QUADRORTATHON DAY 2

Il Lago Maggiore è il protagonista dei primi due giorni delle Quadrortathon. Come non celebrarlo con la più bella gita delle Classiche Gite del CLUB andando a Stresa e travolgente serata all’Isola Pescatori. Una trentina di partecipanti sui pulmini messi a disposizione dall’organizzazione sono arrivati la sera del 7 giugno sulle sponde del Lago Maggiore le stesse che durante il giorno sono state ammirate dall’alto durante la mitica e appassionata Maratona del Mottarone.
Camminare con il festante gruppo nella esclusiva Stresa e tra i vicoli dell’isola dei Pescatori è piuttosto piacevole forse nella prima serata calda dell’anno nel tepore dell’incipiente Estate. Il tempo sembra essersi fermato pochi turisti nessun rumore il tramonto e qualche barca che passa. Il nostro affezionato Barcaiolo Adamo Ferri ci ha aspettato raccontandoci per l’ultima volta di principi e attori che nei lunghi anni a traportato tra l’Isola Bella e i grand hotel. Ormai è in Pensione e le sue favolose notti passate nell’arcipelago delle Isole Borromeee sono incanto che non so chi ci racconterà ancora.
Ci veniamo ormai coi maratoneti dal 2014 undici lunghi anni che ci hanno permesso di scoprire ogni anfratto di fazzoletto di terra posto al centro del Lago Maggiore. Ha una dimensione di 350 metri di lunghezza per circa un centinaio di larghezza, che si riduce nei periodi di acqua alta. Questi periodi, tendenzialmente durante l’autunno e la primavera, a causa delle abbondanti precipitazioni, vedono alzarsi il livello dell’acqua del lago Maggiore, che lambisce le vie dell’isola dei Pescatori, sommergendone il lungolago. Ciò non causa però problemi alle case che sono state costruite qui, infatti gli accessi sono quasi nella totalità dei casi, ai piani rialzati e sulle vie interne. In quest’anno strapiovoso se ne son viste di tutti i colori, ma il peggio sembra passato.
Anche se ci veniamo sempre di sera dopo le gare ormai abbiamo imparato che l’architettura delle case non è casuale: molte di queste sono abitazioni a due piani dotate di grandi terrazzi, che venivano utilizzati (e alcune lo sono tuttora) per essiccare il pesce: l’isola dei Pescatori, come fa già intuire il nome, è infatti abitata da famiglie di pescatori già da tempi antichi e passeggiando tra le sue vie le decorazioni e le reti stese ad asciugare non possono che confermare queste presenze.
L’isola dei Pescatori è, tra le isole borromee, quella più autentica, perché ancora abitata e vissuta non solo a livello turistico.
Una volta sbarcati di solito individuiamo il Ristorante che è l’Unione uno dei più antichi o il Toscanini che con la sua terrazza domina l’Isola Bella al tramonto ed è dolce cenare vendo le luci di questo lago cangianti dall’arancione al violaceo per poi lentamente svanire nel blu intenso della notte coi lampioni che dondolano specchiandosi attorno alle rive.
Parte quindi il primo gran tour dell’isola quello al tramonto. Prima tappa è visitare la chiesa di San Vittore, il cui campanile rende riconoscibile il profilo dell’isola già dalla terra ferma. La chiesa di San Vittore è una piccola chiesetta di epoca rinascimentale in stile gotico, costruita su di una cappella dell’XI secolo di cui è ancora visibile l’arco. Dietro a San Vittore si trova un piccolo cimitero, che ospita i defunti dell’isola, la maggior parte dei quali sono stati pescatori e di cui si ricorda la mansione attraverso una decorazione sulla lapide.
Il cimitero è piuttosto piccolo, non conservando molte salme e non avendone bisogno a causa del basso numero di abitanti dell’isola. L’isola dei Pescatori conta appena una cinquantina di abitanti che vivono qui durante tutto l’anno e le cui mansioni di dividono tra pescatori e operatori turistici.
Dalla parte opposta della chiesa di San Vittore, è possibile fare una passeggiata sul piccolo molto alberato che conduce fino alle acque del Lago Maggiore, ma sparsi per il perimetro di tutta l’isola si trovano numerosi altri porticcioli dove le piccole barche dei cittadini attraccano per rientrare a casa.
Qui la nostra festosa ciurma negli anni si è dispersa chi immergendo piedi doloranti nelle salvifiche acque, chi lasciando indietro tutti isolandosi nell’isola al tramonto.
Il ristorante si chiama Toscanini perché non tutti sanno che oltre che alle tre isole principali dell’arcipelago Borromeo cioè Isola Bella, Madre e Pescatori esiste anche L’Isolino di San Giovanni (in dialetto locale Isolin de San Gioann) è un’isola dell’arcipelago delle Isole Borromee sul Lago Maggiore. Si trova nel golfo Borromeo, di fronte a Pallanza, a pochi metri di distanza dalla riva.
L’isola è nota per essere stata residenza, tra il 1927 e il 1954, del direttore d’orchestra Arturo Toscanini che ivi abitò il secentesco Palazzo Borromeo quando era la tramonto della sua immensa e travagliata carriera, e proprio guardando il sole che cala pare di udire in lontananza l’ultimo suo concerto.
Ma sono tanti i personaggi che han varcato l’isola dei Pescatori, già abitata da almeno 700 anni, era famosa già durante il secolo scorso, proprio per l’ottimo pescato che vi si poteva trovare tra i tanti Hemingway che la ricorda in Addio alle Armi. Ci venne anche Mussolini nel 1935, quando durante la conferenza di Stresa (l’incontro del capo del governo italiano con i ministri degli esteri di Inghilterra e Francia a seguito delle minacce alla sovranità austriaca e alla denuncia da parte della Germania delle clausole militari contemplate nel trattato di Versailles), richiese come fuoriprogramma di raggiungere l’isola dei Pescatori per gustare direttamente in loco il delizioso pesce persico che veniva servito non appena pescato.
Tra turismo e tradizioni qualcosa è rimasto gli abitanti dell’isola sono molto affezionati alla loro cultura e alle loro tradizioni e lo si può percepire da come vengono addobbati i vicoli. La festa tradizionale più sentita di tutta l’isola dei Pescatori, è quella di Ferragosto e a volte durante le 10in10 ci siamo capitati,
Durante questa Festa la statua del patrono viene caricata su di una barca suggestivamente illuminata e fatta passare intorno a tutte le isole Borromee. Le altre feste tradizionali che si celebrano qui sono quella di carnevale, durante la quale i cittadini stendono lunghe tavolate sull’isola e si ritrovano per bere vino e mangiare polenta, e quella della sera della vigilia dell’epifania nella quale i bambini corrono per le vie con corde a cui legano barattoli, lattine e coperchi per fare quanto più rumore possibile per “svegliare la Befana” (carga vegia), ma noi quel giorno siamo a Forte dei Marmi per la Forte Seafront, 4 maratone/mezze/10 km in 4 giorni!






