Con l’adesione al Club Super Marathon Italia, si sale un gradino più in alto, si fa parte di una associazione specialistica, d’èlite, di nicchia. Se si privasse di questa etichetta DOC, sarebbe incomprensibile per un maratoneta della Sicilia o dell’Alto Adige far capo a Forlì. Questo “brand”, creato da Sergio Tampieri, abbiamo il dovere di proteggere e mantenere puro.
Chi propende per l’entrata con qualche maratona soltanto, parla d’altro, e non so proprio come giustificherebbe l’impegnativo titolo di “Supermaratoneta” acquisito.
Per quanto riguarda le donne, non sono contrario che possano farne parte con 50 maratone, ma lascerei decidere a loro se godere di un simile privilegio.
Trovo sgradevole apprendere che il ritorno alle 100 maratone sia dettato dall’esigenza di ridurre il numero dei soci: troppi iscritti danno troppo lavoro ai componenti del Consiglio Direttivo!
Pur lodando il gran lavoro fatto da chi ha dato la nuova forma societaria al Club, appare evidente che alcune cose vadano migliorate e semplificate. Il nostro Statuto è così completo da andar bene anche ad una multinazionale, mentre siamo quattro amici al bar. Se fosse ridotto a qualche paginetta, oltre ad essere adeguato ai nostri reali bisogni ed essere letto più facilmente, snellirebbe le procedure.
A titolo di esempio, vi rendo edotti del percorso tortuoso che deve fare una domanda d’iscrizione al nostro Club. Si riempie un modulo d’iscrizione più lungo di un lenzuolo, in cui è richiesto, fra l’altro, la professione (!), la copia della Carta d’Identità (!), ecc., che va inviato al Segretario amministrativo, che lo invia al Presidente, che a sua volta lo invia al Segretario tecnico (!), il quale soltanto sarebbe in grado di giudicare se ci sono tutti i requisiti per essere la domanda accettata. Il Segretario tecnico, mediante una complicata equazione matematica, gli attribuisce un numero d’iscrizione lungo quanto una targa automobilistica, che nella pratica non serve a niente. A norma di Statuto, il Consiglio Direttivo si riunisce e formalizza l’iscrizione. Il Segretario tecnico mette in bella copia su una pagina di excel tutti i dati del nuovo iscritto (lavoro che fa molto bene) e quando si ricorda la invia al Responsabile del sito web per essere inserita nella pagina “Noi Protagonisti”, che arriva quando l’anno sociale è finito.
E’ un criterio ottocentesco per il quale un consigliere deve controllare l’altro, e alla fine, se ci sono errori, la colpa è di tutti e di nessuno. Ciascun consigliere deve completare fino in fondo il lavoro di cui è responsabile! La figura del Segretario tecnico è un lusso che un piccolo Club non si può prendere.
Per quanto riguarda il Regolamento, il nostro Club non può che fare riferimento alle norme FIDAL, pur essendo innegabile che i tanti lacci e lacciuoli imposti non sempre favoriscono la pratica sportiva. Molte norme, come quella della distinzione fra gare agonistiche e non agonistiche, sono aleatorie, altre ubbidiscono a criteri corporativi ed altre ancora sono franche vessazioni fiscali. Lo stesso certificato medico, che deve essere redatto da un medico specialista (mentre si può diventare primario di cardiochirurgia senza essere specialista) di una struttura pubblica (in contrasto con la normativa europea), non fa altro che intasare il SSN (solo il 3/% viene ritenuto non idoneo), mentre dovrebbe essere responsabilità esclusiva del maratoneta presentarsi alla partenza in perfette condizioni fisiche.
Sono del parere che anche soggetti privati possano organizzare maratone, beninteso sotto l’egida del Club Super Marathon Italia, per dimostrare che si può fare sport riducendo al minimo le pastoie burocratiche. Il Club, in questi casi, deve dettare esclusivamente norme tecnico-agonistiche, senza interferire sulla responsabilità civile degli organizzatori, i quali possono avvalersi di una dichiarazione liberatoria da parte degli iscritti.
A contraltare della povertà di obblighi amministrativi, agli organizzatori viene richiesto un innalzamento del contenuto atletico, per cui il limite di tempo massimo delle maratone di media difficoltà viene portato a sei ore.
Non dimentichiamo che la maggior parte di queste gare “private” sono organizzate per battere record, per entrare nelle premiazioni di fine anno sociale, ecc. Ebbene, vuoi battere il record? Te lo devi sudare! Troppo comodo farlo passeggiando! Ma a Roma non danno otto ore? Allora, vai a Roma! Nelle maratone in serie, dopo la prima non ce la farei a stare nelle sei ore! Bene, fanne solo una!
Il comma N° 3 del Regolamento sotto riportato disciplina le maratone organizzate da soggetti privati. Permette ai maratoneti italiani di non continuare ad essere penalizzati rispetto agli altri Club europei e, nello stesso tempo, evita alcune loro distorsioni.
Molte obiezioni possono essere fatte a questo Regolamento, ma non può essere accusato di essere stato costruito ad personam. Data la mia età, le sei ore cominciano a stare strette anche a me!
REGOLAMENTO (di Michele Rizzitelli)
- Per l’ammissione nel Club come Soci Atleti, gli uomini devono aver completato 100 maratone, le donne 50 maratone.
- Per essere ritenute valide, le gare devono soddisfare i seguenti requisiti:
- Essere riconosciute dalla FIDAL o altri Enti ad essa riconducibili.
- Avere un chilometraggio uguale o superiore a 42,195 km.
- Essere aperte a tutti.
- La partenza deve essere unica.
- Il Socio deve comparire nella classifica ufficiale della gara. Accanto al suo nome non devono apparire diciture del tipo “fuori tempo massimo”.
- Gare organizzate da singoli individui o enti non riconducibili alla Fidal, per essere riconosciute ai Soci, devono avere un Regolamento pubblicato in rete, che deve soddisfare i seguenti requisiti:
- Essere conforme ai punti 2, 3, 4 e 5 dell’articolo precedente.
- Essere pubblicizzate almeno un mese prima dell’inizio dell’evento.
- Tempo limite di 6 ore nelle maratone di media difficoltà, dilatabile in quelle molto impegnative.
- Deve essere presente almeno un giudice di gara.
- Per le gare all’estero, valgono le norme del paese ospitante.
- Soddisfatte tutte le precedenti condizioni, possono essere conteggiate come gara unica:
- Maratone, ecomaratone.
- Ultramaratone
- Trail
- Gare a tempo (6-8-12-24-48 ore, 6 giorni, 8 giorni, 10 giorni).
- É possibile conteggiare ultramaratone, trail, ecc. non completate, esclusivamente nel caso in cui siano raggiunti traguardi intermedi certificati dall’organizzazione e riportati nella classifica ufficiale.
- Il Consiglio Direttivo, sentite le parti, ha il diritto di cancellare una gara in cui il Socio non abbia mantenuto un comportamento idoneo o la stessa gara non soddisfi tutti i requisiti su menzionati.
7) Entro il 15 gennaio, il Socio è tenuto ad inviare al Segretario tecnico l’elenco delle gare completate nell’anno precedente in formato Word, Excel o Openoffice, oppure riportate nel testo di una e-mail confacente alle tabelle allegate. Le gare devono essere elencate secondo un ordine cronologico con data, nome della gara, luogo, tempo impiegato con ore, minuti, secondi e chilometri percorsi.


