Stadio delle Palme, la pista dei record

Alla 7^ Edizione di quest’anno, disputatasi il 24 e 25 novembre, c’era anche una televisione svedese che ha ripreso minuto per minuto la prestazione di Maria Thomsen (127,072 km) e Silvio Cannava (108,460 km). Completavano la legione straniera il tedesco Hugo Werner Braun (141,454 km) ed il ceco Vlastimil Dvoracek (165,946 km). Mai come questa volta, l’isola sarà loro sembrata come la terra dell’eterna primavera per la giornata soleggiata e per la coreografica posizione dello stadio, situato ai piedi del monte Pellegrino. Gli stranieri, latitanti nelle 24 ore della penisola, vengono anche per essere la competizione ben organizzata da Luigi Stella.

foto 2Gli svedesi tornano a casa con la conferma del gradevole clima dell’isola e, ci auguriamo, con un pregiudizio in meno: all’operatore televisivo svedese gli sono stati consegnati, da parte di chi li aveva trovati, i 15 Euro che distrattamente aveva smarrito.

Si conferma pista velocissima, questa di Palermo, per l’alto coefficiente di elasticità. A chi non è abituato, può riservare risentimenti muscolo-tendinei per l’abnorme stress biodinamico cui vengono sottoposti. A chi è allenato, dà una spinta che si capitalizza in un buon riscontro chilometrico.

Primati personali sono stati abbattuti come birilli, in questa edizione valida quale Campionato IUTA della 12 e 24 ore su pista. Di alto valore tecnico la gara più lunga in cui Tiziano Marchesi, con 246,190 km, ha migliorato il record della manifestazione e quello personale. Anche Stefano Montagner, giunto secondo con 227,315 km, ha realizzato la sua migliore prestazione. Al terzo posto, con 201,943 km, Daniele Baranzini, autore di una gara generosa. Fino alla 17^ ora, aveva un vantaggio di circa 4 km su Tiziano; poi ha accusato problemi reattivi ad un ginocchio, ed alla 19^ ha ceduto la prima posizione. Ho visto da vicino la sua gara, ed è stato proprio quando ha deciso intelligentemente di ritirarsi che mi sono convinto essere destinato a grandi cose in futuro.

foto 3Superlativa la gara di Luisa Zecchino che, alla sua prima esperienza, ha macinato 203,319 km, prima donna e terza assoluta. Che fosse fisicamente portata per le lunghe distanze, ne sono sempre stato certo, per cui il primato italiano della 48 ore, conseguito in piena estate sul difficile percorso del lago Pantano, non mi aveva sorpreso. Non potevo mai pensare che un’atleta amante dei deserti e delle corse in ambienti naturali avesse una testa più dura della dura monotonia della pista. Ed è in questo senso che va giudicata la prova, al di sotto delle aspettative, di Simonetta Castelli (97,208 km). Per Luisa si dischiudono le meritate porte della nazionale.

Il risultato della forte atleta di Massafra appare ancora più interessante quando si pensa che non ha avuto stimoli. La leggera e bravissima Rossella Verzelletti, giunta seconda, ha fatto segnare 171,064 km. Al terzo posto Maria Bellato che, camminando ininterrottamente per 154,036 km, ha stabilito la migliore prestazione italiana MF/60; mi ha molto ricordato la tedesca Martina Hausmann. Quarto posto per Marinella Satta con 151,603 km e migliore prestazione italiana MF/55.

foto 4La 12 ore è stata vinta da Salvatore Piccione (99,899 km) ed Elena Cifali (82,428km).

Lo spettacolo era cominciato alle ore 10:00 di sabato. Sotto lo sguardo arcigno del monte Pellegrino, hanno preso il via 39 ventiquattroristi, che hanno occupato le tre corsie esterne; alle 10:30, è stata la volta delle staffette 12 x 1 ora, che hanno occupato quelle interne. Era tutto un via vai continuo di atleti che correvano in senso opposto senza mai scontrarsi e mai giungere all a meta.

Alle 20:30, la musica dei loro passi e del loro ansimare è stata sommersa dal chiasso dei tifosi della partita di calcio Palermo-Catania, dai botti e dall’elicottero che sorvolava la zona, mentre i fumogeni rendevano l’aria pungente.

Alle 00:00, nelle corsie interne, liberate dagli staffettisti, si sono dispersi 6 ammirevoli dodicioristi.

C’è stato anche spazio per la ricerca scientifica. Le atlete hanno compilato un questionario mirato all’identificazione e valutazione dei fattori metabolici nelle ultramaratonete e gli effetti dell’andamento del ciclo mestruale sull’allenamento e sulla prestazione delle donne.

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