Il 28 aprile 2019, la 3° Sei Ore a Corato assieme alle 30 miglia campionato italiano IUTA- Italian Ultramarathon and Trail Association-. Lombardi Marco, poderoso atleta SM 35 della Libertas Runners Livorno, ha trionfato in 3.28.57 sulle 30 miglia e con 65 giri, pari a 78,845 km, alla 6 ore. Trisolino Addolorata- runcard- SF 40- alle 30 miglia in 4.35.33. Simonetti Rosanna della Running Accademy Lucera alla 6 ore, con 52 giri pari a 63,076 km.
Il cervello mi ha sempre portato a fare il passo adeguato alla gamba, considerato che si fa la maratona e si vive la 6 ore, dopo Roma: Carato, non poteva essere scelta migliore. Sabato in balera con la mia sciura- per gli amici lombardi- sino a mezzanotte. A proposito, correva il 1992, il brasiliano Nunes Valmir vinceva il Passatore in 6.53.03,la russa Petrova Irina in 8.12.57. Io passavo al podismo dopo venti anni di ciclismo agonistico. Mia moglie a dire: non andiamo a scuola di ballo? Sono passati quasi trent’anni ed ecco sabato sera, puntualmente, in balera. Quattro ore di sonno, alle 6,30 partenza, con l’amico Andrea Barnaba, verso quel di Corato. Giuntivi, al primo impatto, un giuoco di fantasia alla vista del contesto urbano, ambientale. Corato assimilato ad un coro per unisona armonia, empatia di accoglienza. Piazza con amplissimi marciapiedi, villa ben curata con a specchio altra a 600 metri, stile, serietà, signorilità senza ostentata apparenza dei cittadini. Nessun negativo impatto nell’approccio all’arrivo. Alle 10 inizio simultaneo della sei ore e 30 miglia. Primo giro a tastare il percorso, tecnico, lineare con pochi cambi di velocità. Ampia via asfaltata, poi frammisto tra basolato di pietra lavica, con al centro storico granitico selciato, il tutto 1.213 metri. Ben trenta volte doppiato ammirando la possente falcata di atleta in completo bordeau dalle movenze simili a mitologico guerriero dell’antica Grecia. Il 35enne Marco Lombardi della Libertas Runners Livorno, trionfatore in entrambe le gare. Dopo la prima ora, al punto di stacco dei giri, la vista di leggiadre fanciulle al ristoro lenisce la fatica, porta il pensiero all’amico poeta Marcello Buttazzo
non vedrò più
ancestrali inconsistenti vestigia
di sogno,
ma solo occhi
e occhi e occhi
e occhi di luce
visione struggente
di policromi stratagemmi
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A destarmi il commentatore: ecco Carignani SM 70 da Lecce. Non vedo l’ora di correggerlo al successivo passaggio: non mi rubare gli anni, SM 75. Quasi incredulo e non è il solo. Il tempo trascorre, noi viandanti ad ingannarlo con battute, dialoghi faceti.Vito, non possiamo verderci per secoli a fare sempre la stessa arte. Giusto, possiamo girarla a partita a scacchi, a dama o meglio, a tressette col morto. Dopo 3 ore, 20 giri, che diventano 35 e 900 metri allo scoccare delle 6 ore, per totale di 43,355 km. Unico superstite SM 75 ad avere superato la distanza canonica di maratona.
Folla di quasi pazzi all’ arrivo a fregiarsi della medaglia, corroborata da abbondanza di gelati, birra, forme di caciocavallo sapientemente affettate da mani educate di brave massaie. Caciocavallo non meno del pregiato parmigiano del mio amico Giancarlo Chittolini al Palazzo dei Congressi di Salso.
Non solo mondo di pazzi, anche anime, menti pari al mio caro amico Giovanni Santovito, nel raccontare, commosso, all’impareggiabile Angela Gargano, il nostro fortuito incontro ad una lontana maratona. Io e Giovanni, conosciuti da militari al CAR di San Giorgio a Cremano nel 1967, entrambi, per una vita al Banco di Napoli, rivisti, per caso alla fine del secolo ad una maratona. Trasmissione di storie, sentimenti, sensazioni che danno senso compiuto di vita vissuta al podismo.
Premiazioni da tutti partecipate, sino alla mia, ultimo tra “ cotanto senno”. Il commentatore, più volte, ad invitare bonariamente il Corpo dei VV.UU a presenziare alla premiazione per assenza di Amministratori. Dopo ho verificato che Corato è commissariato. Un appunto istituzionale: a mio parere il Commissario poteva esserci in quanto autorità nominata dal Prefetto, oltre che pagato per esercitare quella pubblica Funzione.
Credo aver esaustivamente tratteggiato l’evento nel suo splendido, ottimale risultato. Conseguito in virtù dell’abnegazione, impegno, sacrificio profusi dal presidente amico Riccardo Blasi, da tutto lo staff, forze dell’ordine, protezione civile, non da ultimo, dall’umana accoglienza dei coratini. Riassumo, puntualizzando ancora che la maratona si fa, la 6 ore si vive, differenti realtà agonistiche.
Invito, con calore, gli amici alla 6 ore di Acaia e del suo imparabile castello/fortezza. Prima edizione organizzata dall’amico Mauro Ingrosso con partenza alle ore 16 il prossimo 22 giugno.
P.S.
Al ritorno a casa, Pasquale Giuliani mi ha comunicato la scomparsa di GENNARO TEDESCO. Al ricordo della persona, ho rivisto: mitezza, serietà, compostezza, educazione, quasi umiltà dell’essere al manifestarsi al prossimo. Gentile, misurato e parco nel dare giudizi.
Una persona per bene, che ricordo con dolcezza.
Scrivo quello che penso, sento nel cuore per Gennaro convivendo il grande dolore della famiglia per la perdita.













