di Vito Carignani


Certo, al termine di 8 Ore di giri in 1.299 metri, con saliscendi stressanti, è oltremodo burlesco, al limite di commedia goldoniana, il cimentarsi al ballo stornellante de “l’acqua te la funtana” in Piazza del Popolo dello splendido Borgo salentino. Parimenti ad un’Ultra del Gran Sasso, al ristoro del 25esimo km suonatori di chitarra battente ad intonare una pizzica indiavolata, che ballai in compartecipazione ad Angela Gargano. Momenti trascendenti dall’ ordinario, in assoluta empatia all’ ambiente circostante. Enrico Stefano, sul podio delle premiazioni, al pensiero della sua fisarmonica, che infonde, di sera la nostra musica agli amici podisti attraverso Facebook.
Al versante opposto la Piazza: un rettilineo placido, tranquillo, carente di suoni, rumori. Bello sarebbe alla Terza Edizione allocare un congegno mobile con emissione di musiche, suoni d’ambiente, luoghi diversi. Conforto, carica, allegria, slancio ali atleti. Arie, stornelli dei Cantori di Villa Castelli col loro mentore, compianto Vito Nigro, detto “Vituccio te l’imbreci”. Il Monumento Parlante della musica salentina Uccio Aloisi, accompagnato da Antonio Menegali. Le nenie poetiche di Matteo Salvatore di Apricena. L’ eterna freschezza ritmica del Canzoniere Grecanico Salentino del maestro Daniele Durante. La frenetica, ossessiva musica “Te Santu Paulu” dei Briganti di Terra d’ Otranto. “L’ Aria Caddripulina di Giuseppe Migali, di fama” Pino Zimba”. Teresa De Sio e le sue tammurriate. I Cantori di Carpino, chitarre battenti e la voce del centenario compianto Antonio Piccininno. Ancora Alfio Antico e la sua Sicilia con l’impalpabile battito dei suoi tamburi.
Storia, costume, gioia narrata, registrata in nastro antologico, sarebbe unico, splendido ricordo; alleviando impegno, fatica, incipiente torpore mentale con l’ascolto, in corsa, della nostra musica di tradizione.
Novantasei sono gli amici partecipanti tra le 6 ed 8 Ore. Hanno conosciuto, ammirato il Borgo, a cavallo tra il Finis Terrae di Leuca, le Serre Salentine, la rada di Otranto. Specchia, un tempo roccaforte idruntina a difesa, baluardo delle scorribande turche, terrore dei litorali adriatici sino alla fine del sedicesimo secolo. Perenne memoria gli 800 Martiri, i cui resti giacciono nel duomo della città più ad oriente d’ Italia: Otranto.
Ben 48, uomini e donne, arrivati al traguardo dell’Ultra Maratona. Il 50% del totale a dimostrazione che l’associazionismo podistico, in provincia, ha fatto insperati progressi, grazie al coraggio, esempio, impegno di pionieri quali Cesare Vernole, Mario Nachira, Sandra Buscicchio, Paola Tornese, la indomabile Alessandra Camassa, per citare i primi nomi tornatimi in mente.
E’ farne menzione, in uno alle Associazioni di appartenenza.
Barnaba Andrea, Bianco Antonio, Carella Roberto, Cocola Anna Lucia, Mazzeo Fiorentino Antonio, Pandelli Loredana, Panico Giuseppe, Serafini Antonio, Serra Angelo, Ugolini Luigino della ASP Podistica Soletun.
Carignani Vito, Giannone Antonio, Guacci Marco, Mancarella Gianni, Perrone Nunzio, Puscio Giovanni della Action Running Monteroni.
Albanese Emanuele, Candido Antonio, Carlino Maria Grazia, Mariano Mario Salvatore, Franco Beppe della Podistica Copertino e Caputo Antonio, Vetrano Maria Ivana, Natalizio Claudio Antonio della Nuova Atletica Copertino.
Morrone Andrea, Pascali Gianfranco, Rotondo Cesare, Tommasi Adriana de La Mandra Calimera.
