Six Days Ultra Marathon Festival. 4-10 giugno 2017. Sei giorni di Policoro. Che la Forza sia con te

Un silenzio imbarazzante, nessuna famigliola è ancora approdata per le vacanze. Inutile cercare, qui non c’è più nessuno. Spero di incontrare qualche naufrago sulla bella spiaggia, ma è più solitaria del villaggio. Luminosa e ammantata da un vento teso e caldo, su un chilometro si conteranno 20 persone nonostante la bella domenica di giugno. Il bagnino mi mette un lettino direttamente nell’acqua placida del mattino e un cameriere del Bambulè mi porta il cocktail in acqua.

002.spiaggiaTutto è di un bianco abbagliante. Spiaggia, lettino, bar, cameriere, luce, sole, onde lontane. Dei cavalieri dell’impossibile nemmeno l’ombra. Staranno già preparando la prossima impresa. Non si curano di questa spiaggia solitaria e irreale, io ho fatto 1200 km in macchina per godermela ed un peccato che loro che ne han fatti 700 di corsa e non l’abbiano nemmeno sfiorata. Tutto riporta alle sensazioni trasmesse da Battiato in “Summer on a solitary beach”. Qualche rimpianto per chi se ne è andato ed una preghiera al mare che ci porti a naufragare lontano.

Passammo l’estate su una spiaggia solitaria
E gia’ arrivava l’eco di un cinema all’aperto
E sulla sabbia un caldo tropicale … dal mare
E nel pomeriggio quando il sole ci nutriva
Di tanto in tanto un grido copriva le distanze
E l’aria delle cose diventava … irreale

A wonderful summer on a solitary beach
Against the sea, Le Grand Hotel Sea-Gull Magique
Mentre lontano un minatore bruno … tornava

Mare mare mare voglio annegare
Portami lontano a naufragare
Via via via da queste sponde
Portami lontano sulle onde

 

Ma veniamo alla corsa. Fino a 2 anni fa si chiamava la Sei Giorni del Pantano adesso 6 DAYS UMF, acronimo che con significa Ultra Marathon Festival. Una festa per i podisti che oltre a correre non stop per 6 giorni possono misurarsi per tagli più leggeri di gare: Il Catalogo è questo: 100 miglia, 100 km, 48 – 24 – 6 ore e maratone a go go. Addirittura in calce al regolamento una singolar tenzone: “La Sfida”, cioè “Completa 20 maratone nei 6 giorni di gara e non pagherai nulla. Alla prossima edizione, parteciperai gratuitamente alla gara di 6 Giorni!!”

003 brandiOrganizzatore anima e padre di questo Challenge in Italia è Pasquale Brandi. Ogni anno migliora la sua creatura che ormai tende alla perfezione. Dopo gli esordi a Pignola nel vero Pantano là dove i piedi si fondevano e gli orizzonti erano conclusi tra il monte Serranetta e qualche pala eolica, là dove molti hanno avuto le visioni della Madonna del Pantano vedendo Maria Santissima degli Angeli specie nel tratto a Sud verso mezzogiorno, là dove si sprofondava nella torrida Oasi del WWF del Pantano, là si sognava una spiaggia fresca, un po’ di ombra e del vento. Dall’anno scorso il sogno si è realizzato, la carovana si è spostata al Policoro Village in riva alla candide spiagge ventose dello Ionio, dove sembra di aver vinto una vacanza premio in un Paradiso “All Inclusive”   “All For Runners”.

004.brandiMa chi è Pasquale Brandi l’organizzatore di questo Festival ormai divenuto classico tra le vestigia classiche della Magna Grecia? Di professione farmacista, sembra abbia trovato la ricetta giusta per far sognare i tanti malati di ultramaratona. Con dosi precise e sempre azzeccate ha creato un ambiente raffinato dove la tossicodipendenza da chilometri è curata in modo omeopatico con iniezioni di entusiasmo e preparativi lunghi un anno. Ogni particolare non è lasciato al caso e gli anni di esperienza acquisiti lo danno vincente in partenza. La nuova location della gara coinvolge i partecipanti in una specie di vacanza premio facendoli in un chilometro e poco più passare tra colorati bungalows, piscine e pinete, fino a sfiorare la spiaggia che però rimane lì solitaria ed inviolata, quasi un tabù. Quest’anno Pasquale in occasione della gara ha persino rimosso con una ruspa tutto il ghiaietto dei quasi 300 metri del vialetto in mezzo al villaggio. Il terreno è diventato così quasi tutto uniforme e senza pietrisco quasi sabbioso, ricordando le sue origini.

