Tra alluvioni, fiumi in piena e Nibelungi

Correre quasi galleggiando nella foresta è stato per loro divertentissimo, e poi i tedeschi hanno un forte senso dell’amicizia.

Sono forse meno legati alla famiglia, e non sentono il bisogno di andare tutte le domeniche a pranzo da genitori e suoceri. Per loro la vera famiglia è quella costituita dagli amici, che si sono scelti. Pertanto, attaccarsi dietro a questa piccola flotta di mattacchioni su e giù per le colline mentre tutti i fiumi esondavano e il cielo cadeva mi ha fatto sentire un po’ “Deutsche”. In fondo, inserirsi nella società tedesca è facile – ci sono anche meno pregiudizi nei confronti degli stranieri – probabilmente anche perché la Germania è meta di immigrazione da molti decenni. Si potrebbe anche restare in Germania finito di correre. Si guadagna di più e nel complesso si vive meglio, qualcuno dice che “si guadagni cinque volte più che in Italia e la vita costi la metà”, ma è un esagerazione. Anche i tedeschi si lamentano della crisi economica, ma è un “Jammern auf hohem Niveau”, come dicono loro – cioè un “lamentarsi ad alto livello”, sono ben lontani dai nostri problemi (per adesso).

foto 2Comunque sabato, 1 giugno, ho partecipato alla Schefflenzer Ultralauf una ultra 100-50-42-21 di cui ho corso i 42.195 km http://www.schefflenzer-ultra.de/

La zona in cui si è corso è a nord di Stoccarda, nella regione del Baden-Württemberg, il paese Billigheim. Vicino, purtroppo, c’è una megafabbrica della Audi a Neckarsulm, qui producono tutte le A5, A6, A7, A8, con annessa altrettanto grossa centrale NuKleare. Ma sembra che alla gente del posto la condivisione tra Nature e Nuke vada a genio, infatti dove finisce la fabbrica comincia la foresta. Dolci colline e paesini sperduti.

Kipling diceva che “NIENTE E’ PIU’ BELLO DEL VERO”. Infatti, attraversare di corsa la Foresta Nera mentre piove a dirotto in una semioscurità verde smeraldo, con l’acqua che cola tra le nebbie, ti rende vegetale tra i vegetali, e sui polpacci che pompano ti cresce un po’ di corteccia. Fango e muschio sulla faccia, solo silenzio, nessun rumore dal cavo degli alberi antichi della foresta inaccessibile. Anche il luogo della partenza/arrivo era inaccessibile. Una palestra nel bosco. Senza indicazioni. Per trovarla ho dovuto chiamare la POLIZEI.

foto 3Ma una volta trovata sembrava di essere in una delle caverne dei Nibelungi, un mondo a parte dove Sigfrido aveva le borracce e Brunilde un Kway, l’”Anello” una sciarpa col proprio nome da conquistare alla fine dell’avventura nella Schwarz Walde. Veramente carine e sembrano fatte di marzapane le stazioncine sperdute nel bosco, minuscole scuole all’aperto, dove portano i piccoli Hansel e Gretel a imparare di botanica.

Mentre domenica, 2 giugno, avrei dovuto partecipare alla Iller Marathon, ad Immenstadt im Allgäu in Baviera http://www.iller-marathon.de/

Purtroppo il livello del fiume Iller, che dà il nome alla maratona, era talmente cresciuto da travolgere la pista ciclabile su cui avremmo dovuto correre. Tristezza nel piccolo Expo e un po’ di scuse consolanti.

Tutti a casa con una tazza di caffè e una buona birra Allgauer. Ma tornare a casa non è stato facile. Pioggia a dirotto e molte strade interrotte. Questa alluvione sta rivelandosi più grave di quella del 2002.

{gallery}artfototraalluvionipaologino{/gallery}

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

Leggi anche