Ho pensato che sarebbe stato difficile difendere il titolo di campione europeo, ma confidavo nella mia integrità fisica. Ho impostato le gare come al solito, alternando passo e corsa, adeguandolo alle sensazioni che mi giungevano dalle gambe.
Al 10° km circa è arrivato un forte acquazzone accompagnato da raffiche di vento. Ho rallentato, ma non mi sono fermato: è durato circa 15 minuti. Negli ultimi 3 km, poiché la pioggia mi aveva rinfrescato le gambe, ho potuto allungare tagliando il traguardo in 2:51.
I giudici mi hanno detto che ero il primo della categoria e che dovevo andare nella zona delle premiazioni. Secondo il programma delle premiazioni, sarei dovuto salire sul podio alle 13:00, ma visto che alle 13:30 non mi avevano ancora chiamato ho chiesto spiegazioni: si sono scusati e mi hanno subito inserito nell’elenco dei premiati. Con sorpresa, nella categoria M85 sono stato classificato solo io: gli altri si erano ritirati o erano arrivati fuori tempo massimo.
Così sono andate le premiazioni: prima di noi è stata premiata una squadra tedesca. Quando erano sul podio è stato intonato l’inno nazionale tedesco, in un silenzio quasi religioso: solo alla fine gli applausi. Dopo essere salito sul podio ed avere ricevuto il diploma e la medaglia d’oro, ha iniziato a suonare l’inno di Mameli. Io d’impulso ho cominciato a cantarlo a squarciagola, seguito dagli Italiani presenti e da tutti gli astanti.
È stato un tripudio, mentre io sventolando il tricolore e ondeggiando davo il tempo.
Al termine dell’inno uno scroscio di applausi e tanti complimenti. È stato uno dei più bei giorni della mia vita.
https://www.youtube.com/watch?v=qQgW51gpgic&feature=youtu.be


