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PADRE PASQALE CASTRILLI Policoro (MT): una maratona di san Giuseppe speciale
19 marzo – I blog sulla corsa a piedi e le pagine dei libri sono pieni di racconti simili a questo. Niente di particolarmente nuovo quanto a contenuto. Ma la forma dei ragionamenti è sempre molto personale e per questo motivo anche il racconto che segue merita di essere scritto.

Il 19 marzo ho scelto di correre una maratona in memoria di mio padre Fernando deceduto per un’ischemia l’11 marzo a quasi 89 anni. Una maratona, la mia quattordicesima, molto speciale, dunque, e piena, davvero piena di significati. Ma andiamo con ordine.

Avevo sentito parlare e letto del ‘Festival italiano di Ultramaratona’ di Policoro, in provincia di Matera, nato dalla passione di Pasquale Brandi. Prime edizioni al lago Pantano di Pignola, nei pressi di Potenza, e successiva migrazione in un villaggio turistico a due passi dal mare. La gara ‘storica’ del “6D-UMF”, vale a dire “Six days Ultra Marathon festival”, si svolgerà dall’8 al 25 del prossimo settembre; ma quest’anno è stata programmata, fra il 3 e il 20 marzo, anche la “Winter Edition”.

Il luogo è ideale per correre una manifestazione di due o tre settimane: percorso ad anello di 1082 metri, logistica facilitata dal sito (pernottamenti, ristori, rilevamento cronometrico…), convivialità e temperature fresche, nell’edizione invernale, e giuste per correre molti chilometri. La possibilità di scegliere distanza (dalle 1000 miglia alla maratona) e orario di partenza (anche notturno!) facilita parecchio le cose, soprattutto nel tempo dell’emergenza sanitaria quando bisogna evitare assembramenti.

Tra gli iscritti, oltre a molti stranieri, persino dalla Finlandia, noto connazionali che popolano spesso le cronache delle “lunghe”: Daniele Alimonti e Sonia Lutterotti per la Dieci giorni, Adele Rasicci per la 48 ore, Piero Ancora per la maratona. La 1000 miglia è stata vinta da Denis Orsini.

Avevo fissato la maratona per sabato, ma le previsioni di pioggia mi avevano suggerito di anticiparla a venerdì 19 pomeriggio. Scelta che si è rivelata azzeccata.

Nella testa si affollano i ricordi di mio padre. Da bambino e da ragazzo praticavo lo sci di fondo in una stazione sciistica del Centro Italia, sul massiccio del Matese. Papà mi accompagnava alle gare, si faceva trovare al traguardo con un asciugamano e con un termos di tè bollente con miele e limone. Ricordo ancora il sapore, e sono passati quasi cinquant’anni! Dopo 3km di gara (6km quando ero un po’ più grande) i piedi erano zuppi. Avevamo un’attrezzatura approssimativa, l’unica cosa che funzionava bene era la sciolina con la quale venivano preparati gli sci… Papà mi toglieva le scarpe, mi asciugava i piedi e li avvolgeva con calze di lana. Fantastico! Se n’è andato, dopo una vita vissuta nella mitezza e nel dialogo con tutti. Collezionava e ordinava con precisione i miei pettorali, le medaglie e le foto che gli offrivo ogni volta al ritorno da una gara. E oggi che è il giorno della festa dei papà ringrazio Dio per l’affetto di cui mi ha sempre circondato.

La festa dei papà! Oggi è il giorno di san Giuseppe. Un uomo laborioso e silenzioso al quale ispirarsi, forse, anche nella pratica sportiva spesso fatta di chiacchiere, urla e sceneggiate. Papa Francesco ha scritto di recente che san Giuseppe è “l’uomo che passa inosservato, l’uomo della presenza quotidiana, discreta e nascosta”, e per questo riveste “un protagonismo senza pari nella storia della salvezza”. Una persona che ha avuto fiducia in Dio anche davanti alle difficoltà: “il carpentiere di Nazaret sa trasformare un problema in un’opportunità – dice ancora Bergoglio – anteponendo sempre la fiducia nella Provvidenza”. E mi sembra che questa mia maratona sia stata davvero la trasformazione di un problema.

