Quest’anno viene anche mio nipote Alessandro e, malgrado la vacanza ruoti giocoforza intorno alle sue esigenze, ci inventiamo un giro turistico in parte nuovo anche per noi: oltre alle arcinote visite obbligatorie ai luoghi famosi di questa bellissima città, sabato 7 aprile è prevista la salita sulla terrazza panoramica dell’Arco di Trionfo, lunedì 9 il giro in battello sulla Senna e martedì 10 la scalata a piedi al secondo piano della Torre Eiffel. Senza code, per aver prenotato tutto on line comodamente da casa.
Partiamo dal Marco Polo di Venezia perché con EasyJet si arriva ad Orly, aeroporto situato nella zona sud di Parigi, comodo per essere molto vicino alla città e per il ritiro del pettorale, in quanto l’Expo di Porte de Versailles è nei pressi. Messo il pettorale in saccoccia, saltiamo in metropolitana verso l’Hotel Ibis situato a Porte de la Chapelle nella periferia nord di Parigi. Arriviamo in albergo a pomeriggio inoltrato e alle 18:00 siamo all’Arco di Trionfo, uno dei monumenti più famosi e visitati di Parigi. Costruito da Napoleone per celebrare l’epopea imperiale, è il luogo ove si svolgono i festeggiamenti parigini, fra cui l’arrivo del Tour de France, la partenza della maratona e l’anniversario della presa della Bastiglia. Abbiamo raccontato su questo sito l’ultima celebrazione del 14 luglio 2017: https://www.clubsupermarathon.it/miscellanea/3631-parigi-la-banda-militare-suona-i-daft-punk-davanti-a-donald-trump.html
Saliamo alla terrazza tramite una scala a chiocciola di circa 300 gradini, una facile sgambata non solo per me e Alessandro ma anche per mia moglie Rita.
Dalla terrazza alta 50 m si gode una mirabile vista su Parigi, in particolare verso La Défense e Torre Eiffel, con in primo piano l’Avenue Champs-Élisées e gli altri undici viali che si irradiano a stella. Scatto molte foto, alcune pubblicate nella galleria fotografica allegata.


Dopo una pantagruelica pappata al ristorante italiano Vapiano, domani c’è la maratona e tutti a nanna.
Domenica 8 aprile, mentre Rita e Alessandro visitano Montmartre e la Basilica del Sacro Cuore, io corro la mia sesta Marathon de Paris.
Anche quest’anno 55.000 iscritti, 43.537 partenti e 42.531 arrivati (42.441 nel 2017). Tempo limite non specificato nel regolamento, l’ultimo classificato finirà in 8:14:44. Colpisce la differenza fra il numero di iscritti e partenti. Il motivo? A Parigi le nuove iscrizioni iniziano pochi giorni dopo la conclusione della maratona; a causa di una richiesta superiore all’offerta, i 55.000 pettorali si esauriscono nel giro di una settimana. Nel corso dell’anno sorgono poi contrattempi che impediscono a molti di partecipare.
Prima della partenza approfitto della piazza Charles de Gaulle chiusa al traffico per girare intorno all’Arco di Trionfo e fotografare i gruppi scultorei che ne decorano le facce principali: in quella rivolta verso i Champs-Élisées, il Trionfo di Napoleone e la Marsigliese.


Come a Berlino la partenza è scaglionata: donne e uomini “élites” alle 8:05 e 8:20, alle 9:20 il gruppo delle 4 ore in cui ci sono anch’io (!!), gli ultimi alle 9:55. Con l’intento di tornare presto in Hotel, riesco a intrufolarmi nel gruppo delle 3:45 che parte alle 9:00.
Anche se conosco il tracciato di Parigi a memoria per averlo corso e fotografato molte volte, anche oggi non riesco a fare a meno di portare con me la fotocamera.

Al primo km di Place de la Concorde mi raggiungono i ternani Stefano Ciliani, Fabio Laoreti e Marcello Vettese, organizzatori della Maratona di San Valentino. Una foto da parte mia, un selfie di Marcello e si riparte.
Percorrendo l’elegante Rue di Rivoli, ecco il Louvre e la splendida statua equestre dorata di Giovanna d’Arco. Poi il Chatelet, l’Hotel de la Ville e al 5^ km piazza della Bastiglia con al centro la Colonna di Luglio sormontata dalla statua dorata del Genio della Libertà.

Al 10^ km lo Chateau de Vincennes, poi il Bois de Vincennes che attraversiamo per circa 8 km. Tornati al 22^ km in piazza della Bastiglia, inizia il tratto lungo la Senna, la parte più bella del percorso: le due isole sulla Senna, Notre Dame, Conciergerie, Pont-Neuf, Pont Royal e Torre Eiffel. Dal 34^ al 41^ attraversiamo il Bois de Boulogne, infine il traguardo in Avenue Fox, a 500 m dall’Arco di Trionfo.
Con un po’ di fatica riesco a stare di poco sotto le 6 ore. Cifra tonda solo nelle capitali: 500 a Roma 2016, 550 a Parigi 2018!
Scatto molte foto, tutte belle per merito esclusivo di questa splendida metropoli.
A chi non l’avesse mai corsa, consiglio vivamente di partecipare alla Marathon de Paris. Un bel tracciato allietato da simpatiche band musicali che percorre in lungo e in largo la città, tocca i monumenti principali e permette di ossigenarsi attraversando i due grandi polmoni verdi di Parigi, il Bois de Vincennes e il Bois de Boulogne.

Lunedì, Trocadero, gita in battello sulla Senna e giro turistico per Parigi. Martedì la scampagnata finale al secondo piano della Torre Eiffel. 704 scalini che Ale supera a due per volta, ma che costringono la dolce metà a corto di fiato a fermarsi spesso per recuperare.
Alessandro vorrebbe proseguire ma non c’è più tempo perché alle 18:00 si parte. Alla prossima occasione quindi la scalata al terzo piano (altri 1000 e passa gradini, oppure l’ascensore).
Quando fu inaugurata in occasione dell’Esposizione Universale di Parigi 1889, con i suoi 300 m la torre Eiffel era l’edificio più alto al mondo. Oggi nell’era degli Archistar è una nanerottola, superata dalla maggioranza dei grattacieli esistenti. Detiene lo scettro il Burj Dubai (800 m).

Due parole su Gustave Eiffel, geniale ingegnere che, dopo aver progettato la struttura in acciaio interna alla Statua della Libertà, seppe realizzare la torre Eiffel superando proteste violentissime provenienti anche da letterati e uomini illustri parigini. A dispetto di tutti i Santi, la Statua della Libertà divenne il simbolo di New York, mentre la torre Eiffel il simbolo di Parigi.
Per finire alcune facezie intercorse con parenti e amici tramite WhatsApp in attesa dell’imbarco. Prendo spunto da un manifesto (che qui ripropongo) sulla strategie napoleoniche raffigurate in varie aree del suo cervello.

“Sono venuto a Parigi solo per prendere lezioni di strategia da Napoleone”
Alcuni mi scrivono: “In che senso?”
A mia figlia rispondo: “Come sopravvivere a figli e nipoti”.
A Paolo Gino ed altri maratoneti: “Come aggiungere altre 50 tacche e arrivare a quota 600 senza schiattare”.
Di seguito i numeri della maratona 2017.
Clicca qui per le foto della maratona (di Mario Liccardi)
Clicca qui per le foto di Parigi turistica (di Mario Liccardi)





