

Il mio nome è Manuel Salamon, sono nato nel 1965 a Torino dove vivo e lavoro alle dipendenze del Comune.
Attualmente la società per cui sono tesserato è il C.C.R.S. Alpini Trofarello ma in precedenza ero iscritto alla Podistica A.V.IS. Torino in quanto donatore di sangue, pratica che seguo tuttora e della quale sono convinto sostenitore.
Ho il diploma di maturità classica e nel tempo libero oltre a fare sport mi occupo di storia e collezionismo in ambito militare, interessi che anni fa mi hanno spinto all’arruolamento volontario nell’Esercito dove ho servito come fuciliere assaltatore prima negli Alpini e poi nei Paracadutisti.
Ho sempre praticato vari sport a livello amatoriale, escursionismo in montagna, ciclismo, arrampicata, paracadutismo, nuoto, tutte attività che mi hanno consentito di affrontare bene la vita militare.
Per quanto riguarda la corsa questa rientrava tra tutte quelle in cui saltuariamente mi applicavo senza altri obiettivi all’infuori del divertimento e della forma fisica fin quando ho conosciuto in Piazza d’Armi a Torino altri podisti; uno di questi, non più giovane e pure un po’ malandato, si è rivelato un’autentica sorpresa in quanto ho scoperto che negli anni 80 era tra i primi trenta maratoneti italiani gareggiando con i più grandi nomi dell’atletica italiana senza mai vantarsi dei suoi trascorsi: il suo nome è Valter Varesio.
E’ stato un ottimo motivatore, grazie a lui mi si è spalancato un mondo, quello del podismo, a me sconosciuto, ho fatto la visita medica per l’idoneità agonistica, mi sono tesserato per la prima società che mi è venuta in mente, quella dell’A.V.I.S. di cui ero già donatore e da lì dieci anni fa è cominciato tutto.
Mi si perdoni la frase fatta ma è proprio il caso di dire che l’appetito vien mangiando: la mia prima gara è stata il cross nel parco della Pellerina e pochi mesi dopo stimolato da un altro amico (che adesso tra l’altro non corre più perchè è praticamente distrutto) mi cimentavo già nella maratona, quella del Riso a Vercelli, una fatica letteralmente improba per il caldo micidiale, la solitudine tra le risaie, le zanzare, il gracidare delle rane e la sete patita a causa della precarietà dei ristori me che mi diede comunque grande soddisfazione per averla portata a termine in considerazione del contesto non certo agevole per un principiante.
Dopo aver raggiunto adesso la quota di 100 gare nel Club Supermarathon mi viene da sorridere se penso che anni addietro assistendo all’arrivo di una Turin Marathon di fronte a finisher devastati e barcollanti dissi a mia moglie: “ma questi son matti!”.
A chi mi chiede cosa provo dico sempre che è come se ci fosse una bilancia con due piatti, su uno ci sono le sensazioni negative, la fatica, i piedi doloranti, il mal di schiena, sull’altro quelle positive, la luce, i suoni, i colori, l’allegria, la gioia di sentirsi vivi e la bilancia pende sempre da quest’ultimo.
Non sono in grado di dire quale sia stata la gara più bella, entrano in gioco molti fattori, il percorso, l’ambiente, l’organizzazione che a volte è carente a volte no, sia sotto l’aspetto della sicurezza, vedasi il caso dei trail, che della logistica, diciamo che tutte mi hanno dato comunque qualcosa da inserire nell’album dei ricordi; è ovvio che alcuni eventi, a prescindere dal risultato ottenuto, mi hanno visto partecipare più volte nel corso degli anni mentre per altri ho preferito non ripetere l’esperienza.
A proposito di esperienze, una bella fu al termine di una Parma Marathon: in stazione prima di prendere il treno conobbi Vito Carignani, fu lui a parlarmi per la prima volta del Club del quale fa parte anche un altro mio amico, grande podista infinitamente più bravo di me, Sansone Carmine.
Non saprei cos’altro aggiungere, come atleta cerco sempre di migliorarmi, è giusto e importante avere mentalità competitiva ma questo non è ovviamente tutto, cerco sempre di coniugare le lunghe distanze con tempistiche qualificanti ma non sempre è possibile.
Una volta ho detto a mia moglie “se sto bene corro, se corro sto bene” e lei che ha tanta pazienza mi ha risposto “e così non si finisce mai!”: ecco, spero proprio che sia così!.



Vorrei mettermi in contatto con Salamon. Come posso fare? Conosciuto all Andersen trail 23 mio marito vorrebbe parlargli ma non riusciamo ad avere un suo recapito