Me lo ha detto, ridetto e ripetuto mentre dal traguardo di Piazza Castello ci incamminavamo stancamente verso il luogo di recupero degli indumenti personali. Probabilmente mi avrebbe tartassato di telefonate e mail anche il giorno dopo, se Santa MariaRita Zanaboni non gli avesse messo al collo la sua, placandone la collera.
Dopo la bella cronaca di Paolo pubblicata su questo sito, cercherò di essere sintetico e mi guarderò bene dal cercare di competere sul terreno della poesia, dove Lui è Maestro. Dopo i voli pindarici del miglior Paolo della stagione stavolta proprio in vena, se non altro per controbilanciare il suo lirismo, la mia sarà una cronaca “terra-terra”.
Nonostante i tempi di crisi e i pochi danè in circolazione, Torino negli ultimi anni ha visto sempre aumentare il numero di maratoneti giunti al traguardo: 2.087 nel 2010, 2.271 nel 2011, 3.322 lo scorso anno e 3.456 ora: grazie alla tradizionale accoglienza turistica della città, una delle più belle d’Italia; ma anche merito della politica di contenimento dei prezzi. Nel periodo preso in esame, ai soci del nostro Club il pettorale è costato 25,00 € nel 2010 e 2011 e 30,00 € negli ultimi due anni.
La maratona è scattata alle 9:30 da Piazza San Carlo. Ad eccezione delle bellissime partenza e arrivo in centro, e il suggestivo passaggio del 21^ km alla Palazzina di Caccia di Stupinigi ove i reali si dilettavano a fare stragi di poveri cervi simili a quello immortalato sul tetto dell’edificio, il resto del percorso non è degno di nota.
Percorso onesto comunque, senza traffico e allietato da orchestrine, bande musicali e dame in costume a Moncalieri. Corro quasi sempre insieme al milanese Antonio dell’Oca che ha imparato bene il metodo Galloway: alternando corsa al passo si mantiene freschissimo fino all’arrivo. Poco dopo la mezza, mi raggiungono i pacemakers delle 5:30, ovvero la biondissima Carolina Agabiti spalleggiata dallo sparring partner ternano come lei Giuliano Gennari e dal foggiano Massimo Faleo. Con loro arrivo al traguardo, non senza togliermi prima la soddisfazione di raggiungere e piantare in asso uno spompato Paolo Gino, privo questa volta delle magiche scarpe multicolori dotate del “profilo rocker” che al Garda l’avevano fatto volare come il vento. SuperAuguri a Carla Gavazzeni e SuperMario Ferri, che a Torino hanno tagliato il traguardo rispettivamente delle 200 e 450 maratone/ultra in carriera.
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