004 1 brandiPasquale infatti, oltre a far lo speziale, timbrar ricette e far crescere ogni anno questa sua creatura, ha l’avventura e la sabbia nel sangue. Seduto al tavolino del chip, va indietro di 5 anni e racconta le sue peripezie tra una duna e l’altra: “la luce del deserto, con i suoi tramonti fiammeggianti, i colori delle sue varie vite ed il profumo del suo vento mi hanno pienamente appagato e riempito il cuore e gli occhi della certezza di essere stato, insieme ad un manipolo, un privilegiato viaggiatore dell’estremo”. Per chi volesse andare indietro di 5 anni allego questo link che illustra il suo amore per il deserto e le corse estreme https://www.clubsupermarathon.it/ultramaratone/534-una-epopea-lunga-555-km.html

Il suo sogno realizzato è stato aver portato l’estremo a pochi passi da casa, anzi ultimamente aver portato l’estremo in Paradiso, sulle bianche coste dello Ionio di fronte alla sua amata seppur lontana Africa, dove la luce non è fiammeggiante ma candida e il blu del mare si mischia col cielo.

I protagonisti della gara:

005 01 orsiniDenis Orsini primo con 732,374 km. Francese di Porto Vecchio in Corsica che viene dagli ultra trail, ha controllato quasi in souplesse tutta la gara lasciando qualche illusione ogni tanto agli avversari. Spariva per qualche ora fin tanto che salivano le speranze degli italiani inseguitori. Narra la leggenda che qualcuno dalla Francia facesse nel momento giusto suonare la sveglia, e ripartiva freschissimo a recuperare il gap. 005 02 orsiniEmozionante la premiazione con la marsigliese e lui che si arrampica su un palo e poi salta dal palco facendo una piroetta. Dice di sé: “grazie a tutti, sono abbastanza soddisfatto della mia performance in queste condizioni di lotta e cercherò di fare molto meglio “Kilometriquement” la prossima volta alla 6 giorni di Francia a partire dal 20 agosto prossimo… dedico questa vittoria a tutta la mia famiglia, a mia nipote Celia scomparsa all’età di 11 anni nel 2009 e un omaggio all’associazione che si è occupata di lei – un sorriso una speranza per la vita – Associazione Di Pascal Olmeta … e per finire un pensiero eterno per il popolo della Corsica e tutti i popoli desiderosi di libertà legittima…”

004 5 FaorlinFabiano Faorlin secondo con km 724,780. Era in testa due ore prima della fine. Poi la sveglia è suonata, e il Corso si è destato! Non gli è rimasto che farsi passare. Italiano che vive in Belgio vicino a Liegi ha cavalcato come una furia l’ultima notte superando la sua miglior prestazione di ben km 152,558. Commoventi gli ultimi giri d’onore assieme alla sua affascinante compagna belga durante i quali con molta serenità ha reso gli onori a Denis: il Vincitore.

006.talianiMassimo Taliani terzo con km 715,455. Il lupo dell’Amiata per sei notti ha visto la luna piena alzarsi dal mare e deve avergli fatto uno strano effetto perché è riuscito ad abbattere il muro dei 700 km forte di un’analoga esperienza corsa proprio il mese di maggio sul lago Balaton.

007.alimontiDaniele Alimonti quarto con km 710,246. L’Eroe delle 20 in 10 e delle Mille Miglia di Atene è rimasto ancora un po’ piegato, ma questa volta non in avanti ma sulla sinistra, segno che mi piego ma non mi spezzo mai. “La Vinciamo Noi” è stato l’inno della Sei Giorni. La moglie Angela La Torre stavolta è stata ai box inseguendo un altro sogno che già corre in lei. Anche Daniele ha superato se stesso soprattutto in simpatia e coesione del gruppo. Dove lo rivedremo non si sa! Ormai ci ha abituati a stupire, forse si riposerà in qualche 10in10 in giro per l’Europa per poi spiccare il volo verso gli States….