Greco Giovanni Pasquale, Re Gabriele, Zollino Marcello della ASD Atletica Leverano:
Antonucci Rodolfo, Cataldi Carmela della Ass. Podistica Parabita:
Labriola Salvatore, Musarò Diego della ASD Podistica Campi Salentina.
Antonaci Tommaso, Crispino Maurizio, Marsella Lucrezia dell’Atletica Amatori Corigliano.
Palamà Patrizio Club Corre Galatina.
Margarito Franco, Previtero Mirko Atletica Taviano ’97.
Santoro Vito de La Mandra LE643:
De Giorgi Maurizio della AS Atletica Tricase
Pica Cesario della AS Atletica Taviano ’97 ONLUS
Stefano Enrico, il mio caro amico con la fisarmonica a “tracolla”, quando, di rado, non corre, della Casarun ASD.
Ultima, ma non ultima dei 48 salentini ultra maratoneti: Greco Pamela della Saracena Atletica.
Il Podismo si differenzia da tutti gli sport aggreganti. Ci consente di conoscere il mondo da viandanti, pur nelle umane personali diversità.
Appena la mattina arrivato a Specchia, incrocio l’M50 Fazio Giuseppe, parroco di Curinga, ridente Borgo collinare a 7 km dalla piana di Lamezia Terme. Un breve, intenso saluto, il comune ricordo di Cagnano Varano di Pasquale Giuliani, di San Giovanni Rotondo di Padre Pio, le mie confessioni in Santa Maria delle Grazie, di ritorno, la domenica dai sabati a Cagnano per le Ultra. Don Giuseppe, nella circostanza ultra maratoneta senza stola, due minuti prima della partenza, previo mio assenso, mi confessa in meno di un minuto, come fossimo al Confessionale e non in comunione con 52 ultra maratoneti, sulla linea del traguardo. Al contempo il pensiero volge a Don Luca Santoro, già parroco di Cagnano Varano, con cui ho corso più di un Passatore.
6/8 Ore in breve spazio da ripetere, appesantiscono oltre le articolazioni, man mano anche l’equilibrio celebrale.
Ho memoria di Tau Antonio, il Presentatore a commento delle gare, da quando era in calzoni corti.
A Specchia si è superato nel porre il continuo, massimo impegno in ogni passaggio. Ben eguagliando Paoletti Roberto d’ Abruzzo, animatore delle mie decine e decine di ultra per anni a: Putignano, Ascoli Satriano, Montecalvo Irpino, Lucera, Palagianello, Luco dei Marsi, Santo Stefano di Sessanio, Pescara, Curinga ed altro.
Il presentatore, naturalmente, per istinto partecipa all’umano calore, bellezza, unicità di un Borgo come Specchia.
Fatti 43 km, ho staccato mentalmente “la spina”. Ripetutamente evidenziata la presenza in gara di don Fazio a commento, mi è venuto spontaneo sollecitare al microfono il gemellaggio tra Specchia e Curinga. Borghi distinti, che identificano il Meridione nella sua storia millenaria. Tau ha girato la richiesta all’ Assessore allo Sport.
Apice dell’evento le premiazioni suffragate sino alla fine dalla Sindaca Anna Laura Remigi, Ass. allo Sport Placì Nicolina e Presidente della Pro Loco Ungaro Antonella.
Ben ha fatto, infine, Massimo Faleo a garantire l’impegno del Club Supermarathon Italia per gli anni avvenire. Specchia lo merita. Ha tutto per attirare, accogliere nel suo territorio, ambiente, naturale bellezza: visitatori, comitive, genti in visita sino all’estremo Capo di Leuca.
Il tutto non poteva, non aver termine con una pubblica cena conviviale.
Arrivederci, certi che il prossimo anno saremo presenti e sempre più numerosi.
Un particolare invito agli amici super maratoneti extra-pugliesi.
Alla prossima edizione 2024, venite. Ne vale la pena.


