Cominciamo ……
Angelo Squadrone sei il mio idolo, l’esempio per tutti noi supermaratoneti, il faro che ci indica la retta via.
Alla Maratona di Gran Canaria sei caduto accidentalmente durante la gara, causa la tua estrema educazione. C’erano centinaia di bicchieri vuoti per terra lungo il tracciato, ma tu hai voluto metter il tuo bicchiere nell’apposito contenitore. Hai dovuto salire sopra uno scalino non ben visibile, e nelo scendere sei caduto a terra, sbattendo violentemente la testa. Il sangue colava a flotti, l’occhio era diventato un pallone e nella ferita si vedeva l’osso del cranio. Roba da far svenire! Atleti in corsa e spettatori a mettersi le mani nei capelli. Sono subito arrivati i soccorsi e, visto che la situazione si faceva drammatica, volevano che Angelo si ritirasse. Allertata l’ambulanza, tutto era pronto per l’esodo verso l’ospedale.
C’era un problema però, Angelo Squadrone, un giovanotto di appena 87 anni, non ne voleva assolutamente sapere. Come il mitico Rocky Balboa, diceva: non fa male, non fa male! Fortunatamente è arrivato dalle retrovie un Angelo, cioè Caterina Lazzarotto, che dopo aver corso il rischio di svenire vedendolo in quelle condizioni, ha preso subito in mano la situazione e garantito allo staff che lo avrebbe seguito passo passo fino all’arrivo. Se poi avesse notato segni di svenimento od altro, avrebbe chiamato per telefono i soccorsi.
La corsa è allora continuata, sangue ed arena lungo il tracciato, folla in delirio. Ed eccoci all’ultimo round, cioè all’arrivo, con Angelo e Caterina, le braccia alte verso il cielo. Neanche il tempo di fare pio, e subito un’ambulanza l’ha caricato di peso e, neppure a farlo apposta, portato all’ospedale Santa Caterina. Da una Caterina all’altra, entrambe “Sante”!
Ho tagliato il traguardo con l’amico Ferdinando Gambelli, ignaro di tutto. In qualità di capo gruppo della gita da me programmata sull’isola con altri 50 amici e supermaratoneti, sono stato subito allertato.
Di corsa ho preso un taxi e con gli inseparabile amici del luogo, Gianni e Natalia, lei canarina verace, lui canarino d’adozione, mi sono recato all’ospedale dove abbiamo trovato il fratello di Angelo, Michele Squadrone, generale in pensione (per inciso, pure Angelo è un ex militare, colonnello dei paracadutisti).
Michele, che fa parte della comitiva, pur valente atleta, nei suoi 80 anni non ha mai partecipato, per scelta, a gare agonistiche. Era ad aspettare il fratello all’arrivo ed era salito con lui in ambulanza per fargli compagnia. Era in attesa dei risultati, visite mediche, raggi, prime cure e punti di sutura. Dopo un’altra ora di attesa, è apparso SuperAngelo, con la parte destra del viso, occhio compreso, completamente tumefatta e parzialmente fasciata. Sorridente, come se nulla fosse successo, ci ha raccontato che ci sono voluti ben 11 punti di sutura e fortunatamente l’occhio si é salvato.
I medici non volevano dimetterlo, ma lui ha firmato prendendosi tutte le responsabilità.
– Papà, scusa se ti ho fatto stare in pensiero!! – Mi chiama così, perché tutte le attenzioni che ha ricevuto da me in questi anni gli ricordano quelle di suo padre.
Il giorno prima mi aveva tenuto il broncio: avevo brontolato perchè si era fatto rubare il giornale Gran Canarias 7, che lo beatificava a pagina intera per le sue imprese. Poi avevamo fatto pace e gli avevo dato in regalo una merendina!
Rientrati in Italia il giorno dopo, si è messo subito in macchina e ha guidato da Prato a Pisa senza bisogno di aiuto.
SuperAngelo a 360° in tutti i sensi!!!








