


Ore 16 del 29 novembre giunti al Bed di via Veneto n. 213. Dalla strada sbattuti al sesto piano per incanto. Tonio Specchia ad operare combinazioni virtuali alle serrature quasi novello Don Chisciotte con me, Sancho Panza, assistere estasiato alle operazioni di apertura. A giusta causa Miguel de Cervantes fa dire a Don Chisciotte: “combattiamo contro tre giganti, mio caro Sancho: l’ingiustizia, la paura e….. l’ignoranza”.
Socrate a rincarare: “non aver paura di ammettere la tua ignoranza”.
Da data remota chiudere i 42,195 km in 6 ore: pura utopia per me. Nemmeno a vendere l’anima al diavolo. Lo scorrere del tempo, che riduce capacità competitive, non mi consente l’andar” oltre la siepe del leopardiano Infinito. Il regolamento della Gara ad imporre 02: 45 il limite alla mezza e 03:50 al trentesimo, accentuano i timori.
La vigilia del “di’ di Festa” non proprio dolce e chiara, come cantata dal Poeta”, ormai volge alla sera. I morsi della fame fanno reclamare lo stomaco vuoto; tutto prenotato. Con Tonio vagare, percorrendo ampie vie dagli imponenti, uniformi palazzi Siamo nel quartiere Paolo VI, col contesto edilizio proteso verso l’entroterra. La grande Industria ha modificato il plurisecolare assetto urbano, a scapito del millennario legame col mare; nonché l’origine magnogreca di Taranto, fatta di tradizioni, lingua, etnia.
Approdati in piena disponibilità del Gestore alla pizzeria “Mamma Mia”, al conforto di caraffa di birra ad Antonio e calice di vino rosso a mio favore.
Il mattino della domenica, fatti 800 metri, ecco i Giardini Virgilio, partenza della maratona. Simone Lucia, presidente della GPDM Lecce, venirmi incontro abbracciandomi. Trasportato dal Suo calore umano, incoraggiamento, supero il senso di smarrimento alla vista di tanta marea di gente.
Partenza scorrevole in retroguardia, ampi viali prospicienti il Centro Storico. Andatura costante sino a zona Arsenale. Percorso tecnico, impegnativo, tuttavia appetibile al passaggio del lungo tratto all’ interno comparto Aeronautica Militare, segnalato con dovizia dalla composta presenza di avieri in postazione. Appresso il verde intenso, ricco, rigoglioso del Parco Cimino, 2, 5 km di tranquillità, freschezza, lussureggiante verde.
Dal 13esimo al 28esimo continuo viavai di maratoneti tra campi fioriti. Profumi, odori benefici atti a ridurre lo stress, oltre che a stimolare la concentrazione.
“21 km, il giudice di gara, lo stesso della 8 Ore di Palagiano, prevede il mio tempo finale tra 5 ore e 05:10. Ringrazio, riandando a Pietro Metastasio e la sua………Quanto è bella giovinezza, che sen fugge tuttavia……… ancora meglio al Faust…. Con l’anima venduta al Diavolo.
Fuor di metafora: maratona chiusa in 05:58:29.
Di seguito verso il 30esimo km, proseguire vagando in super strada come Franco Citti senza meta e con una padella in testa per cappello, nel mai dimenticato capolavoro di Pasolini: il film Edipo Re.
Ultimi tre km attraverso la Base Navale- mar Grande, con vista: Fregate, Cacciatorpediniere ed altre unità operative.
Esemplare maratona, cospicuo impiego di Forze dell’Ordine, Gruppi di Volontari a presidio, sicurezza del percorso. Rivengono alla memoria le tre Maratone del Riso a Vercelli con i Cavalleggeri di Pinerolo in tuta mimetica al controllo delle ampie rotonde tra gli acquatici campi di riso.
Se si vuole, si ottengono risultati fuori dal comune.
La Nuova Atletica Taranto, condotta da Presidente Vincenzo De Benedetto, ha palesato eccezionale carica umana verso tutti gli atleti, senza differenze tra i primi e gli ultimi arrivati.
Banane fresche ai ristori. Utili in gara in quanto ricche di fibre, potassio, vitamina B6.
Ringrazio Tutti; commosso all’ arrivo per l’affetto dimostratomi. Caloroso applauso di Gruppo e le due atlete, nel ridarmi il borsello con gli indumenti decise a fare un self assieme.
502 classificati con 32 salentini. Non da poco alla prima edizione di una maratona assente da Taranto da 75 anni.
Auguri di buona salute a tutti.











