a) allenamenti eseguiti con scarsa gradualità;
b) calzature inadatte;
c) terreni inadatti;
d) allenarsi o partecipare a gare senza fare il riscaldamento;
e) alimentazione scorretta;
f) non eseguire esercizi di allungamento (stretching).
La prima operazione da fare quando si crede di avere la tendinite, è quella di interrompere gli allenamenti e applicare del ghiaccio sulla parte interessata, per lo meno tre volte al giorno, per almeno 5 minuti. Si può utilizzare la comune borsa del ghiaccio. Altrimenti si può mettere un bicchiere pieno d’acqua dentro il freezer: quando l’acqua è divenuta ghiaccio, si rifila il bordo superiore del bicchiere, affinché ne rimanga fuori una parte di ghiaccio, lasciando il resto del bicchiere per poterlo tenere in mano. Sarà questo lo strumento per fare l’impacco di ghiaccio.
Nel caso in cui dopo tre o quattro giorni di riposo e impacchi di ghiaccio, non si avverte alcun miglioramento, allora bisognerà recarsi da un medico sportivo, che ci sottoporrà alle cure del caso. La prassi in genere è quella di eliminare prima l’infiammazione con applicazione di laser, ultrasuoni, laser, tecar, massoterapia o antinfiammatori orali. In casi di non soluzione del problema ‒ quando questo interessa il tendine d’Achille ‒ alcuni ricorrono all’intervento chirurgico. In ogni modo anzitutto sarà importante aver individuato la causa del malanno.
Quando la tendinite sarà guarita, prima di riprendere le sedute di corsa, sarà utile sottoporsi ad alcune sedute di ginnastica propriocettiva e di potenziamento dei muscoli del tendine infortunato. La ginnastica propriocettiva ha lo scopo di recuperare i riflessi di quei punti sensitivi situati sui tendini, sulle capsule articolari, che trasmettono, attraverso le vie nervose afferenti, sensazioni che regolano la posizione e l’atteggiamento del corpo e delle sue parti, mediante l’esecuzione di esercizi eseguiti in posizione instabile, utilizzando tavolette mobili.


