Seminario “Allenare la resistenza” – SdS Roma, 25/03/2015

Il Seminario si è aperto alle ore 9:30 con l’introduzione di Alfio Giomi, Presidente FIDAL. Le nostre conoscenze si arricchiscono continuamente ma sono limitate. Nel mondo sportivo c’è ancora molto da scoprire. La candidatura olimpica Roma 2014 ci stimola ulteriormente.

Rosanna Ciuffetti, Direttore della Scuola dello Sport CONI, ha poi illustrato ai presenti il Piano formativo 2015 della Scuola dello Sport, che propone un’offerta formativa innovativa e differenziata attraverso l’interdisciplinarietà, in forza di un’esperienza di quasi cinquant’anni di vita. Il 18 marzo 2015 si è già tenuto il Seminario “Il contributo delle Neuroscienze per l’allenamento e la prestazione”.

Quindi presentazione di Massimo Magnani, Direttore tecnico FIDAL e Dino Ponchio, Direttore scientifico Scuola Regionale dello Sport Veneto.

La prima relazione della mattinata di Antonio La Torre, professore associato di Scienze Motorie all’Università Statale di Milano su “Il modello fisiologico tradizionale delle discipline di Endurance”. La resistenza è un fattore determinante in numerose discipline sportive e tra le capacità più studiate e indagate. I margini di miglioramento degli esseri umani sono ancora notevoli.

Quindi Samuele Marcora, professore ordinario di Scienze Motorie all’Università di Kent su “I limiti della resistenza umana: muscoli o cervello?”. Egli da diversi anni studia i rapporti fra endurance e le componenti fisiologiche e psicologiche; ha elaborato un modello alternativo a quello tradizionale fisiologico, più completo, chiamato psico-biologico, nella consapevolezza dell’importanza della componente mentale nelle prestazioni sportive.

Nel pomeriggio un’altra relazione di Samuele Marcora “Strategie innovative per il miglioramento della resistenza umana: esempi applicativi”.

Poi è stata la volta di Maria Francesca Piacentini, professore associato presso Uniroma 4, su “Prevenire l’overtraning: marker biofisiologici per la gestione del training”. La relatrice da anni studia quest’aspetto e ha svolto il suo dottorato di ricerca. Nel linguaggio sportivo con il termine sovrallenamento o sindrome da sovrallenamento (in inglese overtraining o overtraining syndrome) s’indica la condizione fisica ed emotiva che si ha quando il volume, l’intensità e la frequenza dell’esercizio fisico di un soggetto superano la sua capacità di recupero. Come conseguenza si ha un ristagno nel miglioramento delle proprie prestazioni, e si può accusare una perdita di forza e di benessere. La pratica sportiva ‒ la dott.ssa ha corso l’ultima ACEA Maratona di Roma il 22 marzo scorso ‒ la induce a ritenere come l’essere umano debba prestare attenzione al proprio allenamento, che dovrà essere accorto ed efficace, nel rispetto delle proprie potenzialità organiche-muscolari.

L’ultima relazione è stata di Pietro Trabucchi, psicologo dello sport, su “Resistenti o resilienti”. La resilienza è la capacità di persistere nella motivazione, di riuscire a superare i cali di forza, a non indietreggiare davanti alle difficoltà, di non perdere la speranza, di rialzarsi dopo le sconfitte, caratteristica poco regolata dalla genetica. Negli uomini la risposta agli stress è soprattutto cognitiva. Purtroppo l’aspetto psicologico è ancora oggi inteso come aspetto magico. L’essere umano ha un livello motivazionale superiore rispetto agli altri animali. Il relatore ha precisato che nel mondo sportivo è mancata l’attenzione all’aspetto della psicologia sociale, al peso della cultura e dell’ambiente. I tecnici sportivi devono essere educatori. Trabucchi, sportivo praticante, ha speso anche lui due parole sul fenomeno dell’”onda africana”. Durante il Seminario si è già affermato che, come sostiene il tecnico Renato Canova più volte citato, l’aspetto motivazionale è fondamentale. Gli atleti africani dei nostri giorni hanno un rapporto diverso con le situazioni avverse come i nostri avi di un secolo fa; per loro la fatica è meno invasiva, la percepiscono in modo diverso. Nel mondo sportivo è necessario superare il “mito del talento”.

Vivace la successiva tavola rotonda. Sono intervenuti: Alessandro Bottoni (triathlon), Mario Miglio (triathlon), Edoardo Savoldi (ciclismo) e Claudio Rossetto (nuoto).

Nella conclusione, Antonio La Torre ha rimarcato che bisogna valorizzare il percorso dell’atleta e non il risultato immediato.

Massimo Magnani, in partenza per la Cina, ha sottolineato che nel settore da lui seguito si è troppo concentrati sul cronometro, sul tempo. Lo sforzo del futuro sarà come la mente può arrivare a raggiungere i limiti umani.

Ai partecipanti al Seminario è stato consegnato l’ormai tradizionale questionario di soddisfazione dei corsi relativamente ai docenti, segno dell’obiettivo della SdS di rendere i moduli didattici sempre maggiormente scientifici e formativi.

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