Sul viso di Angela è tornato il sereno, per essere, ieri sera, arrivate le sue valigie. Ha perso un po’ di tempo a metterle in ordine, ma la sua prima giornata di gara è positiva. Tutto quello che viene oltre i 100 km giornalieri, è un successo: o meglio, lo è già essere presente ad Atene. Aldo Maranzina, allo scoccare della 24^ ora, ha fatto segnare 136 km.
A differenza della 1000 km, dove prima si finisce prima si va a casa, nella 7 Giorni si è condannati a correre per sette giorni. Per essi, è andato via realmente un settimo della loro fatica. Una donna sola al comando: l’inglese Sharon Gayter con 174 km. Al 2° posto il greco Anagnostis Kokonias (135), 3° l’australiano Christian Stoloviz (128), 4^ l’altra donna in gara, l’olandese Ria Buiten (119).
E’ prematuro accennare a previsioni. Il tedesco Schwerk va come un treno, ed è verosimile che se ne torni in Germania prima della vincitrice/vincitore della 7 Giorni.
Viene facile, in compenso, tratteggiare i profili dei concorrenti. Ci sono i nottambuli, che corrono prevalentemente di notte; i diurni, che corrono preferibilmente di giorno; gli ibridi, un po’ degli uni e un po’ degli altri. Fra i nostri, Aldo Maranzina è un nottambulo puro; Angela Gargano è una diurna, anzi solare.
Il tempo si mantiene bello, il vento moderato e la temperatura fresca. Il sole picchia forte solo fra le 11.00 e le 16.00.
L’organizzazione funziona, ed i responsabili si fanno in quattro per soddisfare le esigenze di atleti e accompagnatori.
Qualcuno (italiano) si lamenta del cibo: “Ho pagato 500 Euro per queste schif.”.


