Domani le sue articolazioni e i suoi muscoli degli arti inferiori, che hanno fatto migliaia di chilometri, verranno messi nelle sapienti mani del fisioterapista per iniziarli al carico e alla deambulazione. E’ il vantaggio della protesizzazione che permette il carico precoce, a differenza dell’intervento di osteosintesi con placca e viti, in cui viene concesso dopo qualche mese.
E’ serena. “Passerà anche questa, l’intervento è andato benissimo”. Ed essendo stata operata in anestesia spinale, è in grado di raccontarmi tutto l’intervento: “Il chirurgo ha inciso la pelle, si è fatto strada tra i muscoli laterali dell’anca, trovati molto tonici (di una maratoneta! ndr). Giunto in articolazione, ha lussato l’anca ed asportato la testa femorale fratturata. Ha impiantato per prima la componente acetabolare della protesi, poi ha infisso nel canale femorale la componente epifisaria con testa femorale in ceramica”. Ovviamente, il racconto non entra in dettagli molto tecnici. Essendo Silvana molto giovane per un tal tipo d’intervento e trovando l’operatore muscoli di atleta e osso molto buono, è verosimile che lo stelo femorale sia stato non cementato, ma “press fit”, cioè inserito e bloccato.
Uscita dalla sala operatoria, Giulio le ha sussurrato: “Ti trovo come quando porti a termine una maratona!”.
E’ un fiume in piena, Silvana! “Dopo la caduta non mi sono abbattuta. Devo molto alla corsa, quella fatta con passione, con amore, non quella con gli occhi fissi sul cronometro. Ti trasforma la vita e ti prepara alle avversità”.
Poi: “Sento che il mondo della maratona mi è vicino. E’ bellissimo sentire il vostro affetto, scalda l’anima. Vi voglio bene, vi amo. Vi saluto tutti. Buona Maratona di Crevalcore”.
Sia ben chiaro, le protesi non durano in eterno, vanno incontro ad usura. Mediamente vanno bene per una quindicina di anni, ma molti fattori entrano in gioco a determinarne la longevità.
Nella foto Silvana sul letto dell’ospedale travestita da befana.


