Forse Davos non è cambiata. Al Centro del Canton Grigioni, è uno dei gioielli delle Alpi Svizzere, una stazione che vanta una lunga tradizione tanto che, ricchi e nobili, nel diciannovesimo secolo, la elessero come méta prediletta per trascorrere le vacanze sulle sue nevi ed è oggi una famosa località termale dove praticare moltissimi sport. Sede ufficiale di Coppa del mondo di sci nordico e sci alpino. Qui si contano 58 impianti di risalita, 320 km di piste da sci, 75 km di piste di sci nordico, tre piste per slittino e tante per l’hockey su ghiaccio. Addirittura anche alla fine luglio con 34 gradi (eccezionali) abbiamo visto un mega campo di pattinaggio su ghiaccio all’aperto e una pista di salto in centro città con neve vera.
In questa cornice si è svolta la Swiss Alpine Marathon. Un florilegio di gare con varie lunghezze e dislivelli.
La gara denominata K78 di 77,5 km +/- 2650 m che nel sito definiscono “World’s biggest ultramarathon and an ultimate challange”. Con 21 km di corsa in alta montagna. Finisher 732 uomni, 144 donne.
La gara denominate K42 di 42,2 km + 1840 m/- 1680 m citata come la Maratona più alta di Europa. Finisher 757 uomni, 280 donne.
La gara denominata C42 di 42,2 km + 1010 m/- 1170. Novità e descritta come maratona culturale da Davos a Bergün piena di atmosfere in una splendido scenario naturale che io ho fatto, anche se alla fine sul Garmin il dislivello ha segnato + 3017 m. Finisher 161 uomni, 96 donne.
Altre gare in programma: K30, K21, K10, walk21, walk10, mini. Queste tutte attorno a Davos e che hanno animato per tutto il giorno la città con migliaia di participanti.
Una festa che comincia la sera prima con le vie del centro prese d’assalto da migliaia di runner da tutto il mondo. La via centrale diventa una Fiera con ogni leccornia e ben di Dio. Concertini ed esibizioni di qualsiasi sport.
La partenza della gara alle 7:00 da Davos per la K78 (max h 14), C42 (max h 7.30) e la K30. Mentre la K42 parte da Bergun alle 11:00 (max h10).
La giornata è splendida, del Club siamo io, Piero e Franco che facciamo la C42 e Claudio che si butta sulla K78. Incontriamo anche Hans, un simpatico tedesco che ha già fatto 8 edizioni di K8 e che partecipa a molte corse in Italia. Si parte. Giro della città tra ali di folla nonostante l’ora. Poi appena fuori si comincia a salire per la prima ripa che ci porterà fino a Spina tra splendidi alpeggi. Poi giù a perdifiato fino a Molstein. Qui comincia il tratto più bello in mezzo alle gole del fiume Landwasser. Tra gallerie, burroni, cascate, ponti in pietra su cui passa il Glacier Express, il trenino delle Alpi su cui, se sopravviveremo, torneremo indietro a Davos. Finite le gole si entra in un bosco. Poi dopo Finitura, al km 31, ultimo ristoro e si sale per un sentiero proibitivo. Gli ultimi due km sono in leggera discesa. E finalmente si arriva a Bergun. Devo dire che questi 11 km senz’acqua con 30 gradi in salita non sono stati uno scherzo, e qualche cosa in più potevano fare (anche perché l’iscrizione costa solo 150 Euro). Comunque siamo arrivati. Bello tornare indietro a Davos con lo stesso treno che abbiamo dribblato per ponti e valloni all’andata. Arriviamo a Davos dove tutto l’enorme piazzale davanti al Palazzo dei Congressi è preso d’assalto dai partecipanti alle gare più corte. Intanto arrivano i primi della K78 e K42 complimenti!
Alcune curiosità:
Dove siamo arrivati a Bergun c’è un interessante museo sul treno Glacier Express http://www.rhb.ch/Glacier-Express.2190.0.html?&L=1&gclid=CLDLxtyZ07gCFUVb3godpl0Axg
Per quanto rigurarda gli sport invernali, non si ammirano solo in pista o in TV ma, per chi volesse avere nozioni storiche e tecniche, a Davos ampio spazio è dedicato al museo degli sport invernali, il Wintersport-Museum sito nel vecchio ufficio postale al cui interno si possono ammirare i documenti e la storia delle attività sulla neve, dal bob al curling, dal loro inizio ai giorni nostri.
http://www.wintersportmuseum.ch/
La località è nota in tutto il mondo perché da qualche tempo ospita l’annuale Forum Economico Mondiale, un incontro fra i principali dirigenti politici ed i principali esponenti economici.
Per chi come me è alla ricerca della Montagna Incantata di Thomas Mann.
http://it.wikipedia.org/wiki/La_montagna_incantata
E’ meglio che se la ricordi cosi’ come una foto ingiallita, una istantanea struggente del tramonto della Belle Époque prima dell’avvento della modernità: rumorosa, sanguinaria, perversa, efficiente, frenetica, spietata. Il Sanatorio Internazionale Berghof è abbastanza chiaramente un’allegoria della cultura europea con le sue contraddizioni, i suoi vizi, la sua decadenza, le sue malattie: c’è il borghese arrivista, il reazionario moralista, il voltairiano anticonformista; ci sono il materialismo, il Romanticismo e la psicoanalisi nascente; ci sono infine pacifismo e militarismo alla vigilia della tragedia immane della I Guerra Mondiale.
Il Sanatorio Internazionale Berghof non esiste più, al suo posto è sorto un albergone. Ho trovato questo vecchio articolo sul Corriere delle Sera che ne decreta la fine e la “gloria”.
http://archiviostorico.corriere.it/2004/novembre/20/Chiude_sanatorio_della_Montagna_incantata_co_9_041120001.shtml
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