Sergio Tampieri: impavidun ferient ruinae

 

Sergio Tampieri: il Presidente

01/12/2004

E’ di poche parole e di molti chilometri.

Un bel giorno, chiamò a raccolta quei quattro gatti che, come lui, facevano e non dicevano, e li riunì nel “Club Supermarathon Italia”. Con i cromosomi di simili fondatori, degni di quelli dei Padri Pellegrini, la pianta è cresciuta forte e vigorosa. Anzi, rigogliosa più che mai, perché raggiungere quota cento, di questi tempi, è diventato un giuoco da ragazzi. Ed i ragazzi si sa come sono: ricchi di nuove idee ed iniziative. Creano files, copiano ed incollano e non si stancano mai di chattare.

Soprattutto, hanno una mentalità concreta: “Signori organizzatori, volete che il nostro Club venga alla vostra maratona? Le condizioni ve le dettiamo noi, e non viceversa! Mettete nel conto anche l’indotto che la potenza del motore dell’Associazione può movimentare!”.

Ed il presidente: “Calma giovanotti, non correte troppo! Dovete correre di più nelle gare, non in queste cose. Noi siamo nati per lavorare di gambe: questo è lo spirito del supermaratoneta. Le diavolerie del computer, i bizantinismi amministrativi non c’interessano, anzi sono in contrasto con la fatica agonistica. La vita è già complicata di per sé! La vogliamo complicare ancor di più impelagandoci nei cavilli legislativi.

Ciò che Enzo Ferrari faceva con la Ferrari, Sergio Tampieri (siamo, quasi, nello stesso territorio) lo fa con il Club dei Supermaratoneti. Da buon conservatore (podisticamente parlando), vuole che la sua quercia metta radici solide, in modo tale che la folta chioma stia come torre ferma al soffiar dei venti. Ben impiantata, sarà facile per i futuri Luca Cordero di Montezemolo sbaragliare gli avversari e mietere vittorie.

Corre, corre sempre. Ama i chilometri quanto odia gli statuti. Come fa a chiudere una maratona in quattro ore e venti, a settantacinque anni? Ah, già, la classe non è …acqua!

Dai malanni non ci si può sottrarre. Vengono e basta! Ricorre a fleboclisi, pasticche e supposte per lo stretto necessario. Li sconfigge definitivamente andandosene per maratone, vera ricreazione del corpo e dello spirito. La Medicina Riabilitativa si avvale della kinesiterapia, ovvero del movimento. Quale miglior kinesiterapia di una bella ultramaratona!

A parte la corsa, si concede pochi extra. Ogni anno, a dicembre, quando fuori c’è nebbia, freddo e le giornate sono brevi, consola i suoi supermaratoneti in un ristorante tipico e li riscalda con lambrusco, tortellini e culatello.

“Ma quando ti stancherai di correre?”. A questa domanda, egli, che non ama parlare, non risponde. E’ facile immaginare ciò che gli passa per la testa: “ E’ ineluttabile che, prima o poi, andremo a trovare Roberto, Alfio e Marziano. Ne avremo, allora, di tempo per riposare!”.

Sergio Tampieri: impavidum ferient ruinae.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche