Delusione quando Paolo Gino comunicava l’impossibilità di gareggiare.
Ecco però che il siciliano Aldo Siragusa proponeva un trail da correre in un
luogo che conosco ed amo come il Parco dell’Etna.
Parte così la trafila che spesso ho seguito: aerei, hotel, iscrizione.
Nel caso della Sicilia vi è dell’altro: lontani amici da visitare per
rivederci e riabbracciarci dopo questi periodi di forti preoccupazioni, o
come la programmazione della visita a luoghi che esistono solo in quella
splendida isola.
La gara: solitamente i discorsi tra noi atleti sono relativi allo sport;
questa volta si finiva quasi sempre a parlare di tutto quello che ci è
caduto improvvisamente addosso e che ancora ci condiziona.
Pensavo all’ultima gara corsa prima della quarantena e ad ora: quanti amici
non ci sono più, anche alcuni atleti.
Non riesco a dire a me stesso che corro anche per loro; loro sono morti e
non credo proprio che dove sono ora importi molto se disputo una corsa a
piedi.
Piuttosto conta sapere che non li dimentico.
Che la mia fede mi rassicura del fatto che prima o poi li rivedrò.
Che tutte le sofferenze che ancora segnano i discorsi e le espressioni di
molti non sono inutili; ha tutto un senso.
Che la vita è complicatissima, colma di sofferenze e di paure, dove la
pandemia è solo una delle tante sfaccettature di questa regola impossibile
da eliminare; e forse non sarebbe nemmeno giusto: vivere mi fa paura, tanta,
paura di morire, di soffrire, di vedere i miei cari andarsene a volte in
maniera difficile da sopportare.
Eppure è proprio lì dentro che trovo la motivazione di vivere e di farlo
sorridendo.
Come lì dentro, in quelle sofferenze, ansie e paure, trovo gran parte delle
motivazioni che mi fanno correre e spesso con un numero addosso.
Perchè reagire alle difficoltà, fosse pure ad una patologia virale come
quella che stiamo vivendo, mi rimette in riga, mi fa sentire in sintonia con
tutte le persone che ci sono state, ci sono e ci saranno a questo mondo.
Grazie al Club Supermarathon per l’iniziativa delle 20 Maratone della
Speranza, che mi ha fatto sentire vicine persone delle quali, altrimenti,
nemmeno saprei della loro esistenza.
Como, 13 agosto 2020



