo SM 80, assieme a due SM 75; tutti sul podio per togliere prima l’incomodo.

Da notare l’umanità di Ria Vita Antonia, giunta ultima, a compagnia della cara Palmira Saracino SF 80, promotrice del movimento podistico salentino nel XX secolo.

Lunedì, scarico tra abituali muri a secco, secolari Casali, rucola, marange, nelle mie vie Capograsso, Badessa in antico ambiente bucolico, arcadico di seicenteschi pascoli.

In solitudine per circa tre km, sguardo vagante, circospetto. Quasi novello Don Abbondio in quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno. All’ incontro dei Bravi il 7.11. 1628 in quelle “stradicciole” dove “il matrimonio non sa da fare nè domani, né mai”.

Scarico sino a giovedì 30.  Sabato 2 dicembre a Lavello per la 6 Ore. Il pensiero è a Felice Russo, padron della gara dal suo sorgere. 

 Il 20 agosto 2022, a Cagnano Varano “Stop a Mezzanotte” di Pasquale Giuliani, Felice chiedeva a Francesco Capecci: “ma Vito quando passa alla cat. 80”, per togliermi d’ intorno.

Ciao Felice, ci rivedremo in una beata eternità a continuare maratone con: Giuseppe Togni, William Govi, Sergio Tampieri, Renato Narcisi, Guido Vincenzo Ponzio, Duilio Fornarola di Atessa con me alla Maratona di New York 2013. Ci lasciò l’anno dopo a Pescara…..

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