TANTO PENSATA, FORTEMENTE DESIDERATA

e nonostante non vi abbia mai partecipato,

ne conosco il percorso tanto agognato.

Mi immagino emozionato davanti al canale,

che il genio di Leonardo ha reso reale,

immerso con la mente tra le antiche imbarcazioni

che sprigionano suggestive emozioni.

Sono pronto ad affrontare l’”Impresa”

una delle più dure al mondo

e tra gli altri ultramaratoneti mi confondo;

parto con le voci della gente che incita in coro

e penso già al primo ristoro.

Fra le colline e le valli variopinte che stregano la mente

al primo Colle, il Polenta, arrivo agilmente.

La paura dell’ignoto mi attanaglia

ma affronto la fatica con il sole che mi abbaglia.

Al di là di ogni più rosea previsione

scollino e in seguito mi avvicino al BarBotto

Qui la pendenza si fa sentire e tra i tornanti

nel buio della notte

la bellezza della luna mi fa ammutolire.

Nella testa risuonano le parole di Cremonini

e vorrei la sua Vespa Special per avere le ali sotto i piedi

e affrontare senza crolli

l’up and down degli ultimi Colli.

Stringo i denti raccolgo l’energia

penso al traguardo con bramosia.

L’ultimo colle, il Pugliano, è ormai alle spalle

e sto scendendo verso la valle.

Ancora una volta la fatica è ripagata dal paesaggio,

che come sempre è simile a un miraggio.

Sarà davvero “Oltre la speranza”

credere di poter coprire una tale distanza?

Prima o poi lo dovrò appurare.

Resto con i chilometri, 202,400,

non nelle gambe ma nella testa

con l’idea di emulare le gesta

di tutti coloro

che della nove colli ultramarathon

hanno conquistato “IL SOGNO”.

2020 05 19 123701

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche