“SOLO CHI NON FA NON SBAGLIA MAI” (ma talvolta si sbaglia anche se non si fa nulla)

Con Paolo abbiamo quindi cominciato a pensare a fare qualcosa che chiamasse a raccolta tutti i Soci del club per dare un contributo a chi si prodiga per curare questa malattia e, nel frattempo, anche sollevare il morale: facciamo chiarezza, non soltanto perché le maratone ci mancano (saremmo bugiardi nel dire che non ne sentiamo la mancanza) ma soprattutto perché ci manca la partecipazione, la vicinanza, lo stare insieme. Purtroppo abbiamo un Presidente che tende a moltiplicare tutto (non certo pani e pesci) ma Maratone ed Ultra (4 Ortathon, 10 in 10 Marathon, 20 Maratone in 10 giorni, 20 Maratone in 20 giorni), per cui ha tirato fuori dal cilindro l’ennesimo multiplo escogitando le 11 Maratone della Speranza.

Naturalmente siamo stati d’accordo nella necessità di garantire il rispetto delle ordinanze del Governo, e soprattutto il rispetto del lavoro di chi si da da fare ogni giorno per fare in modo che questa emergenza finisca al più presto. Quindi fino a quando vige il principio “Io resto a casa” le 11 Maratone della Speranza saranno fatte secondo il principio di: “Io mi muovo in casa”. E pertanto la strategia da adottare in casa sarà: “chi vuol correre e allora corra, chi vuol camminare e allora cammini, chi vuol rotolare e allora rotoli, chi vuol stare fermo e almeno si agiti”. L’importante sarà dare il proprio contributo e creare questo legame che ogni settimana ci farà sentire ancora come se stessimo correndo insieme. 

E che ho fatto io ? Avevo già da tempo smosso tutti i mobili (non tanti davvero) per creare un percorso andata e ritorno di 40 passi. Poi ho tolto una lampada che ingombrava l’ingresso di una camera e sono arrivato a 55 passi. Ho pensato di fare il dislivello scavalcando il letto, tanto vivendo da solo non corro il rischio di calpestare corpi o svegliare dormienti ma il pericolo di dare lavoro ai colleghi medici in ospedale, proprio in questo periodo che c’è tanto da fare, mi ha fatto desistere dal fare un percorso trail. Infine sono riuscito, con qualche sotterfugio, ad arrivare a 70 passi. Appena finisce il freddo apro le due porte della mia piccola terrazza ed avrò un passaggio all’aperto arrivando quindi quasi a 100 passi. (Ho un pò di timore a farlo perché rischio di essere impallinato da uno dei tanti cacciatori della zone che mi scambieranno per un canarino che svolazza sulla terrazza da una parte all’altra come un cucù dell’orologio). Ebbene questo sarà il mio percorso sul quale mi misuro già da tempo per raggiungere i canonici e salutistici 10.000 passi al giorno. Ce la farò a completare ognuno degli 11 appuntamenti ? Chi lo sa ma cosa importa. Sarà comunque bello alla fine, appena potremo di nuovo partecipare insieme ad una manifestazione, ripensare a quello che si è fatto. Da Psichiatra sono convinto che dobbiamo affrontare questo periodo mantenendo non solo la salute fisica, cosa che previene le malattie e  non aggravia di lavoro gli Ospedali ed i colleghi, ma mantenere soprattutto la salute della mente che ci farà ripartire in tutti i campi e settori, lavorativi, affettivi, artistici. Il futuro è un mistero, il presente è un dono (Oogway maestro di Kung-fu Panda).  Iniziamo a vivere il futuro utilizzando fin da subito il dono del presente.

 

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