Dopo qualche chilometro immerso nella folta vegetazione, la vista si apre alla pianura.
Le acque azzurre del fiume Livenza, il verde che lo circonda, le colline che lo costringono a zigzagare oltre al pensiero che quei luoghi furono abitati dai nostri preistorici antenati fanno sentir meno la fatica della salita.
Di fatto siamo sopra al sito naturalistico e palafitticolo del Palu’, da qualche anno patrimonio Unesco.
Dopo aver passato la località di Lama di Som arrivo in un piccolo bosco sulla cui sommità giganteggiano due stupende betulle … sono arrivato nel punto più alto del percorso.
Da qui si vede tutta la pianura friulana, le alpi Giulie e giù fino al golfo di Trieste che la limpida giornata ne esalta la vista.
Alla mia destra il costone roccioso del Torrion … la cui maestosità sovrasta il comune di Polcenigo.
Dopo una piccola sosta mi aspetta una lunga discesa … una gioia per le mie gambe ancora arrugginite da mesi di forzata inattività.
I chilometri in discesa passano velocemente ma prima di arrivare a destinazione mi tolgo la curiosità di percorrere un sentiero di recente riapertura sopranominato “la trotoleta” … così riporta la scritta su un masso.
Un circuito che parte e ritorna sulla strada sterrata, insomma un vertical che in assenza di bastoncini per farlo è necessario l’aiuto delle mani.
Dopo la chicca finale arrivo “stanchino” a casa, ma come ogni domenica soddisfatto per aver dato il mio settimanale contributo a questa giusta causa.
Grazie per avermi seguito … ALLA PROSSIMA MARATONA DELLA SPERANZA!.



