The 6th International Ultramarathon Festival – Atene – (dopo il 7° giorno)

Nella gara delle 72 Ore, ha vinto Ming Shen Wu (408,708 km), uomo di Taipei, con soli 16 km di vantaggio sulla connazionale Shu Min Huang (392 km), giunta seconda.

Nella 7 Giorni, la britannica Sharon Gayter (750 km) s’è preso il lusso di correre soltanto per sei giorni. L’australiano Christian Stoloviz, secondo, in sette giorni di corsa, è riuscito a capitalizzare 701 km.

C’è già il vincitore della 1000 km maschile. E’ il norvegese Sjavic Trond in 7 giorni, 6h. 28m.24s. Nella notte, potrebbe terminare la sua fatica anche il tedesco Wolfang Schwerk. Gli altri avranno ancora da patire sotto il sole. Questi i passaggi delle donne allo scadere della settima giornata: Sarah Barnett (753 km), Martina Hausmann (742 km), Angela Gargano (616 km), Marthie Britz (600 km) e Michelle Fookwe (501 km).

Non esistono ricette miracolose per poter ben figurare nella lunghissima distanza. Una volta consapevoli di possedere un motore diesel, bisogna metterlo nelle condizioni di esprimersi al massimo. Si richiede molta testa, nel senso nobile del termine: averla saggia. E’ la virtù che permette un’oculata gestione delle proprie risorse energetiche. In queste gare antifisiologiche e disumane, non è detto che la spunti chi è in possesso di una cilindrata maggiore, quanto piuttosto chi sa sfruttare compiutamente il proprio motore. Vince chi non fa errori, o ne fa meno dei concorrenti. La saggezza fa prendere decisioni giuste nei momenti di crisi. Consiglia di fare la gara su se stessi, non su quella degli altri. Solo nella parte finale, ti impone di guardare in faccia l’avversario per lottare spalla a spalla. E’ d’obbligo la modestia e l’umiltà. L’eccessiva fiducia nei propri mezzi ha giocato un brutto scherzo a Wolfang Schwerk, che s’è messo a volare nei primi giorni. Evidentemente, i 1000 km gli saranno sembrati una scampagnata rispetto alle 1000 miglia, vinte da lui lo scorso anno su questo stesso terreno.

Non esistono neppure diete speciali, tantomeno miracolose. Bisogna soltanto non fare errori di nutrizione. Importante è assecondare il proprio organismo per non farlo trovare in debito di liquidi, sali, lipidi, glucidi e protidi. Ben sapendo che non potranno essere somministrati in quantità adeguate al dispendio energetico, perché le perdite sono altissime in queste competizioni. E’ necessario attingere dai depositi che, alla partenza, devono trovarsi nelle condizioni ottimali, per poter spillare energia fino all’ultimo chilometro dall’ultima molecola lipidica.

E’ scesa la notte sul vecchio aeroporto di Atene. Nel circuito girano silenziosamente soltanto quelli della 1000 km, ormai ridotti in pochi. Hanno giurato di correre fino all’ultimo secondo.

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