La lunga corsa del 19 marzo è stata anche la maratona del tempo della pandemia da Covid-19. In questo periodo in cui tutto sé incerto, comprese le competizioni di corsa a piedi, è un’ottima notizia la realizzazione di un ‘Festival running’ e la possibilità di correre in manifestazioni dal vivo. Seppur con le modifiche apportate dai necessari protocolli sanitari vigenti, è dunque possibile organizzare gare e avere dei partecipanti. Devo dire che fa un certo effetto tornare a riascoltare i beep del chip al passaggio sui tappeti di rilevamento cronometrico, dopo le gare virtuali nelle quali affidavamo ai gps la testimonianza del nostro gesto.

La mia maratona del 19 marzo è stata ricca di speranza. E, come sempre, un vero percorso interiore.

 

PIERRE ZURCHER Impressioni di uno spettatore spostato

Policoro Winter Edition 2021

1000 miglia, 10 giorni e così tanti chilometri…

Le impressioni reali di uno spettatore spostato:

Mi resterà che due settimane si muovono molto più velocemente quando si corre contro il tempo rispetto a quando si cerca più o meno (male) di tenere una cronaca, come un dilettante matore. Un’impressionante distorsione del tempo, dove i secondi sembrano durare ore e giorni minuti, come i famosi orologi molli di Salvador Dalì.

Ho visto guasti assolutamente terribili e rinascite meravigliose, insperate , delusione molto raramente, ma piuttosto in genere una favolosa osmosi tra gli atleti girando come Pazzi per alimentare questa corrente alternata che produce energia incredibile su questo anello di 1080 metri. Non avete visto questa eruzione vulcanica? È stato lì nelle ultime due settimane favolose passate a Policoro!

Il caso, anche se, ha fatto sì che gli atleti più forti fossero quelli che sembravano avere la mente più libera, meno calcolatori. Dopo aver discusso con ciascuno di loro, averli osservati dalla mattina alla sera, e senza voler fare alcuna esecuzione, ho dedotto che i più allegri devono secretare una sostanza estremamente autorizzata, una forma di ormone della felicità leggera, dirà – si, a volte contagiosa, che annichiliva certi dolori fisici, certo, ma che sembrava anche accompagnarli, vederli indossare con gioia. Li ho sentiti ” liberi ” su questa bellissima isola dell’arena del campeggio di Policoro.

Certo non ho corso 1000 km, non mancano 10 giorni o altri formati…

Ma ho visto 3 volte 1000 miglia, 11 atleti volte 10 giorni e altri formati passare davanti ai miei occhi eberluiti da spettatore spostato ma attento e ammirato da tutti!

Le mie domande e mini reportage hanno sorpreso gli atleti, a volte nel momento peggiore, nella gioia o nel dolore, fisico spesso e psichico anche, nella stanchezza di centinaia di chilometri già corsi e di così poche ore di sonno o riposo gradito ; ma la loro spontaneità doveva essere il filo conduttore per rendere interessante questa avventura a tutti, rompere un po ‘ il loro cammino croce, alleggerire un momento il loro vagare che feriva il loro cuore con un monotono languore.

Li ringrazio infinitamente per avermi permesso di affiancarli molto da vicino, un po ‘ troppo a volte forse.

Anche se per alcuni, feriti nella loro carne e nel loro amor proprio, le carote erano cotte, ognuno ha aderito all’arrivo e può essere estremamente orgoglioso del risultato ottenuto.

Gloria a tutti questi atleti, gladiatori dell’Arena di Policoro villaggio e appuntamento alla prossima edizione.

” A voi studios, Parigi cedex, RAI o altrove, non importa, l’importante è trasmettere felicità, un po ‘ di emozione

 

PAOLETTA COCCATO Sono ancora qui

Eccomi qui, ci sono ancoraRiesco solo stamattina a fare qualcosa di “normale” oltre che occuparmi delle cose vitali!!!! Ho vissuto una esperienza alla 10gg Winter Edition 2021 che non avrei neanche lontanamente sognato… Avevo scelto di iscrivermi a questa gara a dicembre dicendomi che sarebbe stata forse quella più adatta a me, sia per la mia preparazione, sia per il clima che per me è fondamentale soffrendo molto il caldo… Sapevo che l’ambiente era molto gradevole e che il comfort non sarebbe mancato, l’organizzatore  Pasquale Brandi mi aveva riservato un bungalow 5 stelle e la cucina del ristorante del villaggio era allo stesso livelloCosa poter pretendere d’altro in una competizione???? Un grande Uomo che ti sostiene e ti coccola quando ne hai bisogno, che si occupa di te e soprattutto che ti ama, grazie Pierre per esserti sparato 10giorni di follia al mio fiancoNon potevi farmi regalo miglioreTi amo E così la corsa è stata per me come una perfetta alleata che giorno per giorno mi regalava nuove emozioni, nuovi traguardi inaspettati, la mente viaggiava libera ed il corpo seguiva questo ritmo in perfetto equilibrio Non ho mai pensato a nulla, ho sempre cercato di non fare errori con l’alimentazione e con le pause, mi sono concessa molto tempo di riposo soprattutto la notte, di norma dalle 23 alle 5.45….Di giorno dalle 12 alle 14…Anche la musica mi ha aiutato molto e la voce di mia madre ogni pomeriggio e sera, grazie mamma Per il resto non ho mai usato il telefono e i social per non distrarmi dalla concentrazione che avevo, chiedo scusa se spesso ho fatto l’orso con molte persone sul percorso ma le energie che spendevo per correre erano molte e non potevo disperderneHo realizzato 2 record italiani , uno sulla 6 giorni di categoria ed uno sulla 10 giorni ma assoluto!!!! Il tutto con estrema tranquillità senza nemmeno saperloHo terminato la mia gara con 976.1km, se non fossi caduta il secondo giorno forse avrei anche potuto fare qualcosa di più a causa della caviglia gonfia e dolorante dal km 600 ma con i se ed i forse non si va da nessuna parte, in fondo in 10 giorni un problema doveva pur arrivare!!!!!!! Sono strafelice e ringrazio con tutto il cuore tutte le persone che mi hanno sostenuto da ogni luogo, tutti gli operatori del villaggio, sempre splendidiRingrazio i miei compagni di viaggio tutti indistintamente, la meteo che è stata perfetta fin quasi la fine, la bellezza del posto, le albe, i tramonti, i cinghiali, i gufi e i gatti che mi hanno fatto compagniaAlla prossima edizione… Pasquale, sei stato l’organizzatore più sensibile ed intelligente che io abbia incontrato, quello a cui puoi fare affidamento sempre e che non è mai stressato e sempre con la voglia di prendere le cose per il giusto peso, serietà e leggerezza in equilibrio perfettoTOP!!!!!! Ah, scordavo un particolare importantissimo… Percorso perfetto per una gara di questo tipo, vario, veloce, non noioso, ogni giro era una nuova emozione, davvero genial

 

DAN FREIS OTTO SOGNI LONTANI

Alla fine ci sono voluti espatriare per trovare alcune corse ufficiali: dalla freschezza dell’Olanda al grande Sud dell’Italia. Naturalmente si trattava di piccole strutture e organizzazioni che rispettavano gli standard di fronte alla pandemia che ci sta scuotendo. Così sono riuscito a fare con la mia grande sorpresa, otto maratone lontane in 12 giorni tra il 28 febbraio e il 11 marzo, di cui 6 in comune con Marino.

Con la maratona di Zaltbommel (NL-26.000 hab. ) che doveva avvenire domenica 31 gennaio con poco meno di 200 iscritti e, che si è trasformato in una maratona divisa su cinque weekend dal 31/01 al 28/02, dove si poteva scegliere la sua fascia oraria di partenza senza superare una soglia di partecipanti autorizzati ad ogni intervallo. Bisognava seguire una segnaletica abbastanza al top, (ci siamo smarriti una sola volta allungando un po ‘ il percorso), bisognava trasportare il suo rifornimento personale e si era accompagnati da una nebbia abbastanza densa, e accolti all’arrivo dal sole e volontari allegri, da notare che avevano installato un piccolo stand a metà corsa. Il Two Rivers Marathon o la Maratona di entrambe le sponde fa un grande ciclo nella campagna intorno a Zaltbommel, i confini sud sono gli argini delle rive della Mosa, e a Nord gli argini del Waal che è un braccio del Reno, uno degli elementi del delta del Reno nei Paesi Bassi. All’arrivo nella piazza principale della città di Zaltbommel non si riceveva nulla se non l’incoraggiamento dei pochi volontari presenti e, bisognava spargersi abbastanza rapidamente. La medaglia ci viene postata pochi giorni dopo.

Quattro giorni dopo, direzione Policoro (18000 abiti invernali, e molto, molto di più l’estate con le sue immense spiagge mediterranee) situato nella regione Basilicata nel Sud Italia, bisogna contare due giorni di viaggi per andare lì – basso. Ci ero già stato lo scorso settembre a fare alcune maratone e mi sono goduto la bella organizzazione di Pasquale Brandy e del campeggio Policoro-Village sul lungomare. La prova si chiama ” Italian Ultra Marathon Festival ” e dura una ventina di giorni, poiché la maratona è la più breve delle distanze proposte, se si vuole, come ha fatto l’amico Piétro. Così ho fatto un passo avanti e ho imparato a conoscere meglio campioni fuori standard dell’ultra passando da 100 km, 24 h, 48 giorni o 10 giorni, 1000 km o 1000 Miles (1609 km). Il piccolo giocatore che seguo aveva gli occhi grandi guardando queste persone!!! Da parte mia, non avendo corso troppo e non essendo sicuro della mia forma, mi ero iscritto a solo cinque maratone, ne ho aggiunti due alla fine del soggiorno. Peccato che faceva freddo, mi sarei fatto un bel bagno. Una volta sono andato a camminare per il mare una quindicina di minuto fino a metà coscia. La polizia locale è venuta a controllarmi e mi ha detto che è vietato fare il bagno! Ho detto loro che stavo solo camminando nell’acqua fresca, ma non deve averli convinti soprattutto che ci parlavamo con le mani… Ecco alcune foto degli otto breloques e alcune visualizzazioni dei luoghi.

Non cercare una flebo per questa successione di maratona da parte mia tra le 4 e le 5, accumulo obbliga e non troppo allenamento prima!

Prossimo appuntamento a Gand (B) metà aprile e Rieti (Italia) all’inizio di maggio, forse Ginevra (CH) alla fine di maggio, visto che in Francia non ci sono gare ufficiali… a seguire. E forse Policoro di nuovo a settembre, se i miei grandi appuntamenti maratoneti previsti saranno cancellati!

 

PASQUALE BRANDI:  LA MAGIA

Anche per me si è concluso il “primo” vero 6 Days UMF Winter Edition ed è tempo di bilanci. Prima di tutto un doveroso ringraziamento al Policoro Village tutto ed in particolare al cuoco, che ha saputo sconvolgere stranieri ed italiani, a Pino, solving problems tuttofare, a Raffaele ” occhio di falco “, alle segretarie, pazienti ed “acrobatiche”, ai proprietari che hanno saputo orchestrare le loro risorse ed a Giuseppe Daraio, un nuovo Amico. La gara, lunga una follia, mi ha permesso di assistere ( per fortuna ancora una volta…) al ripetersi di una magia che mi piace pensare essere un carattere distintivo di questa manifestazione. Vecchie e nuove conoscenze ( ognuna con la propria ricchezza ) mi hanno concesso la loro incondizionata fiducia, in un periodo non facile, in una regione difficile da raggiungere, ed in una stagione notoriamente capricciosa e, per usare le parole di Laurent Brueyre, ho risposto ad amore con amore. Sicchè questo pomeriggio, quando ho lasciato Policoro, sulle note vagamente nostalgiche di “Rocket Man” di Elton John, ho realizzato di essere stato un privilegiato complice di emozioni.  Pasquale Brandi

 

JEAN LUIS VIDAL DUE SETTIMANE DI VACANZA

Ho trascorso due settimane di vacanza a Policoro village (ITALIA-Basilicata)

– La prima settimana ho scelto l’attività Running. È stato fantastico: un sacco di km a buona velocità e pose sufficienti.

– La seconda settimana mi sono iscritto per ERRORE all’attività di marcia. UFFFFFF. Mai più. Ho dovuto stare sveglio tutte le notti (sonno ridotto a un ciclo di 90 minuti) per mantenere un livello minimo di km giornaliero. Le notti erano estremamente fresche e, tanto quando si corre si produce calore, quando si cammina, il riscaldamento è tagliato. Così ho dovuto uscire molto coraggiosamente a qualsiasi ora della notte, per 2 ore di cammino sostenute seguite dal ” recupero ”: scegliere un pasto, camminare a braccia cariche fino al bungalow senza prendere freddo , fare una doccia, fare asciugacapelli, cambiare abiti per non uscire umidi, cambiare scarpe non dimenticando di rifissare le pulci elettroniche ai lacci. Tempo totale di pausa, circa 30 minuti. Una vera attività notturna che non permette il riposo ideale.  Organizzazione  Consiglio caldamente questa fantastica organizzazione di Pasquale Brandi  .   Tutto fatto per il grande comfort e piacere dei partecipanti all’Ultra Marathon Festival. Alloggi lussuosi, cibo copioso e disponibile in qualsiasi momento. Ci sono formati per ciascuno:  – Maratone alla carta, o per serie giornaliere  – 50 km, 100 km o 100 km  – 24 ore, 48 giorni o 10 giorni – 1000 km o 1000 km   https://www.6giornidelpantano.com/     Scegli tu la tua stagione:  – un po ‘ fresco a marzo  – un po ‘ caldo a settembre

Bilancio:  Per me, nonostante il problema del muscolo pirforme che si è verificato a km 960 e mi ha costretto a camminare per gli ultimi 650 km, il bilancio è buono. Avrei dovuto però compensare la gamba sinistra invece di smettere di correre.  Sul file mantenuto annualmente da D-U-V, si può constatare che tra le quasi 400 corridori e corridori censiti sulla 1000 miglia, i 3 corridore di queste 1000 miglia, piazzeremo circa 90 e, 120° e 150° dei formati stradali maschili. Siamo stati forti.  I curiosi possono controllare qui. Troveremo i bilanci mondiali registrati da sempre  Sulla pagina: https://statistik.d-u-v.org/overview_intbestlist.php#AT  Oppure direttamente sul link del file  https://statistik.d-u-v.org/…/Alltime_1000km-5000km.xlsx   

Noto alcuni francesi conosciuti  Per 1000 km  Didier Sessegolo : 7 j14h-17° a 48 anni (6° M45)  Robert Miorin  : meno di 8 j in M55, di cui conosco le prestazioni, ma assente dal file. Jean-Louis Vidal: 8 j17h: 85° a 64 anni (3° M60)  Sulle oltre 700 prestazioni referenziate  Per 1500 km: non ho segnato i nostri passaggi, ma li stimo a circa:  Denis Orsini 14 j 4 e Jean-Louis Vidal: 14 j 6 h: 60° (2° M60)   Sulle quasi 400 flebo  E finalmente per 1000 miglia, il risultato finale. Denis Orsini: 14 j 23 h 20 ~ 90°  Jean-Louis Vidal: 15 ore 10: ~ 120° (2° M60) Petri Perttila: 15 j 20 h 05 ~ 150 eSulle quasi 400 flebo

Grande GRAZIEEE a tutti gli italiani che sono così entusiasti del loro incoraggiamento. Paola Coccato, Daniele Alimonti (Juan #Kappacinque) Roldano Marzorati Sonia Lutterotti e tanti altri. . E ovviamente a Pierre Zürcher che è venuto a trovarmi durante un rifornimento l’ultima sera della gara. Mi ha chiesto la mia strategia per la fine facendomi notare che ho solo un’ora e mezza di ritardo tra l’altro al 1500 km sulla testa di corsa. Mi ha detto: forse è ora di prenderne una botta.. Devo dire che sono rimasto molto sorpreso perché erano giorni che spingevo la mia falcata di marcia al massimo tutto il giorno E tutta la notte con una deprivazione del sonno estrema. Ero sull’orlo della rottura, e ho dovuto andare per la prima volta a fare una notte completa che mi è costata più di 8 ore. Questo mi rimarrà come un ricordo spostato dello spettatore rispetto alle mie reali impressioni di corridore. 

Attenzione: A coloro che vorrebbero mettersi in questa prova, sappiate che è pericoloso iscriversi a questa sfida. Sono necessari dei passaggi: – Praticare la corsa a piedi da diversi anni, possibilmente senza infortuni perché il tuo corpo ha bisogno di rafforzare ossa, tendini, legamenti, muscoli… (qui non si tratta di livello). E lo consiglio ai troppo giovani. – Partecipare a prove orarie, tipo 24, 48, 6 giorni prima di prendere in considerazione le gare in km. In queste prove, sarai classificato anche se supera solo pochi km al giorno, non hai la pressione di finire il chilometraggio entro tempi. E infine, direi che questo mi fa nel primo trimestre del 2021 oltre 3300 km. Preparazione + Corsa

 

DENIS ORSINI VINCITORE DELLE 1000 MIGLIA

Giorno 15 del 1000 miglia dall’Italia winter edition 2021.

Giorno 15: 121 km; 1610 / 1609 km.

Il mio 2° 1000 km, normalmente sono 1609 km, 2 x che faccio 1610 km, un piccolo errore del computer sembra che il mio avversario più diretto gli abbia fatto 1609 km, siamo partiti a 4 durante la partenza a livello ristorante, quindi ci dovrebbe essere la distanza giusta quando si arriva sulla linea a 1609 km, non è importante.

In questa sfida nonostante gli infortuni ai piedi e alle caviglie posso dire che è un successo totale, sto battendo il mio record personale di quasi 48 h; che è anche la migliore prestazione francese in 14 giorni 23 ore 19 ‘; tempi intermedi in (Split) su 6 giorni e 10 giorni interessanti; vittoria di questa gara dopo battaglie con 2 ultramaratoneti che hanno altissimi albo, un francese e un finlandese; vendetta con il francese perché diceva chi facevo cazzate e non ho capito niente dell’ultra; sorta di vendetta con il finlandese che ha avuto una vittoria al 6 giorni di Atene 2018 che mi spettava, anche se questo Non è colpa sua, sono stato escluso dall’organizzazione dei 6 giorni di Atene perché avevo un semplice edema al piede, avevo fatto 302 km per 48 ore, ma escluso, questa vittoria è stata un grande manca per me, e un fallimento senza che sia colpa mia, né colpa del mio avversario.

Allora l’ultimo giorno, giorno 15 di questo 1000 miglia dall’Italia winter edition 2021.

