2016 – Thomas Shanahan

Thomas è un ragazzone educato e gentile dall’aspetto un po’ malinconico, alto un metro e novanta e con fisico da placcatore. Dorme in palestra sulla nuda terra, sotto l’unica luce che rimane sempre accesa e si nutre di tonno in scatola. Il secondo giorno, domenica, ha fatto il diavolo a quattro per riuscire ad andare a messa a fine gara. Ce la mise tutta, ma terminò alle 18:43. Zuppo di due maratone, lo portai di corsa alla Chiesa di San Lorenzo a Gozzano, ma la messa era quasi finita. Si inginocchiò a terra e ascoltò in quella per lui remota lingua quel poco che restava. Quando uscimmo era felice, sapeva che poteva finire le 20 in 10. Mi aveva detto che abitava a Limerick, città dove ho vissuto anch’io per un mese e più. Ieri, alla fine dell’ottava maratona, mi è venuto un tuffo al cuore: Thomas stava uscendo dall’acqua con la maglietta del Clare Burren 2014, una fantastica corsa che feci anch’io lo stesso anno e dove avrei voluto tornare quest’anno se non avessi già prenotato la Colla.

Mi dice di essere nato lì dove si corre la maratona e di essere cresciuto in quelle stradine d’Irlanda che si chiamano Burren Way, 43 chilometri immersi in un paesaggio lunare suggestivo tra lande solitarie, brughiere e torbiere. Ricordo l’itinerario da Ballyvaughan passando da Rathorney, Formoyle, Ballinacken, Doolin Cliffs of Moher fino a Liscannor: un’esperienza davvero unica correre lì e vedere dall’alto le Isole Aran, le più particolari d’Irlanda, e le scogliere di Moher.

Una profonda commozione mi ha preso quando ha detto che i suoi vivono ancora a Ballyvaughan, un paesino che mi è rimasto nel cuore e che forse spiega la sua malinconia.

C’è una bella triste canzone irlandese, che si chiama “Dolce Ballyvaughan”. Dice la canzone: “Mi piacerebbe pensare di essere andata lontano. Ma mi sveglio la mattina nel mio letto da sola, sono senza di te in una dolce Ballyvaughan”. Già la dolce Ballyvaugan è proprio dove parte la maratona e abita il papà di Tom. E’ un villaggio di pescatori con casette colorate, qualcuna col tetto di paglia nella baia di Galway, ci sono pescherecci, barche a vela e traghetti per le Isole Aran che cavalcano le onde dell’oceano. In estate tutto è dolce e silenzioso. Pochi i turisti che si confondono appena coi pescatori, qualche fortunato sale nel borgo dove c’è un grappolo di casette che sfioriscono sotto la pioggia. “Rent an Irish Cottage” dice il cartello. Di certo invece di salir la Colla avrei voluto entrare, accendere il camino e portare il caffè alla mio amato ben.

SWEET BALLYVAUGHAN

Raindrops cling to the branches
the sun makes them diamonds at dawn
the birds sing a song for the whole world to hear
and nature she just carries on

the winter’s retreating defeated by spring
oh how I wish I’d no care
I live in the hope you’ll return cross the sea
to the Burren, to me and to Clare

but is it the memory of the summer I taste?
you’d think now that would be long gone
as I lie in my bed in the morning alone
I’m without you in sweet Ballyvaughan

the gentians they’re blooming an ocean of blue
as the orchids get ready to dance
the fields they’re all turning themselves into green
but still all my thoughts are on France

a fiddler’s air brings a tear to my eyes
as the pipes tear the soul from my breast
I can still hear your voice o’er the ocean so clear
but since you’ve left me my soul has known no rest

the winter’s retreating defeated by spring
oh how I wish i’d no careI
live in the hope you’ll return cross the sea
to the Burren, to me and to Clare

DOLCE BALLYVAUGHAN

Gocce di pioggia si aggrappano ai rami
il sole li rende diamanti all’alba
gli uccelli cantano una canzone per il mondo intero da ascoltare
e la natura si è appena svegliata

l’inverno si ritira sconfitto dalla primavera
oh come vorrei non aver nessun pensiero
vivo nella speranza che tu tornerai attraversando il mare
verso il Burren, da me e Clare

ma è il ricordo di quell’estate che mi fa sentir così bene?
mi piacerebbe pensare di essere andata lontano
ma mi sveglio al mattino nel mio letto da sola
sono senza di te in una dolce Ballyvaughan

le genziane che stanno sbocciando in un oceano di blu
si preparano alla danza come le orchidee
i campi si trasformano tutti in un verde tappeto
ma ancora tutti i miei pensieri sono sulla Francia

la melodia di un violinista porta una lacrima ai miei occhi
e i flauti strappano l’anima dal mio petto
posso ancora sentire la tua voce sopra l’oceano così chiaro
ma da quando mi hai lasciato la mia anima non ha conosciuto riposo

l’inverno si ritira sconfitto dalla primavera
oh come vorrei non aver nessun pensiero
vivo nella speranza che tu tornerai attraversando il mare
verso il Burren, da me e Clare

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tom fa il bagno

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