Il mio intento è di imparare il mestiere del Presidente e di essere utile il più possibile. L’intenzione è di far partecipi tutti i Soci al mio e al lavoro del Direttivo. L’impegno di tutti deve essere rivolto a superare le difficoltà che incontreremo nel gestire un così folto numero di appassionati con tante idee diverse, di farli sentire e correre da italiani e realizzare le loro speranze di raggiungere nuove mete sportive. Forse la lunga crisi, prolungatasi oltre ogni limite, ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro Paese e ha messo a dura prova la tenuta anche di alcune manifestazioni podistiche. Ha aumentato le ingiustizie. Ha generato nuove povertà. Qualcuno interpreta il nostro sport come un bene di lusso e forse lo è. Siamo fortunati a viverlo e a condividerlo.
Comunque il movimento della maratona italiana ha un fattore di crescita importante. 38.254 italiani han corso almeno una maratona, di questi Noi 367 dobbiamo essere l’esempio e un punto di riferimento certo. Esiste nel nostro Paese tanta voglia di correre, energie che attendono soltanto di trovare modo di esprimersi compiutamente. Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito e i loro sogni. Penso agli organizzatori, di piccole medie e grandi gare che, tra rilevanti difficoltà, trovano il coraggio di continuare a innovare e a competere sperando di aggregare, e dare sport a tutti.
Cari Amici del Direttivo, vedo in voi il volto di chi dona con generosità il proprio tempo agli altri. Il volto di chi non si arrende al 41esimo km.
Cari Soci Supermaratoneti, ognuno di Noi ha mille chilometri di storie da raccontare e ancora mille da correre. Sogno un popolo delle lunghe sempre più libero, sicuro e solidale. Un Club che si senta davvero comunità e che corra ogni domenica verso un futuro di successi e nuove emozioni.