008.tarascioVincenzo Tarascio quinto con 700,960 km. Sociologo di professione ha raccontato con dovizia il suo cammino e gli obbiettivi colti o mancati: “Mi ero prefissato di mantenere un’andatura regolare cercando di rimanere sempre concentrato, e come sempre senza guardare classifica e chilometri percorsi se non le ultime 24 ore. Nei primi giorni ho corso bene alimentandomi con regolarità – anche grazie all’assistenza di Chiara Pitzalis – soprattutto bevendo litri di aranciata e mangiando alimenti diversi, molta frutta. Non si può correre per sei giorni consecutivi, quindi da prevedere diverse soste di recupero: la prima notte ho fatto una pausa riposando 30 minuti; il secondo giorno sosta “lunga” di 1h30’, oltre alle soste per pranzo e cena variabili da 30 a 40 minuti. Durante il periodo, tre volte ho usufruito del fisioterapista, l’ultima al raggiungimento dei 600 km. Raggiunta questa distanza ho vissuto il momento più difficile a livello psicologico in quanto nell’organizzazione c’è stato un problema nel conteggio dei giri. Indeciso se fermarmi o continuare, 008 1 tarascioma con il sostegno di Chiara ho proseguito, con l’intento di valicare il muro dei 700 chilometri. Al sesto giorno gli organizzatori ci hanno chiesto di fare una sosta per un “gelato party”, ma ho preferito cercare di raggiungere l’obiettivo agonistico. Pativo correre sotto il sole cocente, così di giorno rallentavo e di notte, al fresco, assumevo un’andatura più veloce. Quando ho raggiunto il mio obiettivo, alla conclusione del 646° giro, pari a 700,910 km percorsi, e ben prima della conclusione della gara, ho deciso di fermarmi accontentandomi del risultato, malgrado fossi vicino al mio primato personale di 702,223 km conseguito nel 2004 sulla pista tedesca di Erkrath. Per pareggiare la misura avrei dovuto correre altri 1313 metri, in teoria facilmente raggiungibile, ma la situazione creatasi mi ha fatto venire meno grinta e motivazione. Ringrazio il vincitore Massimo Taliani che il quinto giorno mi ha regalato due solette per limitare il dolore di una tallonite al piede sinistro che mi ha condizionato nelle ultime 30 ore, tanto che quasi lacrimavo dal dolore. L’ho ringraziato offrendogli un biscotto gelato. Alle premiazioni ho ricevuto i complimenti per la regolarità del passo. Da evidenziare disponibilità e gentilezza di tutto lo staff organizzativo; come il fruttivendolo Claudio che diverse volte al passaggio mi ha regalato albicocche e fragole, gridandomi: “Rambo devi ingrassare!”.

009.bellinAlex Bellin sesto con km 601,410. Personaggio che ha fatto dell’estremo una professione è staccato di quasi 100 km dal quintetto di testa. Molti lo ricorderanno per la sua impresa in cui traversò in solitaria con una barca a remi l’Atlantico. Conosciutissimo il tutto il mondo ha dato un scossa di notorietà alla manifestazione. Chi volesse approfondire questo è il più recente articolo apparso su di lui: https://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=3&cad=rja&uact=8&ved=0ahUKEwi8ltDJ2L7UAhWIaVAKHQl6BNwQFggzMAI&url=http%3A%2F%2Fwww.iodonna.it%2Fpersonaggi%2Finterviste-gallery%2F2017%2F05%2F10%2Falex-bellini-la-mia-prossima-avventura-sopravvivere-su-di-un-iceberg-fino-al-completo-scioglimento%2F&usg=AFQjCNFM5ReZZw_kE1VsLTskZiLlalKqcQ.

009 1 bellinImpressionante la simbiosi con la moglie manager durante la gara che ad ogni giro gli dava una nocciolina, una carezza e un sorriso. Forse dopo tutto il navigare in solitaria serve un ormeggio per stare a terra. Ecco alcuni suoi passi da FB: “Il giorno 2 è quasi sempre il più duro. Quello nel quale ti domandi “perché”. Perché ho scelto di essere qui, e di risposte razionali non ce ne sono. Nessuna mente lucida potrebbe decidere consciamente di correre per 6 giorni. Eppure qui, su questo percorso di 1 km ci sono molti motivi che ti portano a non mollare. Dietro a quella curva non c’e più l’albero che ti indica la metà del percorso ma quel perché, che ti ha portato fino a qui e che ti aiuta a continuare …. Ci sono persone che più di altre rendono possibile l’impossibile!”

010.saarenRaarup Sãren settimo con 542,700 km, un danese che ha corso tutta la gara nonostante il caldo torrido con i pantaloni lunghi e un cappellone da deserto, dispensando sorrisi a tutti.

011.maranzinaAldo Maranzina ottavo con 514,862 km, che nonostante i 70 anni ha portato a casa il record per la propria categoria. E’ un uomo massiccio dall’incredibile curriculum ed esperienza, dopo 10 giri del mondo è approdato a Policoro. Non ci sono parole per descrivere quello che ha fatto e sta facendo, si fa prima a consultare il suo sito: http://www.aldomaranzina.com/it/home-2

012.donneMarinella Satta nona con 500,675 km. Prima fra le donne sempre in testa stavolta senza palloni ha dominato la gara, poi per le donne abbiano l’uruguaiana Amparo Bauter ed infine Giuliana Montagnin.

Nella 48 ore vince Alessandro Bruzzi con 304,240 km e Sonia Lutterotti con 223,635 km.

Nella 24 ore la vincitrice assoluta Laura Failli con 137,789 km suo PB.

Molti i soci del Club che hanno partecipato tra gli altri il “Roccia” Roldano Marzorati alla 48 ore. Marcello Arena nella 6 ore, Vito Piero Ancora, Monica Esposito, Luciano Bigi, Mario Dimonte e Julius Iannitti.

E dalla solitaria spiaggia di Policoro è tutto.

Pasquale Brandi che la forza sia con Te.

Clicca qui per le foto (di Paolo Gino)

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