Meravigliosa Eco-Maratona, un trail di 42 km D+ 2150 m oppure un trail di 21 km D+ 1100 m. E’ sabato 26 agosto 2017, la prossima TrailDoloMitica. Una festa del trail-running, con tanta musica e buon cibo, in uno degli scenari più suggestivi delle Dolomiti certificate dall’UNESCO “patrimonio naturale dell’umanità”. Il percorso è adatto a tutti, per chi corre e per gli escursionisti evoluti. Tutti sono importanti, dai top-runner fino agli ultimi, questa è la filosofia degli organizzatori. Nella prima parte si attraversano le borgate con la loro storia e cultura, illustrata dalle sculture in legno, la “stua” e le chiese. Poi ci si inoltra lungo i meravigliosi boschi e pascoli per arrivare a oltre 2000 m.
La descrizione mi cattura all’istante, determinante nella scelta è anche il fatto che la valle in cui si svolge la gara confini con quella di Cortina, località che amo e in men che non si dica (non è che ci voglia molto a convincermi) telefono a Francesco dandogli l’ok. La data si avvicina e son fiducioso della preparazione effettuata a suon di maratone e trail. Parto speranzoso insieme ad Aldo, Francesco e Luciano il venerdì con l’obiettivo non secondario di pranzare come l’anno precedente nella birreria Pedavena. Il tempo di raggiungere il ridente paesino ubicato nella Val Comelico inferiore circondata da vette dolomitiche di eccezionale bellezza e siamo al centro-maratona.
Al ritiro dei pettorali ci consegnano una maglia tecnica ed una tavoletta di cioccolata oltre a mezzo chilo di pasta, niente chip, niente controlli del materiale obbligatorio e poi via all’incontro sul tema “l’alimentazione nello sport” e briefing pre-gara. Confermo che la conferenza si è rilevata utilissima; una nutrizionista con le sue slide ci ha illustrato molte cose che non sapevamo o meglio che snobbavamo. All’uscita, il piacevole incontro con Angela e Michele.
Al mattino Dio ci regalerà una giornata di sole e di gioia sulle Dolomiti. In questa cornice si svolge una gara spettacolare, un successo di pubblico senza precedenti che sicuramente serve al tessuto economico locale in termini di indotto per hotel e ristoranti.
La gara si rivelerà più dura e impegnativa del previsto, una delle competizioni più belle a cui abbia mai partecipato. In Piazza San Luca incontro di nuovo Angela e Michele, poi Luciano e Monica.
Sono circa 260 i partenti, equamente distribuiti nelle due gare: TrailDoloMitica Eco-Marathon e TrailDoloMitica Eco-Trail di 24 km. Lo speaker Alexander Geronazzo nomina tutti gli atleti stranieri e di fuori regione. Partiamo con una fase iniziale di riscaldamento tra le case del paese e ci avviamo in leggera discesa tra i boschi. Segue qualche metro di cemento in saliscendi, una discesa quasi tecnica tra le borgate di Dosoledo e Casamazzagno attraverso i “trois”.
Primo ristoro del 7° km, dove sorge quasi isolata sopra un colle la suggestiva chiesetta di San Leonardo, faccio il pieno d’acqua e parto all’attacco dell’alta quota all’interno di un fitto bosco di conifere. Sono 1150 i metri di dislivello quasi tutti d’un fiato, fino ad un falsopiano dove roccia e erba respirano col cielo, boschi sconfinati, malghe e mucche. Superata la deviazione con la gara corta, ci inoltriamo lungo i meravigliosi boschi e pascoli per arrivare a oltre 2.000 m attraversando la costa della Spina abbagliati da panorami mozzafiato.
Vette dolomitiche di eccezionale bellezza ci circondano: Cima Undici, Cima Dodici, il Popera, la Croda Rossa e i suoi satelliti, il Passo della Sentinella, il Vallon Popera con il rifugio Berti, la cresta di confine con il Cavallino ed il Peralba, la cresta del Ferro, le Dolomiti Pesarine, le Terze e i Bre. E’ l’anfiteatro dolomitico dove si sono celebrate le gesta belliche dei militi che hanno onorato la Patria regalando la propria vita per un futuro migliore, uno scenario incomparabile che ci ricorda la storia vissuta, e mi viene un groppo alla gola pensando a quanti ci hanno lasciato.
Un momento di raccoglimento è d’obbligo.
La salita prosegue sino alla Sella del Quaternà con le sue trincee disposte a guardare l’Austria ad est, e dai 1215 m di Padola raggiungiamo i 2379 m, poi la discesa al passo Silvella, la Vallorera, Coltrondo e Passo Monte Croce; risalita al Colesei, discesa a Selvapiana, ultima salita al Col dei Bagni nel bosco e discesa finale.
La conca di Padola è finalmente alla nostra vista e poi è la volta del campanile della chiesa di San Luca e una serie di zig zag alla periferia del paese (che si sarebbero potuti evitare) ci conducono ove tutto ha preso inizio.
Una bella lavata di testa la meritano gli organizzatori:
Uno, il percorso era poco e male segnalato, con assenza completa di volontari per l’assistenza, dopo i bivi con i cartelli si correva per decine e decine di minuti al buio con il dubbio costante di perdersi in quelle valli sterminate.
Due, mancavano gli integratori salini nonostante il nutrizionista si fosse raccomandato il giorno prima di berne ai ristori due bicchieri; ma perché non si sono attenuti a quelle raccomandazioni?
Spezzo una lancia a loro favore per l’ottima anguria.
Tre, gli sfigati come me arrivato tra gli ultimi non hanno trovato nulla da bere e mangiare all’arrivo, se non una specie di colla che neanche il mio cane avrebbe ingurgitato, né un minimo di accoglienza da parte sempre degli organizzatori occupati non so in che cosa.
Cinque stelle se non di più al percorso, ma solo la sufficienza allo staff, melius abundare quam deficere.
Nonostante tutto restano le emozioni di una giornata particolare, grazie a tutti per il dono offertoci.
[Invito a leggere la penultima cronaca di Paolo Reali pubblicata in ritardo, relativa alla Ultramaratona del Gran Sasso: https://www.clubsupermarathon.it/ultramaratone/3696-30-07-2017-50-km-d-abruzzo-attraversando-il-piccolo-tibet.html NdR]
Clicca qui per le foto (di Paolo Reali)