Nonostante i dolori e gli edemi sono ripartito intorno alle 16, mancavano 121 km da fare per quest’ultimo giorno, difficile scommessa da realizzare in queste condizioni, le ore passano, vado avanti, dopo 30 km circa ho voglia di andare a letto, abbasso il ritmo, il finlandese mi supera, ci metto un po ‘ di tempo a svegliarmi, ma mi aggrappo, lo stiro, alla fine mi toglie il sonno, deve essere circa Ore 23 decido di dormire un’ora, metto la sveglia, e infatti dormo un’ora, i miei rivali sono in una fase in cui riposano abbastanza a lungo, torno indietro e faccio un bel pezzo, poi vado riposare ma senza dormire, questa volta dormono, corro da solo per diverse ore, quando il mio rivale diretto riparte sono 30 km di vantaggio, la vittoria è in tasca, ma da almeno il giorno prima a sera avevo l’obiettivo principale di passare sotto i 15 giorni, anche se l’amico svizzero Pietro, pensava che la vittoria potesse giocarsi tra noi 3 la scorsa notte, sapevo che il finlandese non poteva più tornare e da un po ‘ di tempo Ne ero sicuro, e che il francese anche molto regolare non poteva fare altro che camminare a 6 kmh, quindi sarebbe stato impossibile per lui litigare, temevo di più il ritorno del finlandese, alla fine non ho attaccato ma sono stato regolare.

Ma per me la vittoria era certa un giorno in anticipo, quindi serenamente stavo andando verso il mio obiettivo principale, passare sotto i 15 giorni, e ho detto al campione francese Didier che ho come obiettivo fare 14 giorni 23 h.

Il giorno si alza, il mio anticipo si accentua sui miei avversari, il mio piano si svolge quasi senza droghe, senza orologio; senza una strategia scritta o calcolata, avevo in mente il mio obiettivo, e sapevo cosa avrei dovuto fare, inizia a Essere molto difficile verso i 30 km prima della fine, vedo la fine del tunnel, ma sempre più difficile.

In quel momento un’amica di Policoro con un amico ha fatto qualche giro con me, grazie mille a loro.

Ma quando si è stanchi all’estremo, si ha voglia di stare soli e tranquilli.

Verso i 10 giri prima della fine sapevo che avrei superato la scommessa di essere sotto i 15 giorni, ma non ho più dovuto mangiare normalmente da un po ‘ di tempo, mi fermo davvero cotto, al punto di rifornimento, Mangiando un cartoccio di pasta con sale e parmigiano, perdo qualche minuto, ma ritrovo una forma normale.

Accelero, e concludo con il campione italiano Daniele Alimonti che gli fa il 10 giorni, lui che ha già fatto 6 giorni a più di 700 km; una vittoria a 1000 miglia e 4 Terzo dei 5000 km di Atene 2020, un uomo che mi incoraggia sempre molto, vuole finire con me, ha un giro dalla fine, recupero la mia bandiera Corsica al bungalow, e davanti a me uno dei cronometri con una bici e una telecamera, chiudo quest’ultimo giro di 1082 metri nel 5’03, mi dirà Didier.

1610 km al contachilometri sotto i 15 giorni, nonostante gli infortuni, sono molto soddisfatto della mia esibizione, sapendo che è certo, migliorerò il mio record personale.

Grazie a tutti per avermi incoraggiato dal vivo o a disTANZA

Quando non dici sul serio, non puoi vincere, sembra che, oltretutto quando non capisci niente del settore, quindi non hai alcuna possibilità.

A parte gli scherzi, grazie amici, grazie per il vostro incoraggiamento, gli aiuti, le vostre congratulazioni.

Grazie a tutti.

Ancora una volta dopo una simile prova, da quando sono tornato a casa, appena dormo, sogno di correre sempre, e mi sveglio più volte a notte in sudorazione a volte, credendo davvero che sto facendo una Competizione, 1000 miglia…

Il cervello sta ancora girando, normalmente finisce questo stile da sogno, quando riprendo gli allenamenti

 

Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus

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